Golden Globe 2014, l’alba del Bel paese

13/01/2014 di Jacopo Mercuro

Golden Globe 2014 - La Grande Bellezza

Il 12 gennaio, al Beverly Hilton Hotel, Tina Fey e Amy Poelher hanno presentato la settantunesima edizione dei Golden Globe. Come ogni anno, la cerimonia è il sipario d’apertura alla nuova stagione di premiazioni cinematografiche, un grande antipasto che annuncia, a soli due mesi di distanza, il piatto forte e tanto atteso: gli Oscar.

I Golden Globe appena assegnati non hanno avuto un vero e proprio mattatore, come è già accaduto in alcune delle precedenti edizioni. La premiazione si differenzia dalla notte degli Oscar per la scelta di distinguere le categorie degli attori, oltre ai vari riconoscimenti che vanno alle serie tv. Per questo motivo i Golden Globe prevedono diversi vincitori, ma quest’anno la cerimonia è stata più ecumenica che mai, facendo tornare la maggior parte dei canditati con una statuetta tra le mani, senza lasciare nessuno scontento.

Sorrentino, La Grande Bellezza, Golden GlobePer le categorie d’eccezione, che prevedono il miglior film drammatico e la migliore commedia, hanno trionfato 12 anni schiavo di Steve McQueen e l’ultimo lavoro di David O. Russel American Hustle, aiutato dalla recitazione di Amy Adams e Jennifer Lowrence, che si sono aggiudicate la statuetta per la migliore attrice protagonista in una commedia la prima e quella di non protagonista la seconda.

David O. Russel sperava di poter fare bottino pieno, portando a casa la statuetta per la migliore regia che invece è stata assegnata al regista messicano Alfonso Cúaron per il già campione d’incassi Gravity. Lo stesso film aveva portato alla candidatura come migliore attrice drammatica Sandra Bullock, ma la statunitense è stata superata dalla collega australiana, già premio Oscar nel 2005, Cate Blanchett. Nessuno è rimasto sorpreso dalla scelta, la Jasmine di Woody Allen sembrava aver già vinto in partenza grazie all’intesta recitazione.

Leonardo Di Caprio continua a dimostrare tutta la sua bravura, vincendo come miglior attore in The Wolf of Wall Street di Scorsese, a sorpresa, la pellicola, non è stata nemmeno candidata per la miglior regia ed ha perso nella sfida con “American Hustle” per il miglior film. Rimanendo nella categoria degli uomini, Matthew McConaughey trionfa nella categoria miglior attore drammatico per il ruolo in Dallas Buyers Club, con lo stesso film, l’eclettico Jared Leto è stato premiato come attore non protagonista.

Nel mondo dell’animazione trionfa il film Disney, uscito nelle sale durante il periodo natalizio, Frozen, surclassando i rivali dell’Illumination Entertainment canditati con Cattivissimo Me e della DreamWorks Animation con I Croods. Spazio anche per gli artisti dietro le quinte, è arrivato il successo per Spike Jonze, grazie alla sceneggiatura di Her e per Alex Ebert con la colonna sonora originale di All Is Lost, film privo di dialoghi e con Robert Redford come unico attore.

Il premio al miglior film straniero e che più interessava a noi italiani, è andato all’ ultimo capolavoro di Paolo Sorrentino La grande bellezza. Il premio assume un valore maggiore se si considerano i film che lo insediavano, capolavori come La vita di Adele, Le passé e Kaze tachinu del giapponese Hayao Miyazaki.

“Erano giorni in cui nessuno mi diceva niente, qui sono veramente bravi a non far trapelare nulla. Ero convinto che il premio sarebbe andato a un altro e l’emozione è stata ancora più grande. Grazie Italia, questo è un Paese davvero strano ma bellissimo”. Paolo Sorrentino rompe un digiuno che durava dal 1989, anno in cui a trionfare era stato Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Il lavoro di Sorrentino è uno spiraglio di luce proveniente da uno scrigno che va aperto per riscoprire l’eccellenza italiana. Fin dai primi anni della sua storia abbiamo inteso il mezzo cinematografico come una sofisticata forma d’arte che per tanto tempo ci ha protagonisti. Sorrentino, subito dopo aver ricevuto il premio, ha dichiarato che l’Italia è un paese strano, ma bellissimo. Nulla di più vero, il nostro paese è paragonabile alla Roma vista nel La grande bellezza: incantevole, piena di storia e passione, ma che troppo spesso si perde nella sua decadenza. Speriamo che questo possa essere il primo passo verso le luci dell’alba tanto attesa.

LISTA COMPLETA DEI VINCITORI

Miglior film drammatico: 12 anni schiavo di Steve McQueen

Migliore commedia o musical:
American Hustle – L’apparenza inganna di David O. Russell

Miglior regista: Alfonso Cuarón (Gravity)

Migliore attrice in un film drammatico:
Cate Blanchett (Blue Jasmine)

Miglior attore in un film drammatico:
Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club)

Migliore attrice in una commedia o musical:
Amy Adams (American Hustle)

Miglior attore in una commedia o musical:
Leonardo DiCaprio (The Wolf of Wall Street)

Miglior attrice non protagonista:
Jennifer Lawrence (American Hustle)

Miglior attore non protagonista:
Jared Leto (Dallas Buyers Club)

Migliore sceneggiatura:
Spike Jonze (Her)

Miglior film straniero:
La grande bellezza di Paolo Sorrentino (Italia)

Miglior film d’animazione:
Frozen (Walt Disney Studios Motion Pictures)

Migliore colonna sonora:
Alex Ebert (All is Lost)

Migliore canzone originale:
Ordinary Love, U2 – (Mandela: Long Walk To Freedom)

Miglior film tv o mini-serie tv: Dietro i Candelabri

Migliore serie tv drammatica:
Breaking Bad

Migliore serie tv comica:
Brooklyn Nine-Nine

Migliore attrice in una mini-serie o film tv:
Elisabeth Moss (Top of the Lake)

Migliore attore in una mini-serie o film tv:
Michael Douglas (Dietro i candelabri)

Migliore attrice in una serie tv comica:
Amy Poehler (Parks and Recreation)

Migliore attore in una serie tv comica:
Andy Samberg (Brooklyn Nine-Nine)

Migliore attrice in una serie tv drammatica:
Robin Wright (House of Cards)

Migliore attore in una serie tv drammatica: 
Bryan Cranston (Breaking Bad)

Migliore attrice non protagonista in una serie tv o mini-serie o film tv:
Jacqueline Bisset (Dancing On the Edge)

Migliore attore non protagonista in una serie tv o mini-serie o film tv:
Jon Voight (Ray Donovan)

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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