Francesco Redi – Fondatore della parassitologia

08/11/2014 di Silvia Mangano

Mente curiosa e instancabile, Francesco Redi fu medico, letterato e scienziato toscano che venne consacrato dalla storia per aver fondato la moderna elmintologia. A lui, infatti, la scienza deve i primi studi sperimentali nel campo della parassitologia.

Francesco Redi

Nato ad Arezzo nel 1626, studiò prima a Firenze e poi a Pisa, dove nel 1647 si laureò in medicina e filosofia. Prima di entrare al servizio di Ferdinando II, visitò le città più vivaci d’Italia ed entrò in contatto con le élite locali: tra il 1650 e il 1653 fu a Roma, Napoli, Bologna, Venezia e Padova. Come “primo medico” dei granduchi di Toscana si distinse per l’innovativa metodologia sperimentale, nata dal rifiuto della medicina dell’epoca, dalla ripresa di una parte della medicina ippocratica e dall’applicazione di alcune delle proprie geniali intuizioni. I casi più singolari e interessanti confluirono nell’opera Consulti medici, da cui si evince il particolare modus operandi del Redi, basato sull’osservazione e sulla sperimentazione innovativa. Sempre in campo medico, formulò teorie sugli emboli gassosi negli animali e negli uomini e propose l’utilizzo della china come rimedio antipiretico.

Durante i suoi viaggi in Toscana, entrò a far parte di numerosi circoli intellettuali, tra cui l’Accademia della Crusca (di cui fu esimio esponente), l’Accademia di Camera di Cristina di Svezia e l’Arcadia, e si cimentò nella composizione letteraria, di cui il Bacco in Toscana è il ditirambo più famoso (e, forse, meglio riuscito). Ma la fama di Francesco Redi è legata in particolar modo alle sue scoperte in campo scientifico. Fu il Redi, infatti, a intuire e a dimostrare che, in presenza di tessuto connettivo morto, la generazione di larve non avviene spontaneamente. Tale credenza si era diffusa dall’osservazione della carne putrefatta, da cui – sembrava – nascessero dal nulla le larve degli insetti. Redi, attraverso una serie di esperimenti (in cui osservava la decomposizione simultanea di due pezzi di carne, dei quali soltanto uno era avvolto da stoffe e carta), riuscì a dimostrare, al contrario, che i vermi nascevano soltanto qualora una mosca fosse riuscita a deporre le uova, o cacchioni, nelle carni. Tale dimostrazione venne pubblicata sotto forma di trattato nel 1668 (Esperienze intorno alla generazione degli insetti), che raccolse un discreto successo nel pubblico accademico.

Nel corso delle sue ricerche, si interessò allo studio degli elminti e alla loro classificazione. Tale classificazione amatoriale di alcuni parassiti venne data alle stampe nel 1684 e costituì il primo testo di parassitologia (Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi). Insieme a queste due poderose opere, vanno menzionate le Osservazioni intorno alle vipere (1664), in cui lo scienziato espone i risultati di una ricerca sulla tecnica di inoculamento e l’azione del veleno delle vipere, e una serie piuttosto ampia di contributi sulle scienze naturali.

Pur avendo trascorso tutta la sua vita in Toscana (dove si spense nel 1698), l’esperienza scientifica di Francesco Redi plasmò l’intero sviluppo della biologia moderna, ascrivendo nuovamente l’Italia nella lista dei pochi paesi da cui provengono le eccellenze accademiche.

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Silvia Mangano

Classe 1991. Si laurea con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma. Attualmente studia Scienze Storiche – Età moderna e contemporanea alla Sapienza. Frequenta un diploma di perfezionamento in religioni comparate presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e scrive per la rivista di divulgazione storica InStoria.
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