Giovanni da Verrazzano – il primo scopritore della New York Bay

29/11/2014 di Silvia Mangano

Oggi vogliamo parlarvi di un esploratore toscano, primo fra tutti ad entrare nella baia ove oggi sorge New York. Ricordato molto meno rispetto ad alcuni illustri colleghi, ebbe un ruolo importante nel confermare al Mondo la scoperta di un nuovo Continente

Giovanni da Verrazzano

Forse non tutti sanno che, a New York, il ponte che collega Staten Island a Brooklyn è dedicato a un esploratore italiano. Inaugurato nel 1964, il famoso Verrazano–Narrows Bridge venne dedicato a Giovanni da Verrazzano, primo ad aver scoperto la baia di New York e ad aver attraversato la zona della foce del fiume Hudson.

Giovanni da Verrazzano nacque nel 1485 a Greve (Toscana). Pur essendo di nobili origini, non dimostrò interesse nella politica, né nella carriera militare. Piuttosto, la sua mente fu affascinata dai racconti sulle terre lontane, infatti, probabilmente ispirato dalla lettura di Marco Polo, partì come giovanissimo esploratore verso il Medio Oriente e l’India. Non essendoci pervenuti scritti autografi se non una lettera inviata al re di Francia, della sua vita si conoscono veramente poche notizie, ma è opinione condivisa da tutti gli studiosi che intorno al 1506 si stabilì a Dieppe (città portuale francese) per iniziare la carriera da navigatore. Nel 1508 si imbarcò con Thomas Aubert sulla nave La Pensée e raggiunse le coste del Canada.

Verrazzano Narrow Bridges
Il noto Verrazzano-Narrow Bridges, che collega Staten Island a Brooklyn

Ma nel settembre 1522, quando l’equipaggio di Magellano fece ritorno dal lunghissimo viaggio intorno al mondo, si scatenò una vera e propria competizione tra gli altri regni europei. Al servizio del re francese Francesco I, fu incaricato di trovare una via per l’Oriente perlustrando la zona tra la Florida e Terranova (la Newfoundland già esplorata con Aubert). Nel 1523, Verrazzano partì con quattro navi, di cui dopo una tempesta rimasero soltanto La Normande e La Dauphine. Approdate a Madeira, nel 1524, anche La Normande fu costretta ad abbandonare l’impresa transoceanica, ma la nave di Verrazzano, capitanata da Antoine de Conflans, partì alla volta dell’America e dopo 58 giorni (1 marzo 1524) giunse nell’area di Cape Fear, si spostò verso la laguna di Pamlico Sound e, nell’arco di qualche giorno, entrò nella baia di New York.

Nell’unica lettera che possediamo, indirizzata a Francesco I, l’esploratore narra i paesaggi e le popolazioni incontrate. Tra queste, in particolare, i Lenape e i Wampanoag vengono descritte come tribù molto ospitali. Superata la baia di Narragansett, Giovanni da Verrazzano si spinse ancora più a nord, raggiungendo la Nova Scotia (Canada) e la Newfoundland, da cui fu costretto a ripartire per mancanza di viveri nella primavera del 1524. La via verso l’Oceano Pacifico non venne trovata e la lunghissima rotta percorsa dalla Dauphine, spinse il navigatore italiano ad avvalorare la tesi allora espressa da Amerigo Vespucci che si trattasse effettivamente di un continente completamente nuovo e sconosciuto.

Giovanni da Verrazzano
Giovanni da Verrazzano

Grazie all’aiuto finanziario di Jean Ango e Philippe de Chabot, in pochi anni riuscì a organizzare una nuova spedizione, questa volta verso il sud. Nel 1527, mosso dalla curiosità per il Nuovo Mondo, partì con cinque navi da Dieppe alla volta del Brasile. Sebbene il famoso passaggio per l’Oriente non venne nuovamente trovato, il viaggio non si rivelò del tutto inutile, anzi il discreto successo raccolto spinse Giovanni a imbarcarsi nel suo ultimo viaggio (1528). Tornato in Nord America, come nel 1524, di lui si persero le tracce: per alcuni, fu ucciso dai nativi; per altri, fu catturato e giustiziato per pirateria dagli spagnoli o dai portoghesi.

Nonostante l’infelice epilogo della sua vita, Giovanni da Verrazzano fu un grande esploratore del Nuovo Mondo, troppo spesso lasciato ad impolverarsi negli angoli dimenticati della storia.

 

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Silvia Mangano

Classe 1991. Si laurea con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma. Attualmente studia Scienze Storiche – Età moderna e contemporanea alla Sapienza. Frequenta un diploma di perfezionamento in religioni comparate presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e scrive per la rivista di divulgazione storica InStoria.
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