Front National, la saga Le Pen si ripercuote sul partito

09/04/2015 di Michele Pentorieri

Marine scarica il padre dopo le sue dichiarazioni negazioniste; nel frattempo, si fa strada la nipote Marion, più vicina al nonno che alla zia. La sfida di Marine per guardare al futuro

Front National

E’ rottura totale all’interno del Front National tra la sua leader Marine Le Pen ed il padre e fondatore del partito Jean-Marie. Entusiasmato dall’andamento della sua creatura, le intenzioni dell’86enne presidente onorario del Front National erano quelle di affrancarsi dallo status di leader storico avente la mera funzione di attirare i voti dei fedelissimi della prima ora e candidarsi alle elezioni regionali del prossimo Dicembre in Provence-Alpes-Cote d’Azur. La decisione, pur se mal sopportata, non era apertamente osteggiata dal nuovo corso marinista, almeno fino alle recenti –ennesime- dichiarazioni inqualificabili del vetusto ex presidente del partito. Lo scorso 2 Aprile, in occasione di un’intervista alla radio, ha ribadito la sua opinione secondo la quale le camere a gas naziste sono state “un dettaglio della storia”. Già in quell’occasione, Marine aveva preso le distanze dalle dichiarazioni del padre. Il limite, tuttavia, è stato oltrepassato quando, nel corso di una nuova intervista, stavolta al quotidiano di estrema destra Rivarol, Jean-Marie ha sminuito la durezza del regime collaborazionista di Vichy portato avanti dal maresciallo Pétain.

Stavolta, le reazioni sono state ben più dure. Il deputato Gilbert Collard, fedelissimo di Marine, si è detto “felice se [Jean-Marie] non fosse più presidente onorario del partito”, aggiungendo che “dovrebbe entrare al museo delle cere”. Florian Philippot, vicepresidente del Front National, ha dichiarato che la rottura è “totale e definitiva”, mentre la stessa Marine ha affermato che “le dichiarazioni sono così forti che l’unico obiettivo sembra far male a me ma portano un duro colpo a tutto il movimento”. A ciò è seguita una controreplica di Jean-Marie, nella quale chiedeva se Marine sapesse effettivamente quello che stesse facendo.

La risposta è sì: Marine sa perfettamente quello che sta facendo e probabilmente le dichiarazioni del padre le hanno solo offerto l’assist perfetto per sbarazzarsi una volta per tutte del passato scomodo del Front National. Un “movimento” – come si ostina a chiamarlo lei, in piena retorica anti-partitica – che ha ereditato dal padre, rendendolo presentabile agli occhi dell’elettore medio francese. D’altronde, la stessa Marine ha affermato come il padre non possa tenere in ostaggio il Front National con le sue provocazioni. Tradotto: il processo di depurazione del partito dai suoi assunti ideologici più scabrosi non può essere mandato all’aria dalle vergognose dichiarazioni di un’86enne in cerca della notorietà perduta.

La faida familiare arriva in un momento particolarmente delicato. Alle elezioni amministrative dello scorso 22 Marzo ci si aspettava il definitivo exploit del Front National, che ha invece conseguito “semplicemente” l’ennesimo buon risultato, attestandosi al 25%, stretto tra la coalizione dell’UMP ed i socialisti in perenne declino, ma affermandosi, de facto, come primo partito francese. Marine Le Pen si è però detta sicura che alle prossime elezioni regionali il “movimento” spiccherà definitivamente il volo. Ed è proprio in vista di questo ipotetico e definitivo salto di qualità che il nuovo corso del Front National cerca di distanziarsi da Le Pen senior, le cui condotte costituiscono oramai il riflesso di quello che il partito fu e che non può più permettersi di essere se vuole davvero conquistare l’Eliseo.

Nel quadro delle lotte intestine del Front National va aggiunta anche un’esponente della terza generazione dei Le Pen: Marion Maréchal Le Pen. Classe 1989, lanciata dal nonno Jean-Marie. È iscritta al Front National da quando aveva 18 anni ed è figlia di Yann Le Pen, fondatore del movimento giovanile. Nel 2012 è stata eletta nella terza circoscrizione di Vaucluse divenendo, a 22 anni, la parlamentare più giovane nella storia della Repubblica Francese. La sua posizione all’interno del partito è oramai consolidata e, addirittura, in occasione dell’ultimo Congresso del Front National tenutosi lo scorso Novembre, è risultata la più votata tra gli eletti. Le sue posizioni sono da molti ritenute più vicine a quelle del nonno che non a quelle della zia, con la quale non condivide, ad esempio, la tolleranza nei confronti dell’omosessualità.

Per molti, la sfida che Marine dovrà affrontare riguarda il superamento dei vecchi discorsi antisemiti del padre senza perdere gli storici elettori del Front National. In verità, grazie al pretesto fornitole dalle deliranti dichiarazioni di Jean-Marie, la figlia sembra già ben avviata verso il definitivo parricidio politico. La vera variabile, tuttavia, è costituita dalla nipote Marion. Grazie all’appoggio elettorale sul quale ha già mostrato di poter contare, la giovane rampante potrebbe catalizzare attorno alle sue idee una parte consistente del Front National. A questo punto, la vera sfida sarebbe far coesistere le due anime del partito: quella statalista e moderata di Philippot, fatta di protezionismo economico e di maggiore tolleranza verso gay ed immigrazione e quella identitaria di Marion, contraria all’assistenzialismo statale, all’omosessualità ed all’Islam in tutte le sue forme. In palio, le possibilità concrete del Front National di aspirare all’Eliseo nel 2017.

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Michele Pentorieri

Nasce a Napoli nel 1991. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, dove si laurea nel 2012. Consegue la Laurea specialistica con lode in Relazioni Internazionali presso la LUISS “Guido Carli", attualmente impegnato in un tirocinio all'IFAD.
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