Giochetti retorici, se Renzi supera Berlusconi

14/03/2014 di Giacomo Bandini

Asse Renzi - Berlusconi

Il Matteo Renzi visto in conferenza stampa presentare il futuro programma economico del Governo e definito dai detrattori un perfetto “televenditore”, è un premier che ha capito da tempo, come il predecessore Berlusconi, il fascino subito dagli italiani per il tubo catodico e per la figura del leader carismatico. Ecco perché potrebbe effettivamente restare in sella fino al 2018, con l’aiuto di qualche giochetto retorico superiore perfino al maestro.

Slide, queste sconosciute – Innanzitutto va segnalato che l’uso delle slide in stile presentazione della tesi di laurea è ciò che più ha veramente colpito il circo mediatico seduto per terra nella saletta stampa di Palazzo Chigi. Nessuno aveva mai colpito così tanto nel segno, in sala c’erano addetti stampa a bocca aperta. Oggi non si parla d’altro, e ovunque si possono leggere le più svariate opinioni sul modo in cui il premier ha condotto la sua presentazione in Power Point, o meglio Split Screen. Nemmeno Grillo, urlando e sbraitando, è riuscito ad essere analizzato così rapidamente da esperti ed opinionisti. Nell’Italia dell’immobilismo culturale e politico, le slide creano più scalpore delle piazze piene.

Matteo Renzi durante il discorso con cui ha chiesto la fiducia alle Camere.
Matteo Renzi durante il discorso con cui ha chiesto la fiducia alle Camere.

Genio vs. imbonimento – In secondo luogo è avvenuta una sorta di “umiliazione” del circo mediatico. Termine da utilizzare con le pinze, certamente, ma di fatto Renzi ha una capacità attrattiva per i giornalisti tale da farli sedere a terra alla stregua di scolaretti in ascolto del saggio maestro. Nella puntata di Gazebo del 12/03 tutto ciò emerge chiaramente e gli stessi operatori dell’informazione si sentono quasi abusati dalle condizioni dettate dal Primo Ministro. È vero, questo potrebbe accomunare Berlusconi e il rivale, ma mentre, riguardo al primo, il giorno dopo si sentiva una specie di coro della disapprovazione  sul grottesco show regalato, relativamente secondo vi sono non solo diffidenti e criticoni, ma anche segreti ammiratori e un cospicuo numero di analisi dettagliate e scientifiche sulle tecniche di comunicazione usate. Il Cavaliere era solo un imbonitore, Renzi un genio di comunicazione.

Prima la pancia, poi i soldi – Il primo trucchetto retorico riguarda la questione del taglio dell’Irap e delle coperture finanziarie. Il contrasto fra i numeri di Cottarelli, quelli di Padoan, quelli di Saccomanni e Letta ed infine quelli della coppia Renzi-Poletti appare piuttosto evidente. C’è chi dice 10 miliardi, chi dice 3, chi 7. Chi ha ragione? Ha ragione sempre lui, Matteo. Perché? Perché è riuscito a far sapere a tutti i cittadini in difficoltà che ci saranno 80 euro in più in busta paga dal taglio dell’Irap. Non importa se dal discorso potevano emergere contraddizioni, lacune sulle modalità di copertura finanziaria e soprattutto una valutazione dei tempi di realizzazione piuttosto stretta e improbabile. Le riforme proposte, se si osserva bene, non paiono nemmeno così strutturali ed il Financial Times infatti se n’è accorto. Anche Berlusconi promise taglio delle tasse e soldi in busta paga. Si fermò lì. Renzi non solo promette, ma ci scherza anche sopra. “Dovevamo farvi avere i soldi prima del 25 maggio, data delle elezioni europee”. Ammette la campagna elettorale permanente in un momento assai delicato. Non importa rivelare le reali intenzioni. Se un operaio avrà 1000 euro in più all’anno tanto basta.

Renzi da Crema – Il secondo trucchetto riguarda le famose auto blu. Sono tantissime a Roma. La maggior parte però, e questo si dice assai poco, non appartengono a politici o sotto-politici, bensì ad ambasciate e consolati. Anche in simile caso però, Renzi, adattandosi alla retorica anticasta, non prova nemmeno a spiegare la provenienza di un simile spreco automobilistico. Egli mette le vetture direttamente in vendita su e-bay, come se un comune cittadino domani potesse acquistarle senza problemi. Dopo questa vendita in diretta chi si ricorda più delle coperture, del deficit e del debito? Si ricordi che Berlusconi, al contrario, ne aveva fatte comprare parecchie, fra cui le 9 Maserati di La Russa.

Alla luce di ciò tutti coloro che sostengono la somiglianza politica e retorica fra Renzi e Berlusconi dovrebbero, quindi, essere assai delusi dalle proprie analisi: l’allievo oggi non ha eguagliato il maestro, l’ha decisamente superato ed è ben consapevole della vittoria.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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