La Beat Generation e la nuova visione. Giovani Ribelli – Kill Your Darlings

29/10/2013 di Jacopo Mercuro

Giovani Ribelli, Kill Your Darlings

Ciò che è venuto, è andato per sempre, ogni volta – Allen Ginsberg

Allen Ginsberg (Daniel Radcliffe) è il figlio di un poeta e di una madre con gravi disturbi mentali, è un ragazzo curioso e con una gran passione per la letteratura. Dopo il diploma riesce ad entrare nella Columbia University grazie ad una borsa di studio che gli permetterà di spiccare il volo da un nido familiare destabilizzante. Fin dai primi giorni si dimostra una matricola fuori dal comune, il suo pensiero progressista e rivoluzionario incuriosiscono un altro studente, Lucien Carr, ragazzo benestante dal fascino magnetico. Carr, vede in Ginsberg qualcosa di straordinario e decide di prenderlo sotto la sua ala presentandolo ad un gruppo di giovani scrittori con la passione per la ribellione tra cui Jack Kerouac e William Burroughs. L’incontro avviene nell’appartamento newyorkese di David Kammerer, bidello dalle grandi doti poetiche e profondamente innamorato di Carr. La vita dei giovani poeti si dividerà tra amori, gelosie, droghe, visioni e poesie, portandoli a plasmare il movimento conosciuto come Beat Generation.

Giovani Ribelli, Kill Your Darlings
Daniel Radcliffe

Il regista, John Krokidas, nella sua opera prima, mostra il momento in cui si sono venute a creare le basi che hanno dato vita ad un’onda di pensiero capace di rompere ogni schema, nel momento in cui il mondo cercava di indirizzare i giovani ad un pensiero omologato e stantio. Vengono mostrati gli anni in cui quei giovani ribelli erano solo loro stessi, ragazzi nell’anonimato, uniti da un’irrefrenabile voglia di cambiamento. Perché continuare ad imitare quando si può creare e divenire il modello stesso di riferimento? Fuggiti dal conformismo che il dopoguerra stava dettando, continuamente alla ricerca del nuovo, capaci di proiettarsi a quella che definiranno come “la nuova visione”.

Una storia drammatica a tinte noir. Non è un film celebrativo sul movimento letterario più significativo del XX secolo statunitense. La pellicola è incentrata sulla psicologia tormentata dei personaggi, sulla loro formazione artistica e su un delitto che sarà il fulcro della loro storia futura.

 La Beat Generation non viene mai citata, vengono mostrarti gli anni giovanili della loro formazione, soffermandosi sulla psicologia di Allen Ginsberg, interpretato da Daniel Radcliffe. Il protagonista è riuscito, in modo egregio, ad abbandonare le vesti del mago Harry, è stato capace di una trasformazione artistica completa, passando dagli amori adolescenziali ad amori liberi. Superata la paura di rimanere imprigionato in ruoli appartenenti al passato, Radcliffe, mostra tutta la sua bravura nel rappresentare una personalità fuori dal comune, si muove in un triangolo omosessuale carico d’insicurezze e sensibilità nel quale non sembra mai essere a disagio.

Lo stesso attore ha dichiarato: “Mi hanno accusato di pugnalare alle spalle Harry Potter, ma io devo andare avanti nella mia vita. Non sarei qui senza Harry Potter, ma non posso restare con lui per sempre. E poi è stato divertente girare scene di sesso gay, baciare un uomo, danzare con lui. Quello che non è divertente per niente è constatare che nel 1944 se uccidevi un uomo bastava sostenere che lui era gay mentre tu no, per evitare la prigione”.

Abbandonare i sentieri tracciati, lasciare l’imitazione a chi è assopito dalla routine dettata dalla società, rompere gli schemi. Questo è quello che riuscirono a fare un gruppo di giovani stanchi di dover indossare abiti preconfezionati e di far proprio un pensiero che non gli apparteneva. Erano convinti che la vita fosse un cerchio da spezzare. Giorno dopo giorno, verso dopo verso, non si limitarono a cambiare la storia della letteratura, ma la visione d’intere generazioni…per sempre.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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