F1 2016: è caccia aperta alle Mercedes?

17/03/2016 di Luciano Di Blasio

Domenica le monoposto di f1 tornano in pista per la classica gara d’apertura in Australia. Analizziamo i cambiamenti di regolamento e le prospettive per questo 2016

F1 2016

Dopo la classica pausa invernale, il circus della Formula 1 si ritrova a Melbourne per dare il via alla nuova stagione. 21 gare, 11 scuderie, 5 mescole, 3 piloti esordienti. Tutti a caccia di Lewis Hamilton e della sua freccia d’argento. O, più probabilmente, il cacciatore sarà il solo Sebastian Vettel, al suo secondo anno in rosso e determinato a trasformare il sogno in realtà. Una stagione ricca di piccole grandi novità, sia tecniche che regolamentari: proviamo a chiarirci le idee.

Le qualifiche

Lo stravolgimento più importante è anche il più recente: il nuovo formato delle qualifiche è stato approvato soltanto un paio di settimane fa. Resta lo schema delle 3 sessioni con l’eliminazione del gruppo dei piloti più lenti in ogni sessione. La durata della Q1 scende a 16 minuti, la Q2 resta a 15 minuti, mentre la Q3 sale a 14. Cambiano radicalmente le modalità: dopo un primo periodo di qualificazione (rispettivamente di 7, 6 e 5 minuti in Q1, Q2 e Q3), in ogni sessione si avrà l’eliminazione del pilota più lento. Da quel momento, ogni 90 secondi il pilota più lento in graduatoria verrà eliminato e dovrà fermarsi. Alla fine della Q1, 15 piloti procederanno alla Q2, che provvederà ad eliminarne altri 7, lasciandone solo 8 in Q3. L’aspetto più interessante è che nei 90 secondi fnali i due piloti più veloci si troveranno a contendersi la pole position, uno contro l’altro.

Nella pratica, però, si rischia grande noia soprattutto nel finale, in modo particolare se un pilota fa registrare un tempo molto veloce all’inizio della sessione, rimanendo poi comodamente ai box per il resto della sessione. Di sicuro il nuovo format non ha convinto i piloti, in generale scettici se non addirittura critici – come nel caso di Fernando Alonso.

Le gomme

Di certo, però, il premio oscurantismo regolamentare è tutto per le nuove regole sulle gomme. Alle 4 mescole (Hard, Medium, Soft, Supersoft) si aggiunge un compound ancora più morbido, denominato Ultrasoft e identificato dal colore viola sul corpo gomma.

F1 2016Almeno 9 settimane prima delle gare europee, e 15 per quelle nel resto del mondo, la Pirelli comunica alle squadre i 3 compound scelti tra i 5 disponibili. Una settimana dopo aver ricevuto le indicazioni dal fornitore di pneumatici italiano, le squadre dovranno scegliere quanti set vorranno di ogni compound per singolo pilota, tenendo presente che i set totali sono 13 per pilota, ma Pirelli porterà almeno un set di ognuno dei due compound principali, più set del compound più morbido. Se non sceglieranno entro i termini temporali previsti, sarà la FIA a farlo per loro.

I compound principali dovranno essere disponibili per la gara, perché almeno una delle due mescole dovrà essere montata: la regola della doppia mescola in gara rimane, infatti, invariata. Il set più morbido andrà utilizzato necessariamente nella Q3, e sarà poi ritirato dalla FIA. Gli 8 finalisti partiranno con la gomma sulla quale hanno fatto registrare il loro miglior tempo in Q2, mentre i piloti che si sono fermati in quella sessione avranno a disposizione per la gara la mescola residua. Le squadre dovranno, quindi, decidere le mescole di 10 set di gomme, tenendo conto che: un set va restituito dopo i primi 40 minuti della prima sessione di prove libere, un secondo set alla fine della stessa, 2 set al termine della seconda sessione di libere e altri 2 dopo la terza.

La decisione delle squadre sarà resa pubblica solo 2 settimane prima della gara corrispondente.

Più, o meno, severi

Dal 2016, gli scarichi delle power unit devono essere strutturati in maniera diversa: viene rimossa la camera della valvola wastegate, che agiva indirettamente da “silenziatore”, per far cantare i motori come un tempo, e azzittire le critiche. È stata anche allentata un po’ la presa sullo sviluppo delle power unit, per favorire il recupero prestazionale di chi, come Honda e Renault, era in grandissima difficoltà lo scorso anno.

Al contrario, invece, la Federazione ha annunciato che le regole riguardanti le comunicazioni radio tra i piloti e i propri ingegneri saranno implementate con maggiore severità: a partire da un minuto prima dello spegnimento dei semafori per il giro di ricognizione, dal muretto sarà vietato fornire qualunque tipo di informazione tecnica o consiglio che non sia completamente legato alla sicurezza in pista.

I nuovi circuiti

La stagione 2016 si concluderà alla fine di novembre, come la precedente, ma conterà ben 21 gare, con il ritorno di Hockenheim, e la primissima edizione del GP dell’Azerbaijan quale GP d’Europa, nel circuito cittadino della capitale Baku.

I nuovi piloti e “nuove” squadre

Nonostante i grandi team abbiano lasciato invariate le loro coppie di piloti, l’uscita improvvisa dello scalmanato e improvvido Maldonado, causa perdita sponsorizzazione del gigante petrolifero venezuelano PDVSA, e la partenza di Grosjean alla volta della neonata Haas GP per fare coppia con il rientrante Gutierrez, hanno liberato i due sedili Renault (ex Lotus), riempiti dall’esordiente Jolyon Palmer e dall’ex pilota McLaren Kevin Magnussen, pronto al riscatto. La Manor, apparentemente rinata grazie al propulsore Mercedes, sceglie altri due esordienti: Pascal Wehrlein, protégé Mercedes, e Rio Haryanto, il primo indonesiano della storia della F1.

Ma le domande che attendono i protagonisti in Australia sono altre: qual è il potenziale della “nuova” Manor? L’azzardo di Grosjean alla volta della Haas GP, prima scuderia USA dal 1986, pagherà? La Toro Rosso motorizzata con power unit Ferrari 2015 sarà davvero più veloce della sorella Red Bull? E i suoi giovanissimi piloti sapranno confermare il talento mostrato nella stagione passata? La Williams avrà risolto i suoi problemi d’innocenza telaistica? Cosa può auspicarsi la McLaren-Honda con i suoi ex campioni del mondo, espertissimi e delusi da un 2015 umiliante? Ma, soprattutto: la Ferrari ha finalmente azzerato il gap di potenza che la separava dalla Mercedes?

Dopo la sessione di test invernali più corta di sempre, tifosi ed esperti del settore scalpitano per vedere se le voci provenienti dall’interno della Ferrari di una power unit nuova molto potente ma davvero fragile saranno smentite dalla pista. Se, insomma, la preoccupazione che sa di pretattica degli uomini di Stoccarda si trasformerà, finalmente, in un campionato del mondo combattuto. Non resta che impostare la sveglia e preparare una dose ibrida di caffè.

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Luciano Di Blasio

Nasce a Lanciano (CH) il 20/03/1987 e cresce a Ortona (CH): un abruzzese dalle velleità internazionali. Maturità scientifica (100/100, premiato dalla fondazione De Medio) a Francavilla al Mare (CH), vince il premio come miglior studente di matematica della provincia di Chieti. Vive un anno a Newcastle (UK) studiando ingegneria elettronica, sei mesi a Rio de Janeiro. Si laurea in Lingue e Letterature Moderne (Tor Vergata, inglese e portoghese) con una tesi in letteratura inglese post-coloniale sullo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa. Attualmente iscritto al secondo anno Corso di Laurea Magistrale in International Relations (Scienze Politiche, LUISS). Membro fondatore dell'associazione GiovaniRoma 2020. Drogato di letteratura, politica, F1, tennis e calcio.
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