Giornata della memoria: le iniziative del Memoriale della Shoah di Milano

24/01/2016 di Simone Di Dato

Inaugurato il 27 gennaio 2013, il Memoriale della Shoah di Milano è diventato in appena due anni luogo di riferimento per la commemorazione dell'Olocausto, del sacrificio di centinaia di uomini vittime della cieca efferatezza delle persecuzioni naziste, luogo di memoria collettiva ma anche di consapevolezza individuale

Memoriale della Shoah

Ci troviamo sotto la stazione centrale di Milano, a piano strada, di fronte al palazzo delle ex Regie Poste, al cospetto di vagoni bestiame immobili. Settant’anni fa, questi treni venivano riempiti con centinaia e centinaia di donne, uomini, anziani e bambini ebrei insieme a deportati politici mandati a morire nei campi di sterminio: Auschwitz–Birkenau, Mauthausen, Bergen Belsen, Ravensbrück, Flossenbürg, o nei campi italiani di raccolta di Fossoli e Bolzano. Era il 30 gennaio 1944 quando dal cosiddetto binario 21, oggi simbolo della Shoah in Italia, partirono i primi convogli. Soltanto 22 dei 605 ebrei milanesi deportati quel giorno tornarono a casa. Tra di loro Liliana Segre, allora tredicenne, che ritornò senza il padre, morto ad Auschwitz.

Oggi, attorno al binario 21 si sviluppa il progetto del Memoriale che, oltre a rappresentare luogo fisico volto al ricordo dei deportati e ai viaggi verso i campi di sterminio, si propone come laboratorio del presente, di studio, ricerca e confronto. “In un periodo come questo – ha dichiarato Ferruccio de Bortoli, Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano – in cui avvenimenti tragici causati da intolleranza ed emarginazione sono all’ordine del giorno, l’apertura del Memoriale di Milano rappresenta un simbolo, non solo per la città di Milano e per i milanesi, ma per l’Europa e il Mondo intero. Un luogo che settantun anni fa faceva da cornice al punto più basso della storia della coscienza civile occidentale, ora può e deve diventare il simbolo della ripartenza della nostra società in termini di confronto e dialogo”.

Dunque non solo spazio museale per mostre temporanee e approfondimenti sulla Shoah, ma punto di riferimento per l’intera comunità civile, un progetto che sia in grado di educare alla convivenza, spazio di apertura alla tolleranza, al confronto, al dialogo. Non a caso gli spazi della Memoriale hanno ospitato, la scorsa estate, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, oltre 4.500 profughi – uomini, donne, bambini – provenienti da Eritrea, Siria, Sudan ed altri 23 Paesi. Se la parola “indifferenza”, che campeggia a caratteri cubitali all’ingresso del Memoriale, caratterizzò le vite dei milanesi di allora rispetto a quanto avveniva sotto i loro occhi, oggi “il peso morto della storia” come lo definì Antonio Gramsci, viene affrontato con solidarietà da un progetto tutto italiano dove la memoria è il presupposto indispensabile per il confronto e il dialogo con religioni, etnie e culture diverse.

“Il ricordo è protezione dalle suggestioni ideologiche, dalle ondate di odio e sospetti. La memoria è il vaccino culturale che ci rende immuni dai batteri dell’antisemitismo e del razzismo” –Ferruccio De Bortoli, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah

Ecco di seguito il programma:

Da domenica 24 gennaio fino al 29 febbraio:
Dalle leggi antiebraiche alla Shoah“, a cura di Fondazione CDEC, è la mostra organizzata dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e allestita dagli architetti Guido Morpurgo e Annalisa de Curtis. Ospitata all’interno dello Spazio Mostre Bernardo Caprotti, la mostra illustrerà gli eventi storici generali e le vicende personali vissute nell’Italia del regime fascista e dell’occupazione tedesca, guardando alle persecuzioni antiebraiche attraverso l’esposizione dei testi delle leggi persecutorie, dei diari delle vittime e di lettere, fotografie e pubblicazioni originali dell’epoca. Sempre domenica 24 gennaio, alle ore 17.30, presso l’Auditorium Joseph e Jeanne Nissim verrà proiettato “Pecore in Erba”, diretto da Alberto Caviglia, film in concorso nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2015, che ha come tema principale l’antisemitismo, affrontato per la prima volta in chiave satirica, attraverso il particolare genere del mockumentary, il falso documentario surreale.

Mercoledì 27 gennaio: Come consuetudine, nell’ambito delle celebrazioni previste per il Giorno della Memoria, presso la Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi di Milano alle ore 20.00, ci sarà il concerto di commemorazione del XVI Giorno della Memoria.

Domenica 31 gennaio: dopo il gradimento riscontrato nel 2015, anche quest’anno alle ore 16.00 il Memoriale ospiterà lo spettacolo teatrale “Che non abbiano fine mai...” di Eyal Lerner, dedicato alla storia e alla cultura ebraiche, ma soprattutto alla tragedia della Shoah. Alle 18.00 invece è previsto un incontro dal titolo “Porte chiuse, porte aperte”, organizzato da Comunità di Sant’Egidio e Comunità Ebraica di Milano, a cui parteciperanno Liliana Segre e i profughi ospitati dal Memoriale nel 2015, per raccontare le loro testimonianze.

Domenica 7 febbraio: proseguono gli appuntamenti presso il Memoriale con l’incontro “Medicina e Shoah. Dalle politiche razziste dell’800 alla bioetica”, organizzato dall’Associazione Medici Ebrei in collaborazione con il CDEC e la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano. Nel corso della mattinata, presentata da Michele Sarfatti e moderata da Giorgio Mortara, interverranno Antonio Pizzutti dell’Università Sapienza di Roma, Marcello Buiatti del Centro Interuniversitario di Filosofia dell’Università di Firenze, Marcello Pezzetti della Fondazione Museo della Shoah di Roma e Laura Boella dell’Università Statale di Milano.

Lunedì 8 febbraio: Con la presentazione del libro “Un amore ad Auschwitz. Edek e Mala: una storia vera” (UTET) di Francesca Paci, le iniziative di commemorazione e di celebrazione della Memoria organizzate dalla Fondazione giungono al termine. Il libro dà voce a Edek e Mala, un giovane prigioniero politico polacco e una ragazza ebrea bella e vitale che s’innamorano nel campo di sterminio di Auschwitz. Una storia d’amore, ma anche di lotta, solidarietà e speranza, inspiegabilmente e ingiustamente dimenticata, che la giornalista Francesca Paci ricostruisce per la prima volta in tutti i suoi aspetti grazie a documenti dell’archivio del museo statale di Auschwitz e testimonianze dirette dei sopravvissuti. A discutere con l’autrice sarà Marcello Pezzetti, Direttore del Museo della Shoah di Roma.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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