Free the Arctic, la battaglia ecologista di Greenpeace

31/10/2013 di Francesca R. Cicetti

Greenpeace, Free the Arctic

Greenpeace e Gazprom. Gazprom non si tocca. Forse perché è il maggior estrattore a mondo di gas naturale, e con la sua fornitura procura energia alla stragrande maggioranza dei paesi dell’est europeo, nonché a Germania, Italia e Francia. La stessa Unione Europea acquista dalla compagnia russa il 25% del gas che consuma. Con presupposti tali, in fondo, nessuno stupore se gli si permette di trivellare l’Artico. “Non scherziamo” dice Ben Ayliffe, promotore della campagna Save the arctic per Greenpeace «la minaccia all’Artico viene dalle compagnie come Gazprom, che sono determinate a ignorare sia la scienza che il buonsenso». L’intenzione delle aziende dell’energia è quella di aprire tra i ghiacci la nuova frontiera dell’oro nero. Ciò significherebbe la produzione di 90 miliardi di barili di petrolio: un enorme introito monetario per le compagnie, ma, a conti fatti, solo tre anni di consumi petroliferi per il pianeta. E quello che preoccupa di più gli ambientalisti è la quasi totale impossibilità di evitare fuoriuscite di petrolio nelle acque del Polo. Qualsiasi errore, anche il più piccolo, significherebbe il disastro per il fragile ecosistema artico.

Free the Arctic, GreenpeaceLa mano dura della Russia. Ma la protesta di Greenpeace sulle piattaforme petrolifere del nord non sembra ancora sortire gli effetti sperati. Anzi, al contrario, questo settembre la manifestazione pacifica della nave Arctic Sunrise, in acque internazionali, si è conclusa con l’arresto di ventiquattro attivisti, tra cui un italiano. L’accaduto, afferma Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International, «evidenzia quali misure estreme il governo russo è disposto a prendere per tenere le trivellazioni di Gazprom lontane dal controllo pubblico». L’accusa iniziale di pirateria, per la quale gli ecologisti rischiavano fino a quindici anni di reclusione, si è recentemente mutata in quella per vandalismo. Il massimo della pena è sceso a sette anni ma, come dichiara Ivan Novelli, responsabile di Greenpeace Italia, «Se la derubricazione dovesse essere confermata non andrebbe comunque bene: nella nostra storia non siamo mai stati accusati di vandalismo». Per questo, prosegue, bisogna mobilitarsi per la scarcerazione di tutti gli attivisti.

Appello e politica –  Già sessantasette parlamentari hanno aderito alla campagna #freethearctic30, per la liberazione dei militanti di Greenpeace e la cessazione delle trivellazioni nell’Artico. Le adesioni sono piovute da Pd, Sel, Ms5 e Scelta Civica, e tra i nomi dei firmatari anche quelli dei due vicepresidenti di Camera e Senato: Valeria Fedeli e Roberto Giachetti. A sensibilizzare alla questione aiutano i genitori di Cristian D’Alessandro, l’attivista napoletano tutt’ora detenuto in Russia. «Siamo riusciti a parlargli una sola volta», dicono, «Ci preoccupano le sue condizioni fisiche e psicologiche».

Svariati appelli sono stati lanciati, e ultimo è quello della madre di Cristian, Raffaella Ruggiero: «Mi rivolgo a Putin come padre e persona di buonsenso, che possa compiere un atto di clemenza verso questi ragazzi». «Non è possibile», aggiungono diverse voci dal PD, «che chi difende l’ambiente sia incarcerato e rischi di passare tutti questi anni in galera». Ora è più che mai acceso il dibattito sulla pericolosità delle trivellazioni nell’Artico e sul diritto delle organizzazioni ecologiste internazionali a protestare pacificamente. Proteggere l’ultimo paradiso incontaminato del pianeta è l’obiettivo di Greenpeace. L’Artico è un patrimonio comune dell’umanità, e le compagnie petrolifere non hanno il diritto di nuocere all’equilibrio dei ghiacciai. Per ora la campagna “Save The Artic” è riuscita a fermare le trivellazioni della Shell, ma soltanto fino alla fine del 2013. È un inizio, possibile anche grazie all’adesione di numerosissime celebrità del cinema e dello spettacolo. La battaglia vera e propria, però, sembra solo rimandata.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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