Francesco Gemelli Careri – Un viaggio intorno al mondo

17/01/2015 di Silvia Mangano

Soldato, giurista ed esploratore. A cavallo tra XVII e XVIII secolo, girò il mondo via terra e scrisse uno dei più letti e discussi bestseller di letteratura odeporica.

Francesco Gemelli Careri

Francesco Gemelli Careri nacque a Radice (l’odierna Taurianova) nel 1648. Di formazione giuridica, lavorò dapprima a Napoli come funzionario amministrativo del Vicereame fino al 1685. Poi, costretto a lasciare l’impiego per contrasti non meglio specificati dalle fonti a nostra disposizione, decise di girare l’Europa e visitare la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Nel 1686 fu in Ungheria, impegnato nella guerra contro i turchi, e prese parte in prima persona alla battaglia per Buda e a quella di Mohacs, combattendo proprio in occasione di quest’ultima al fianco del Duca di Lorena. Per la partecipazione attiva e coraggiosa, il Gemelli Careri ricevette numerosi encomi da generali come Eugenio di Savoia e personalità politiche al pari dell’ambasciatore spagnolo Carlo Emanuele d’Este e l’imperatore austriaco Leopoldo I. Purtroppo a nulla servì il riconoscimento pubblico per una promozione nell’amministrazione asburgica, fu così che dal 1689 al 1693 svolse incarichi modesti (per le sue aspettative) nella magistratura di varie città d’Italia, ma al termine del quadriennio si ritrovò di nuovo senza prospettive di carriera.

Accantonò i progetti di ascesa sociale e decise di consacrarsi alla propria vocazione di avventuriero, partendo il 13 giugno 1693 alla volta dell’Oriente. Al fratello sacerdote scrisse di voler visitare la Terra Santa e la Cina, ma l’ebbrezza del viaggio lo convinse a fare numerose tappe intermedie (Malta, Alessandria, il Cairo) prima di giungere a Gerusalemme e allungare fino a Istanbul. Qui venne addirittura arrestato perché sospettato di essere una spia di Venezia, che stava per essere attaccata dalla flotta turca. Riuscì a uscire di prigione solo grazie all’interessamento dell’ambasciatore francese. Dopo aver ripreso il viaggio arrivò fino a Isfahan (Persia), qui, al seguito dell’ambasciata polacca, conobbe il nuovo scià ibn Sulaiman.

Non sazio dei chilometri percorsi si diresse in India, dove incontrò il Gran Mogol, e, dopo essersi fermato per un breve soggiorno a Goa e a Macao, arrivò fino in Cina. La particolarità stravolgente dei viaggi del Gemelli è che riuscì sempre a incontrare le più alte cariche dei paesi in cui si recava, riuscendo persino a ottenere un’udienza con l’imperatore cinese, e ad attraversare stati e frontiere con molta facilità. A spiegazione di ciò, nelle sue memorie, il Gemelli racconta che venne spesso scambiato per un emissario papale inviato da Roma per informarsi sullo stato delle missioni e, nonostante tutti i suoi tentativi di smentire tale diceria, non riuscì mai a essere creduto. Dalla Cina salpò verso il Messico, visitato il paese si diresse a L’Avana e da qui ripartì per l’Europa.

Giunto nuovamente a Napoli il 4 dicembre 1698, dopo ben cinque anni di viaggio intorno al mondo, iniziò a scrivere la sua monumentale opera Giro del mondo, divisa in sei volumi e pubblicata tra il 1699 e il 1700. Il Giro del mondo ebbe un clamoroso successo, fu tradotto in diverse lingue e consegnò l’autore alla memoria dei posteri. Non mancarono i maliziosi che misero in dubbio l’effettiva veridicità di questo viaggio ritenuto troppo colossale per essere compiuto da un semplice funzionario, ma numerose fonti hanno attestato agli storici la veridicità della testimonianza del Gemelli. Pur non riuscendo mai a raggiungere la tanto attesa promozione, Francesco Gemelli Careri viene ricordato dalla storia come il primo uomo ad aver fatto il giro del mondo via terra.

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Silvia Mangano

Classe 1991. Si laurea con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma. Attualmente studia Scienze Storiche – Età moderna e contemporanea alla Sapienza. Frequenta un diploma di perfezionamento in religioni comparate presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e scrive per la rivista di divulgazione storica InStoria.
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