Francia, socialisti allo sbando. Il Front National avanza

09/11/2013 di Andrea Luciani

Front National, Marine Le Pen

L’avanzata del FN. Il Front National di Marine Le Pen ha aperto una nuova breccia nel panorama politico francese. Brignoles, cittadina dell’entroterra provenzale non lontana da Marsiglia, è divenuta un nuovo simbolo. Nel ballottaggio delle elezioni cantonali (una sorta di elezioni provinciali), la destra del FN ha raccolto con Laurent Lopez quasi il 54% dei suffragi, imponendosi sull’UMP neogollista, dopo aver eliminato al primo turno i socialisti al governo. Proprio i socialisti avevano invitato, come spesso succede nel sistema francese con il doppio turno ed il ballottaggio a due, i propri elettori a sbarrare la strada al Front National favorendo così gli avversari dell’UMP.

Una vittoria, un simbolo. La vittoria del FN è un segnale della sempre più forte avanzata del partito di Marine Le Pen, figlia di quell’anziano Jean Marie che, nel 2002, riuscì a provocare un terremoto politico, giungendo al secondo turno nella corsa per la presidenza. La figlia ha approfittato della recente vittoria per fare nuovi proclami contro la coppia UMP-PS, che da sempre è oggetto delle critiche del FN. Il partito di destra considera il sistema bipartitico come una finta opposizione ed un reale avvicendamento al potere sempre della stessa élite politica, che riduce il Paese all’immobilismo e alla conservazione del potere: “la vittoria di Bagnoles segna la morte del fronte repubblicano (opposto al Front National) fondato sulla coppia UMP-PS, dimostrando che il popolo francese, quando è unito, è invincibile“.

Front National, Marine Le Pen, Francia
Marine Le PenMarine

Una parabola ascendente. Il FN nasce per iniziativa degli esponenti del movimento Ordre Nouveau, che si riprometteva la rinascita del sentimento patriottico e la restaurazione dei valori della tradizione, tra cui una concezione classica di famiglia (non va dimenticato quanto recentemente accaduto in Francia). Fondato nel 1972 con il nome di FN per l’Unità francese, prese subito come modello il Movimento Sociale Italiano. Dopo un’iniziale affermazione difficile, a cuasa della concorrenza di altre correnti di destra, e una forte penalizzazione elettorale dovuta al sistema francese con il doppio turno, la svolta arriva nelle elezioni legislative del 1986 (in cui il FN ottiene 35 seggi, grazie all’introduzione del proporzionale voluta da Mitterand) e nelle elezioni europee degli anni ’90 cavalcando la scia antieuropeista ed il sistema proporzionale tipico delle elezioni europee. Il lavoro di “de-estremizzazione” attuato da Jean Marie Le Pen e da sua figlia Marine (nel frattempo diventata direttrice della comunicazione del partito), culmina con il passaggio al secondo turno del FN alle presidenziali del 2002. Jean Marie Le Pen conquistò il 16% dei suffragi al primo turno e fu chiaro quanto il partito fosse entrato prepotentemente nello scenario politico francese. Da allora il Fronte Nazionale ha cambiato leggermente immagine e toni, con Marine Le Pen alla guida del FN, che ha ottenuto alle presidenziali del 2012 il 17,9% dei consensi al primo turno.

La vittoria di Bagnoles segna dunque un altro passo in avanti per il FN che a cinque mesi dalle Comunali francesi si appresta a dar battaglia. Che sia l’inizio di un nuovo sistema partitico in Francia?  Rispetto al padre, i toni e l’immagine del partito sotto Marine sono diversi, più lavorati, meno spavaldi. Anche per questo, adesso, c’è chi in Francia ha paura del Fronte Nazionale.

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Andrea Luciani

Nasce a Roma il 25/03 /1991. Appassionato di studi internazionali e fermo sostenitore del progetto dell'Unione Europea, è laureato in Scienze Politiche presso la LUISS Guido Carli, dove ora studia International Relations. Collabora con l'associazione ONLUS Intercultura con la quale è stato in Nuova Zelanda sei mesi nel 2009. Nel 2012-2013 conclude il programma Erasmus di sei mesi presso l'università si Sciences Po Paris.
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