Governo Letta. Chi sono i futuri ministri

27/04/2013 di Iris De Stefano

Dopo 61 giorni di stallo politico e l’elezione del Presidente della Repubblica, oggi, verso le 17:30, Enrico Letta, incaricato da Giorgio Napolitano, ha sciolto la riserva e fatto sapere i nomi dei 21 ministri che domani alle 11:30 saranno al Quirinale per prestare giuramento. Lunedì 29 poi, nel pomeriggio, il voto di fiducia alle Camere, per il governo della XVII legislatura della storia della Repubblica italiana.

Quali le priorità del possibile governo Letta?
Enrico Letta ha presentato i suoi ministri

I ministri – La rosa dei nomi scelti è riassumibile con qualche numero: 21 ministri, 7 donne, nove militanti del Pd, 5 del Pdl e 3 di Scelta civica. Più in generale, 13 sono i ministeri con portafogli ( quelli a cui è attribuito un dicastero ) e 8 senza. Enrico Letta si è detto “soddisfatto per la squadra che siamo riusciti a comporre, per il record della presenza femminile e per il ringiovanimento della compagine”, poiché l’età media del nuovo governo è di 53 anni, 10 in meno a quella del precedente  Monti.

I nomi – Alcuni dei nomi prescelti erano già nelle rose che circolavano in questi giorni sui giornali e social network, ma sono state le posizioni assegnate a creare qualche sorpresa; vicepresidente e ministro dell’Interno Angelino Alfano, segretario del Pdl, fedelissimo di Silvio Berlusconi ed ex ministro della Giustizia. Alfano sarà sicuramente tirato in ballo per chi griderà all’inciucio anche perché nelle ultime ore era circolata la notizia che si preferisse non scegliere un vicepresidente, per evitare forti contrapposizioni con Enrico Letta. Al ministero dell’economia è stato scelto Fabrizio Saccomanni, direttore generale di Bankitalia. Agli Esteri Emma Bonino dei Radicali, scelta che dalle prime reazione sembra essere la più condivisa, grazie alla sua conoscenze linguistiche e all’affidabilità riconosciutole negli ambienti istituzionali esteri. Alla Difesa andrà Mario Mauro, di Scelta civica, ex Pdl e fedelissimo dell’ormai ex premier Mario Monti. Alla Giustizia Annamaria Cancellieri, anche lei, come la Bonino, in lizza per un posto al Quirinale, lascia il Ministero dell’Interno che dirigeva. Agli affari europei, riconfermato, Enzo Moavero di Scelta Civica. Agli Affari regionali Graziano Delrio, esponente del Partito Democratico e attuale presidente dell’Anci ( Associazione Nazionale Comuni italiani ). Maurizio Lupi, membro di spicco del Pdl e del movimento Comunione e Liberazione è stato assegnato alle Infrastrutture. Enrico Giovannini presidente dell’Istat al Lavoro è stato preferito a Stefano Fassina, fino a qualche ora fa considerato il favorito per questo dicastero. Alla Coesione territoriale Carlo Trigilia, sociologo e professore a Firenze, vicinissimo a Massimo D’Alema. Ai Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, parte del gotha del Partito Democratico. Alle Pari opportunità Iosefa Idem, campionessa olimpica nella canoa e eletta per il Partito democratico. Alla Semplificazione va Giampiero D’Alia, segretario regionale dell’Udc in Sicilia e vicecapogruppo di Scelta civica alla Camera. Allo Sviluppo economico Flavio Zanonato membro del Pd e sindaco di Padova. Alle Politiche agricole Nunzia De Girolamo, deputato Pdl e moglie di Francesco Boccia, forse il più stretto collaboratore di Enrico Letta. Alla Scuola, università e ricerca Mariachiara Carrozza, ex rettore della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa ed eletta con il Partito Democratico. Alla Salute Beatrice Lorenzin, importante membro del Popolo della Libertà e già iscritta a Forza Italia. Gaetano Quagliariello, parte del gruppo degli esperti convocati da Napolitano e importante membro del Pdl, agli Affari costituzionali. Andrea Orlando, Pd, sarà ministro dell’Ambiente. Cecile Kyenge, sempre del Pd e di origine congolese sarà il primo ministro di colore, all’Integrazione. Ai Beni culturali Massimo Bray, direttore editoriale Treccani e deputato Pd. Aiuterà infine Enrico Letta, come sottosegretario alla presidenza del consiglio, Filippo Patroni Griffi, ex ministro della Pubblica amministrazione per il governo Monti.

Gli esclusi e le reazioni – I nomi esclusi dal totoministri dei giorni scorsi sono parecchi, e importanti. Massimo D’Alema, Renato Brunetta, Mario Monti, Giuliano Amato, Stefano Fassina e Francesco Boccia. È vero però, che attraverso alcuni dei ministri gli esclusi potranno comunque esercitare la propria influenza; basta pensare al rapporto tra Mauro e Monti, o tra D’Alema e Trigilia. Le reazioni per ora sono quasi tutte positive, come Sofia Ventura che su Twitter ha scritto “Da questo governo si può ricominciare. Speriamo davvero.” O Bill Emmott, ex direttore dell’Economist che sempre attraverso il social network ha scritto “Heartfelt congratulations to Emma Bonino who has long been one of the best ambassadors”. Resta ora da vedere come si comporteranno da domani i nostri prossimi Ministri della Repubblica, quando dovranno affrontare uno dei più ardui compiti della nostra storia.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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