Fitto, emarginato da Forza Italia, si consola con Tosi e la Meloni

11/01/2015 di Andrea Viscardi

Il condottiero della minoranza avversa a Silvio Berlusconi è sempre più escluso. Così, mentre il partito si riunisce a Roccaraso, lui va a Roma, da Tosi e dalla Meloni, ed è pronto a dare battaglia per un nuovo centro-destra. Partendo dalla questione Quirinale

Berlusconi, Fitto, Centrodestra

Ieri ha avuto termine la convention annuale di Forza Italia a Roccaraso (L’Aquila). Presenti tutti i big del partito, o quasi. Infatti, tra la Gelmini, Toti e Gasparri – ma anche La Russa in rappresentanza di Fratelli d’Italia – l’ombra di un fantasma aleggiava nelle stanze del convegno. L’assenza di Raffaele Fitto. Una scelta precisa, probabilmente imposta dallo stesso Silvio Berlusconi. Così, tra una discussione sulle reazioni che l’Europa dovrà avere nei confronti del terrorismo, e un’altra sul futuro del partito, si sanciva, definitivamente, ciò che appare chiaro da giorni: Fitto, oramai è membro di Forza Italia solo sulla carta, o è virtualmente espulso. Come preferite, la sostanza, de facto, non cambia.

Colui che sino all’anno scorso era considerato l’homo novus del Partito, è passato nell’arco di pochi mesi ad essere la punta di diamante della minoranza anti berlusconiana e, mentre la spaccatura aumentava, nessuno ha certo provato a ricucirla. Tanto che, nella scorsa settimana, qualche gola profonda aveva addirittura suggerito come sarebbe stato lui a sottolineare, ai media, il problema del cosiddetto Salva Berlusconi, suscitando l’ira dell’ex premier, che si sarebbe sfogato con i colleghi senza mezzi termini “Se è stato lui, questa volta lo espello”.

Fitto, dal canto suo, sottolinea l’errore commesso dal partito, e si dice pronto a combattere sino in fondo per far valere il proprio pensiero. E lo fa, simbolicamente, da Roma, dal palco di un’altra convention, quella organizzata da Fare Futuro e intitolata, senza mezzi termini “Sveglia il Centrodestra”. Un messaggio particolarmente significativo, e non solo per il nome. Qui l’eurodeputato di Forza Italia si è incontrato con gli altri due big della kermesse, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e l’esponente leghista Flavio Tosi, e sembra che l’amore sulla visione generale del futuro non sia tardato a sbocciare – nonostante evidenti lontananze sui singoli temi, dall’Europa, sino al prossimo Presidente della Repubblica. Più coerenza, meno Nazareno, potremo riassumere.

I media non hanno perso tempo a ribattezzare il trio come “Il patto delle primarie”, ed è proprio questo il punto. I tre, a partire da Giorgia Meloni, si sono sempre detti assolutamente convinti che il leader del centro-destra debba essere scelto dagli elettori. Un’opzione che Berlusconi ha sempre negato, e che continuerà a negare sino a che avrà forza. Ma è indubbio che la leadership del Partito dell’uomo di Arcore si stia indebolendo giorno dopo giorno, con l’aumentare dei consensi della Lega di Salvini, ed è altrettanto chiaro che, difficilmente, il centro-destra, potrà accettare in silenzio il leghista come eventuale candidato premier. A partire dalla stessa Forza Italia, anche qualora Berlusconi dovesse decidere di mettersi in secondo piano, magari, riguadagnata la candidabilità, puntando al tanto amato MEF. A quel punto, la rottura interna del partito sarebbe definitiva ed irreparabile, e i numeri della minoranza potrebbero aumentare, così come la voglia di primarie di coalizione.

Decisiva, sicuramente, sarà la partita per il Colle. Con il blocco della norma Salva Silvio, l’opzione grazia resta possibile ma, per riceverla, Silvio Berlusconi deve riuscire a mettere al Quirinale qualcuno disposto a garantirgliela, in cambio del suo appoggio alla nomina. E allora, i fittiani, sono pronti a fare la conta in Parlamento.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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