L’intramontabile luce del Sol Levante

09/01/2014 di Francesca R. Cicetti

Giappone e Europa

I giapponesi sono affascinati dall’Europa quasi quanto gli europei lo sono del Giappone. Ed è per questo che Aomame riscuote così tanto successo. L’eroina di 1Q84 – saga di romanzi capace di vendere, nel 2009, oltre 1 milione di copie nella prima settimana – ha gli occhi a mandorla ma un fascino tutto occidentale, beve vino rosso e ascolta l’opera, si muove per Tokyo con scarpe di Ferragamo e suo padre letterario, lo scrittore Haruki Murakami, ha confermato più volte di volersi distaccare dai noiosi vincoli della cultura nipponica.

1Q84, MurakamiSguardo ad Occidente. Per completare poi il quadro che già fa inorridire gli ammiratori del paese del Sol Levante, Murakami dichiara anche che non gli piace affatto l’animazione di Miyazaki, maestro cartoonista pluripremiato, che ha di recente annunciato il suo ritiro dalle scene con sommo dispiacere dei suoi fan occidentali. Potrà anche avere uno stuolo di ammiratori europei e americani, ma a Murakami proprio non sembra andare giù. Troppo giapponese, dice. Troppo legato ai luoghi e alle tradizioni ormai superate. Insomma, è ora di lasciarsi alle spalle tutto questo e guardare alle forme e alla cultura dell’occidente. La critica è dura da sopportare, soprattutto per gli ammiratori del grande maestro, e soprattutto considerando il fascino che invece sembra esercitare su di noi tutto il vecchiume nipponico che Murakami manderebbe volentieri in pensione.

La scoperta del Sol Levante. È un dato di fatto: gli occidentali sono irresistibilmente attratti dalla cultura giapponese, fin dai primi veri contatti col popolo di Edo. All’inizio sotto forma di un esotismo esteriore, da salotto, di una moda come le altre, tra gli inquieti ambienti culturali delle capitali europee di fine Ottocento. Poi, lentamente, approfondendo la conoscenza. Si è iniziato assorbendo i dettagli ornamentali e decorativi più facilmente assimilabili alla cultura estetica europea, passando infine ad un’ammirazione più profonda. Se ne possono indagare le ragioni: la scoperta dell’arte giapponese ha coinciso con un momento di decadimento dei valori estetici e di ripensamento radicale dei mezzi espressivi che investiva l’intero Occidente. Una vera e propria crisi, in cui l’Europa ha attinto alle forme di cultura più prolifiche su cui poteva allungare gli artigli. E il fascino del Giappone sembra aver lasciato un’eredità così radicata da influenzarci ancora oggi.

Manga e sushi. Nel concreto, i negozi di fumetti continuano a popolarsi di manga (letteralmente “schizzi”) e nelle strade fioriscono i sushi bar. Il rito del pasto, a quanto pare, fa sentire noi occidentali più vicini all’amato Giappone. E non si può dire che non sia suggestivo: ceramiche colorate e sashimi, alghe e zuppe dai sapori esotici. Per non parlare della presentazione, che costituisce la quintessenza del cibo nipponico, di importanza quasi religiosa. Come dicono i giapponesi, tra l’oceano e il palato deve esserci solo l’abilità del cuoco e del suo coltello. Per accostarci a tanta saggezza, siamo disposti persino ad umiliarci cercando di imparare a mangiare con delle bacchette.

Ritualità e diversità. Ma non è certo solo il pesce crudo ad attirare la nostra attenzione. Come sempre, ammiriamo quello che non possiamo possedere. La serena ritualità di ogni gesto, la spiritualità che si oppone alla nostra corsa quotidiana, i colori e i suoni delle festività, i fiori di ciliegio. E quella abitudine giapponese di lasciare fuori dalle case, una volta rientrati, il viavai della vita e del lavoro. Sulla soglia ci si toglie le scarpe e ci si cambia di abito, si comincia una nuova giornata. Fuori, l’affanno e la frustrazione della quotidianità. Dentro, la calma e la placidità della casa. Provare per credere.

The following two tabs change content below.

Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
blog comments powered by Disqus