Gli eroi senza padre vincono solo nei fumetti

14/02/2014 di Francesca R. Cicetti

La mancanza del padre: non se n’è mai dibattuto quanto oggi. La questione della famiglia torna ad essere centrale, ora che proprio questa viene messa in discussione quanto mai nel passato. I bambini nelle famiglie monogenitoriali? Crescono trasgressivi, sviati dalla mancanza di una figura di riferimento, o almeno così ci dicono i maestri della pedagogia.

Damon Lindelof
Damon Lindelof

Ma non la pensano così i grandi sceneggiatori e fumettisti  americani. Ogni grande personaggio dell’intrattenimento ha problemi con la figura paterna. Gli esempi sono centinaia, ma basta pensare ai superuomini della storia del fumetto: Peter Parker, che un padre non lo ha neanche mai avuto, basa la sua intera avventura da tessiragnatele sul senso di colpa per l’uccisione del surrogato genitoriale, il dolce zio Ben. Peggio ancora per Daredevil, che si becca una scarica di acido nucleare in faccia scappando via dal padre, colto in fragrante mentre picchia un povero commerciante per ordine della malavita. E Clark Kent, vissuto nel rimorso di un babbo che è rimasto a guardare il suo pianeta andare in pezzi pur di salvare il piccolo Superman. Avete sempre pensato che Batman fosse un duro, ma non è mosso anche lui dal desiderio di vendicare l’omicidio di papà Wayne? Insomma: eroi senza padre? Sì. Problemi? No. La mancanza del padre, invece di creare drammi pedagogici, aggiunge un pizzico di pepe alle storyline.

Succede solo nei fumetti, direte voi. Nella vita reale l’assenza del genitore non porta il ragazzo ad indossare costume, mascherina e svolazzante mantello, né lo spinge a dare la caccia ai criminali. Innegabile, ma la moda non accenna comunque a fermarsi. «A volte mi sorprendo a desiderare che il papà di Steve Rogers avesse mollato qualche schiaffo in più al suo bambino, senza un motivo particolare, solo perché aveva avuto una giornata storta al lavoro». ammette Damon Lindelof, tra le altre cose fumettista statunitense, ma noto soprattutto per la serie televisiva Lost (dove i drammi padre-figlio abbondano a non finire). Un’affermazione da denuncia, da telefono azzurro. Ma aggiunge anche che, bisogna riconoscerlo, la cosa avrebbe reso ben più interessante leggere Capitan America. Con tutte quelle sue stelle e strisce e il patriottismo dilagante, all’amato Cap manca uno dei tratti fondamentali degli eroi, super e non: un rapporto conflittuale con il padre.

I padri che mancano sono un cult della nostra epoca e non solo. Le origini sono antichissime, questo è vero, ma oggi come oggi gli eroi con problemi edipici sono un’ossessione prettamente americana. I protagonisti delle grandi storie del cinema e del fumetto made in US da almeno un ventennio devono fare i conti con un delicato rapporto padre-figlio. Ma forse questo trend ha origini ben più profonde del mero desiderio di aumentare le vendite, gli ascolti e le file al botteghino. Gli USA, nazione dei Padri fondatori, sono in realtà uno stato che non ha mai avuto genitori, o, a voler essere precisi, ne ha avuti fin troppi, provenienti da ogni parte del mondo, e può perciò vantare delle ben misere radici. L’America ha sempre sofferto, per così dire, un complesso di mancanza paterna, un vuoto causato dalla sua storia relativamente recente. Un fatto, questo, che porta con sé lati positivi e negativi al contempo: la libertà tanto vantata da una parte, il senso di abbandono dall’altra. Cosa ci si aspetta da una nazione senza padre, se non eroi senza padre? E cosa fa commuovere americani e americanofili, se non un bel dramma genitore-figlio?

Per ora lasciamo ai pedagoghi un’indagine più approfondita, noi accontentiamoci dell’intrattenimento. Sfogliare un bel fumetto con eroi tormentati dal ricordo del papà ci permette di trascorrere una bella serata, come anche una pellicola col Luke Skywalker di turno. La vita reale, poi, è innegabilmente diversa.

The following two tabs change content below.

Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
blog comments powered by Disqus