Formazione di genere e best practices in Europa: intervista a Monica Maggi

11/11/2014 di Redazione

Si è tenuto il 3 novembre scorso, presso la Sala Monumentale di Palazzo Chigi a Roma, il convegno “Formazione di genere e best practices in Europa”, promosso dall'Associazione TIA Formazione Internazionale con l’obiettivo di incoraggiare un approccio europeo alle questioni di genere: abbiamo intervistato la nota giornalista, moderatrice dell'incontro.

Si è tenuto il 3 novembre scorso, presso la Sala Monumentale di Palazzo Chigi a Roma, il convegno “Formazione di genere e best practices in Europa”, promosso dall’Associazione TIA Formazione Internazionale con l’obiettivo di incoraggiare un approccio europeo alle questioni di genere. L’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio del Dipartimento per le Politiche Europee e del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha costituito un’occasione di primo piano per riflettere su importanti questioni legate al tema della cultura di genere e delle pari opportunità in Italia e in Europa, oltre che per approfondire i temi che saranno alla base delle proposte formative di TIA Formazione Internazionale nell’ambito dell’Area “Cultura di genere” per il biennio 2014-2015.

Svolto in collaborazione con Corrente Rosa, Europinione.it e con il media partner WakeUp News, l’incontro ha rappresentato per il pubblico e per i relatori presenti, un’occasione di riflessione e dibattito su tema di grande attualità, sul quale però spesso l’attenzione dei media non si sofferma: l’importanza della formazione e delle buone pratiche sui temi di genere in Europa.

La giornalista e moderatrice del dibattito Monica Maggi
La giornalista e scrittrice Monica Maggi, moderatrice del dibattito del 3 novembre.

Molti gli esperti e le esperte del settore che hanno preso parte al convegno offrendo, grazie alla loro competenza in materia, un valido contributo al tema della cosiddetta “culture of gender”. L’argomento è stato così analizzato da diverse angolature e in una prospettiva di ampio respiro, spaziando dall’ambito del giornalismo a quello della progettazione europea sui temi di genere, dall’audiovisivo in chiave femminile alle buone pratiche in Europa nel settore della formazione di genere.

L’incontro ha costituito anche l’occasione per rivolgere alcune domande alla giornalista e scrittrice Monica Maggi che, in veste di moderatrice, ha voluto dare un’impronta originale all’iniziativa, sottolineando in apertura l’importanza della poesia sui temi di genere.

Lei ha moderato l’iniziativa scegliendo di aprire i lavori con la poesia “Sono una donna” della giornalista e poetessa libanese Joumana Addad, considerata una delle donne arabe più influenti nel mondo per il suo attivismo culturale e per il suo impegno nel campo dei diritti delle donne. Lei stessa si definisce “poeta”, prima ancora che giornalista. Che ruolo svolge la poesia, ed in particolare la poesia femminile, riguardo al tema della cultura di genere e quale valore aggiunto ritiene possa apportare a questo tipo di iniziative?

Partiamo da due punti: l’origine della produzione poetica e il ruolo della donna nelle comunità. La produzione poetica arriva immediatamente dopo la musica, il suono, il canto. Di conseguenza è importantissima come “rivelatore” sociale. Soprattutto perché da produzione diventa scrittura poetica.

La donna ha avuto (e ha tuttora) un peso fondamentale di testimone e “reporter” della storia. Vivendo le relazioni e la dimensione familiare (volente o nolente) in proporzione maggiore rispetto all’uomo, la sua poesia è ancora più imbevuta di aspetti, dinamiche e problematiche sociali.

Un’iniziativa, quella del 3 novembre scorso, dedicata alla riflessione sulle questioni di genere in una prospettiva europea. Tra i tanti spunti emersi durante il convegno, quale il contributo che le è sembrato più efficace in relazione al tema affrontato?

Quello di Enrica Tedeschi. Le politiche di genere possono attuarsi conoscendo da dove arriva il loro blocco, le gabbie, gli ostacoli. L’intervento di Enrica è stato affascinante come una storia. Purtroppo è tutto vero, ma per andare avanti dobbiamo conoscere da dove proveniamo. [Enrica Tedeschi insegna sociologia presso l’Università Roma Tre ed è esperta di temi di genere. La abbiamo intervistata su queste pagine il 24 ottobre, a questo link]

È stata sottolineata più volte, nel corso dell’evento, l’importanza della comunicazione in relazione ai temi di genere. In qualità di giornalista, quali pensa possano essere le azioni concrete da intraprendere per migliorare l’aspetto comunicativo in questo ambito e per incoraggiare un corretto utilizzo del linguaggio che impedisca la diffusione di messaggi sbagliati?

La formazione. È l’unica possibilità concreta per aiutare noi giornalisti a gestire in modo equilibrato il potere che abbiamo nella nostra tastiera. Una parola può fare la differenza e quella va imparata ogni volta.

Monica Maggi Giornalista pubblicista, scrittrice e libraia, cofondatrice dell’Associazione Donne di Carta, nel marzo del 2010 apre la libreria caffè letterario LIBRA (Morlupo) che successivamente trasforma in Associazione culturale LIBRA, dedicata a reading poetici, presentazioni di libri, mostre, rassegne cinematografiche, concerti, laboratori, con uno sguardo particolare alla intercultura tra popoli e Paesi. Dal 2003 è docente a contratto all’Università Roma Tre (Scienze Politiche) con un laboratorio di giornalismo e scrittura, e dal 2010 presso l’Upter con laboratori di writing coaching, giornalismo e comunicazione integrata. Sua la cura dell’antologia poetica di versi femminili Ti bacio in bocca (2004). Nel 2003 esce La mia pelle è un cifrario, poesie per la Lietocolle di Como (nove edizioni). Nel 2006 il libro è stato rappresentato dall’Accademia del Dubbio al Teatro dell’Orologio (Roma, 9-11 giugno) nel lavoro Soffiando via i capelli dalla labbra, riscuotendo il tutto esaurito. Nel 2007 ha pubblicato Calco. Nel 2013 ha pubblicato Sedici (no)di poesia, con la poetessa siriana Maram Al Masri. Nel 2014 esce Infedele all’idea di me, poesie per Fusibilia Libri.

Articolo a cura di Francesca Garreffa

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