“Francis in America”: i due volti del discorso del Papa

25/09/2015 di Ludovico Martocchia

Da un lato il rispetto della nostra Terra, l’umiltà, l’abolizione della pena di morte. Dall’altro la tradizione della famiglia eil rifiuto dell’aborto. Il doppio volto di un Papa leader, innovatore e conservatore, come la religione comanda.

Papa Francesco

An enormously popular leader. Da Plaza de la Revolución alla Fifth Avenue, da Cuba agli Stati Uniti, passando per Capitol Hill di Washington D.C., Papa Francesco ha conquistato il popolo americano. È la guida riconosciuta in tutto il mondo, che dopo aver parlato al Congresso dinanzi ai politici repubblicani e democratici, sarà pronta a spiegare la sua via della fede e della vita nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite: ad ascoltarlo saranno 150 tra Presidenti e primi ministri. Forse sarà una delle più grandi riunioni della storia dell’Onu. Allo stesso modo si è assistito ad un vastissimo dispiegamento di forze dell’ordine nella Grande Mela, con le scuole chiuse e migliaia di persone per le strade. Il messaggio? Forte e chiaro: “live humbly”. L’umiltà prima di tutto, per una Chiesa povera per i poveri: “poor church for the poor”.

Abraham Lincoln, Martin Luther King, Dorothy Day, Thomas Merton. Sono i quattro grandi personaggi che hanno scandito il discorso del vescovo di Roma al Congresso americano. Contro ogni fondamentalismo, a favore della libertà, della fratellanza e della sussidiarietà, Francesco ha ricordato quanto sia importante combattere qualsiasi «violenza perpetrata nel nome di una religione, di un’ideologia o di un sistema economico». Come è indispensabile evitare «il riduzionismo che vede solo bene o male, o giusti o peccatori». Poi ha trovato spazio per trattare quei temi di attualità che lo hanno sempre coinvolto emotivamente, come la crisi dei rifugiati, che devono essere trattati in modo umano e fraterno, o la povertà estrema “che deve essere combattuta con uno spirito di solidarietà globale.

Abolish the death penalty. La trama del discorso lo porta a sfidare due principi che purtroppo caratterizzano ancora oggi la superpotenza americana, da sempre innovatrice in ambito economico e tecnologico, ma che ancora barcolla su determinati diritti e alcune pratiche certamente discutibili. Per questo Pope Francis cita la Regola d’Oro: «Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te». Per lui «la vita umana va protetta in ogni fase del suo sviluppo», la pena di morte va abolita, senza se e senza ma, perché «ogni persona umana è dotata di un’inalienabile dignità». Come è doveroso fermare il commercio delle armi, che vengono usate per «un denaro intriso di sangue». Eppure su questi due ultimi argomenti sembra che il Papa abbia parlato al vento. Il presidente Barack Obama ha subito rettificato, non sarà previsto nessun cambiamento nella legislazione della pena capitale, ancora presente in numerosi stati americani.

 Tradition, abortion and family. La Regola d’Oro vale anche per l’aborto, sebbene Francesco non lo nomini mai direttamente. Si inserisce in quel contesto generale di valori a cui la Chiesa non rinuncerà mai. La famiglia che Papa Francesco ha in mente è una sola, quella tradizionale – come è ovvio che sia per un cattolico: «Non posso nascondere la mia preoccupazione per la famiglia, che è minacciata, forse come mai in precedenza, dall’interno e dall’esterno», ha chiosato dinanzi ai deputati americani. Sarebbe interessante chiedere a Francesco perché la sua Chiesa che accoglie tutti, non possa accettare i matrimoni omosessuali. Tuttavia, bisogna essere anche obiettivi, pretendere un’apertura del Santo Padre sulle coppie gay sarebbe veramente troppo. Dispiace solamente vedere un Papa così aperto sugli altri temi, dall’immigrazione alla lotta alla corruzione, oppure all’argomento ambientalistico espresso nell’ultima Enciclica, che però contemporaneamente “zoppica” su alcuni diritti civili o sui gender studies. Paradossalmente è il suo ruolo di guida spirituale che lo costringe al rispetto dell’intransigenza presente all’interno del mondo cattolico.

 

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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