Foro di Cesare: dalle ricostruzioni virtuali un nuovo futuro per la cultura in Italia

05/05/2015 di Lucio Todisco

Abbiamo intervistato l'architetto Marco Capasso, alla guida del giovane team di grafici campani, autore delle ricostruzione che tanto ha fatto parlare nelle scorse settimane

La ricostruzione virtuale del Foro di Cesare realizzata dalla Capware, società che si occupa di ricostruzioni digitali, rappresenta, per tutti gli amanti di Roma antica, un’esperienza unica, da poter vivere dal 25 aprile con una passeggiata notturna nel cuore dei Fori Imperiali. Il progetto da nuovo slancio al rapporto tra tecnologia e cultura, grazie al quale si potrebbe assistere ad un forte slancio del turismo in Italia, ma anche del rapporto tra musei e cittadini che Gael Lord co-presidente della Lord Cultural Resources definisce come dei “giganti addormentati” da risvegliare.

 Ne parliamo con l’Arch. Marco Capasso, alla guida del giovane team di grafici campani, autore delle ricostruzione.

Arch. Capasso, la Capware è nota per le sue ricostruzioni virtuali, di cosa si tratta nello specifico? Ci racconti della società.

La Capware nasce nel 1983 da un’idea dell’Ing. Gaetano Capasso. Dal 1994 si occupa di ricostruzioni virtuali di siti archeologici in tutta Italia. La nostra società ha sempre creduto nelle ricostruzioni virtuali per la loro capacità di veicolare meglio rispetto a qualsiasi altro mezzo di informazioni contenuti e sensazioni che possono incuriosire ed affascinare chi non è studioso della materia, riuscendo a mostrare elementi, spesso impercettibili. Come ha affermato il sociologo De Masi: “producono qualcosa di immateriale che dà valore al materiale (reperto ndr)”  La tecnologia alla base dei progetti di ricostruzione virtuale è la stessa dei film hollywoodiani riutilizzata, però, in ambito culturale, ridefinendo, in questo modo, il concetto di valorizzazione della cultura.

Com’è nato il progetto del Foro di Cesare?

C’era l’intenzione da parte dell’amministrazione comunale di Roma e del Sindaco Ignazio Marino di realizzare delle attività che valorizzassero i Fori Imperiali. Così è nato lo spettacolo multimediale al Foro di Augusto nel 2014 che nel solo periodo estivo ha totalizzato circa 110mila visitatori. Da lì l’idea di allargare l’esperienza visiva nel Foro di Cesare.

Cultura digitale e recupero dei beni culturali. È questa la strada giusta per la riscoperta del nostro immenso patrimonio storico-artistico?

Personalmente sono convinto che le realtà museali vadano “svecchiate” attraverso l’uso della tecnologia. Il museo può diventare la location giusta per installazioni multimediali sempre meno invasive che aiutino il visitatore nella comprensione dell’offerta culturale. Le ricostruzioni virtuali nascono infatti come strumento di valorizzazione del reperto archeologico.

La realizzazione di spettacoli multimediali può fungere da leva per un nuovo modo di fare turismo in Italia?

Numeri e commenti parlano da soli. Una prova può darla una rapida visuale dei giudizi lasciati dai visitatori sul portale Tripadvisor: il Foro di Augusto è descritto con entusiasmo come uno spettacolo virtuale unico nel suo genere. E’ nato così un business innovativo, sfruttando le ore notturne nelle quali solitamente i musei e i siti archeologici sono chiusi. Inoltre dai maggiori proventi si garantiscono attività di restauro lì dove i fondi pubblici non li prevedevano. Grazie a questi progetti si attira l’attenzione di nuovi finanziatori. Le faccio un esempio: l’ing. Packard, della Hewlett-Packard Company, multinazionale statunitense dell’informatica, ebbe modo di vedere le nostre ricostruzioni virtuali della Villa dei Papiri, del Teatro di Ercolano e di siti limitrofi che gli permisero di scoprire un mondo per lui sconosciuto e da allora, con la Fondazione Packard, finanzia gli scavi di Ercolano.

Arte e Digitale può essere il binomio vincente per creare nuove opportunità di lavoro?

Certamente, ad esempio tra il Foro di Augusto e quello di Cesare ci sono 80 ragazzi che lavorano e sono impegnati nel progetto. Le ricostruzioni virtuali possono essere una leva importante per l’economia e per creare nuove opportunità di lavoro nel settore dei beni culturali in Italia.

Quali emozioni ha provato insieme al suo team nel vedere il progetto concluso? Come è stato poter collaborare con un grande comunicatore come Piero Angela?

L’emozione è stata enorme, siamo nei Fori Imperiali, cuore dell’archeologia mondiale, dove si è fatta la storia dell’umanità. Passeggiare in quei luoghi è indescrivibile, realizzare poi una ricostruzione storico-scientifica è un’importante responsabilità che assumo ogni volta con grande orgoglio ed impegno.

Lavorare con Piero Angela, uomo di grande cultura e dalle spiccate doti comunicative, rappresenta un’importante opportunità per mettere alla prova se stessi. Sviluppare con lui un progetto si traduce in continua attenzione ai dettagli, tutto deve esser rappresentato con armonica perfezione. Il Dott.Angela ha la dote di spiegare elaborati concetti in grande semplicità, giungendo diretto all’orecchio dell’ascoltatore anche poco esperto in materia. Da lui c’è sempre qualcosa di nuovo da poter apprendere!

Progetti futuri?

La tecnologia ci permette costantemente di migliorare il nostro lavoro offrendoci così l’opportunità di valorizzare l’immenso patrimonio culturale italiano. Come dico sempre, il miglior lavoro non è quello già realizzato bensì quello ancora da realizzare.

The following two tabs change content below.

Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
blog comments powered by Disqus