Giorgio Morandi: Lines of Poetry

28/01/2013 di Simone Di Dato

3_-Estorick-Morandi-Houses-of-Campiaro-in-GrizzanaNuova settimana e nuova rubrica per Europinione, con Simone Di Dato  che da oggi si occupera del mondo artistico. Il primo articolo è dedicato alla mostra organizzata alla Estorick Collection of Modern Art di Londra. Protagonista? Il nostro Giorgio Morandi.

La  Estorick Collection of Modern Art di Londra non avrebbe potuto fare scelta migliore. Per celebrare il suo quindicesimo anniversario il museo ha da poco inaugurato una grande mostra, tutta dedicata ad un pittore italiano, tra i più celebri e significativi del Novecento, Giorgio Morandi. Organizzata in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, l’evento riunisce circa 80 opere tra le più rappresentative dell’artista, ma racconta con acquerelli, acqueforti e disegni cronologicamente disposti, la storia di un Morandi diverso: l’incisore. “Abbiamo cercato di tracciare l’attività grafica dell’artista bolognese, dai suoi primi esperimenti con la tecnica fino agli ultimi fogli creati” ha detto Roberta Cremoncini, direttrice del museo dedicato all’arte moderna italiana.

“Lines of Poetry” (questo il titolo della mostra, visitabile fino al 7 aprile), è un tributo ad un personaggio solitario e cosmopolita insieme, la cui qualità pittorica è unica e universalmente riconosciuta. Rinchiuso nello studio di via Fondazza, Giorgio Morandi (Bologna 1980-1964) dipinge per tutta la vita le usuali bottiglie, brocche, fiori, ciotole e caffettiere che, composti sul piano di un tavolo, diventano i veri protagonisti della scena. Oggetti apparentemente non belli, ma che rievocano inaspettatamente elementi di poesia, bellezza, di eleganza. Pur vivendo quasi sempre a Bologna, l’artista ebbe modo di conoscere e apprezzare l’arte di Cezanne, Derain e Picasso, mentre a  Firenze, dove si reca nel 1910, conosce e apprezza i grandi del passato (Giotto, Masaccio, Piero della Francesca) riconsiderando la loro grandezza. Pochi anni dopo, come molti altri artisti a lui contemporanei, il bolognese espone con i futuristi diventando nel 1918 uno dei massimi interpreti della scuola metafisica con Carrà e de Chirico.

Gli anni compresi tra il 1920 e il 1933 sono gli anni d’oro del Morandi incisore. Infatti, oltre a nature morte, produce paesaggi assolati ed evocativi, spazi rarefatti, densi e immobili, da cui la figura umana è assente.  Rappresenta una realtà ora calma e ordinata, ora tesa e inquieta, con pochissimi colori, rendendo dunque la luce e l’elegante tecnica,  il fondamento della sua poetica artistica. La sua tendenza alla sperimentazione, evidente in tutto il percorso tematico delle due sale della Estorick, colpisce forse ancor più della sua grande versatilità stilistica.

La mostra è inoltre affiancata da una serie di immagini, Polaroid rielaborate e stampe digitali,  dello stimato fotografo Nino Migliori dal titolo “Paesaggi immaginati: I Luoghi di Morandi”. Migliori è stato un allievo del pittore bolognese: “Ricordo quando andavo a trovare Morandi nel suo studio, lo aveva ricavato all’interno della sua camera da letto, per lui infatti la vita quotidiana e quella di artista erano inscindibili“. Il fotografo ha inoltre aggiunto che Morandi pur non avendo quasi mai lasciato Bologna, riuscì a cogliere influenze dai maggiori pittori internazionali, tra cui il suo amato Cezanne.

Le opere di Morandi sono state oggetto di attenzione e ammirazione da parte di intellettuali e registi. I suoi quadri vengono mostrati sullo sfondo di importanti scene di capolavori come “La notte” di Antonioni e “La dolce vita” di Fellini. Barack Obama, ne ha scelti due per la sua collezione alla Casa Bianca.

The following two tabs change content below.

Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
blog comments powered by Disqus