Giubileo, le sfide delle due sponde del Tevere: il Vaticano e il Campidoglio

04/12/2015 di Ludovico Martocchia

Sicurezza e gestione sono i problemi del Campidoglio. Scandali e opposizione al cambiamento sono i dilemmi intestini alla Chiesa. È tutto pronto per il Giubileo?

Le camionette della polizia a Piazza Venezia. Le proteste dei giorni scorsi dei “Centurioni”. I controlli prima di oltrepassare il colonnato berniniano di San Pietro e la chiusura di Via della Conciliazione. E il piano straordinario del prefetto Gabrielli per il Giubileo della Misericordia, che comincerà martedì prossimo. È la nuova normalità della Capitale, che a 264 giorni dall’annuncio di Papa Francesco, avvenuto il 15 marzo scorso, sarà pronta per l’apertura della Porta Santa. Intanto, questa settimana, si sono svolte le prove generali di sicurezza, portando l’allerta al livello massimo per l’8 dicembre, sebbene le previsioni ottimistiche che annunciavano l’arrivo di milioni di pellegrini probabilmente non saranno rispettate. In aggiunta, è stata inaugurata la Sala Gestione Giubileo: quella che il commissario Tronca ha definito “il grande occhio”, «una cabina di regia operativa di tutte le forze messe in campo», che unirà le centrali operative delle forze di polizia. Ha continuato il sostituto del Sindaco: «Non ci sarà nessun cedimento da parte della macchina comunale nel proprio impegno per questo evento». Si spera che lo sforzo dei cittadini e dei turisti, che vivranno in una città blindata, sarà ripagato.

L’attenzione è alle stelle, seppure la questione della sicurezza non è l’unico problema che spaventa la coppia Gabrielli-Tronca. La gestione del quadro generale sarà la vera sfida, quanto quella dei dettagli. Due esempi su tutti. Secondo l’Associazione Luca Coscioni, da sempre attiva su queste tematiche, di 110 hotel e 20 convitti religiosi vicini ai cammini giubilari solamente il 14% sarebbe in grado di accogliere fedeli disabili. Secondo: ieri la Guarda di Finanza ha rilevato una maxi-evasione fiscale di 5 milioni di euro di un’agenzia di guide turistiche. Tra l’altro un quarto dei lavoratori era a nero, mentre sono stati venduti biglietti a più del doppio del prezzo normale. Per non parlare della questione dei mezzi pubblici. L’Atac, la municipalizzata dei trasporti, ha reso noto l’acquisto di 150 nuovi mezzi, che però saranno operativi soltanto da febbraio 2016. Non è il massimo per fronteggiare l’avvento dei fedeli e in generale i turisti sotto Natale. Data la rilevanza dei mezzi pubblici, è uscito in aggiunta un elenco di date in cui non sarà possibile scioperare.

Se questi sono gli ostacoli che dovrà affrontare il Campidoglio, dall’altra sponda del Tevere è il Pontefice a sorreggere il peso degli ultimi scandali. La settima prossima ricomincerà il processo Vatileaks 2, che ha visto coinvolti soprattutto Francesca Immacolata Chaouqui e il monsignor Balda. La volontà di riforma di Francesco sembra essere isolata, in una curia martoriata da quella gerarchia che ha «impedito al Sinodo di pronunciare una parola definitiva dei divorziati risposati e sul riconoscimento del valore affettivo e solidale di una coppia omosessuale». Sono queste parole di Marco Politi, autore del libro Francesco tra i lupi, intervistato da Rai News, che ha poi proseguito: «Gli avversari [del Papa] sono quanti continuano a fare un cattivo uso dei beni economici della Chiesa, quanti voltano la testa dall’altra parte quando si tratta di stabilire meccanismi concreti per contrastare gli abusi sessuali. Coloro che fanno finta di non sentire che le donne devono essere chiamate a ruoli decisionali».

Insomma, sembra che il Papa sia solo. Ma giustamente continua a puntare sulle periferie: l’ultima è quella africana, continente dove si è recato questa settimana. Francesco vuole una Chiesa sempre meno europea e di palazzo, da sostituire con una mondiale e inclusiva. Come influirà il Giubileo della Misericordia sulla lotta intestina nella comunità cattolica, che vede affrontarsi chi vuole cambiare contro chi non ha intenzione di abbandonare i propri privilegi?

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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