Fiom e Vendola, Epifani e PD. Prima insieme, ora opposti

19/05/2013 di Iris De Stefano

Ieri a Roma si è tenuta una grande manifestazione contro la disoccupazione organizzata dalla Fiom-Cgil, raccogliendo quasi centomila persone. Le reazioni, dal mondo politico, non si sono fatte attendere e si innestano in un periodo di riassestamento delle alleanze nello schieramento di centro-sinistra, acuendo –se possibile- le spaccature nate dopo la nascita del nuovo governo.

Fiom e Vendola contro il PD
Guglielmo Epifani

La manifestazione – Il corteo partito da piazza della Repubblica dopo aver attraversato via Cavour, e alcune delle principali strade della capitale è arrivato a piazza San Giovanni, dove alle 11:30 è iniziato il comizio finale con l’intervento conclusivo del Segretario generale Maurizio Landini. La Federazione Impiegati Operai Metallurgici ( Fiom ) aveva indetto la manifestazione contro la crisi e le politiche di austerità, per promuovere “il diritto al lavoro, all’istruzione, alla salute, al reddito, alla cittadinanza, per la giustizia sociale e la democrazia”. Molti sono le personalità, sia del mondo della politica che esterni, ad aver partecipato: Stefano Rodotà, Fiorella Mannoia, Gino Strada e Nicola Nicolosi ( della Cgil ) hanno parlato prima di Landini.

I presenti – Oltre ai relatori hanno fatto sentire la propria vicinanza, fisica o meno, altre personalità come Gustavo Zagrebelsky, il Gruppo Abele, Libera, Don Ciotti e poi Antonio Ingroia, Andrea Camilleri, Nicky Vendola e ancora molti esponenti dei gruppi parlamentari di Sel e del Movimento 5 Stelle. Tutti ripetevano lo stesso slogan: “Non possiamo più aspettare”. Il riferimento ovvio è al tasso di disoccupazione che, su base annua e secondo i dati dell’Istat rilasciati il mese scorso, diminuisce dell’1,1%. Il tasso di occupazione è al 53,6% ma se possibile la più preoccupante è la situazione di donne e giovani: coloro che non hanno e stanno cercando lavoro, tra i 15 e i 24 anni, sono infatti il 38,4%, quasi quattro giovani su 10. Ben 635 mila ragazzi a cui si aggiungono le 70 mila donne che a febbraio risultavano occupate e oggi non più. Il Segretario generale Landini nel suo discorso conclusivo e attaccando le politiche degli scorsi governi ha affermato che: “Se questo governo non sarà in grado di cambiare le politiche di Monti e Berlusconi, lo dico ora per non essere cattivo profeta, penso che non avrà lunga vita perchè questa manifestazione dimostra che non ci siamo rassegnati e che le cose le vogliamo cambiare” aggiungendo però che “il sindacato, mi ci metto pure io, non ha fatto tutto quello che doveva” auspicando che con il nuovo governo si torni a mettere al centro della discussione politica il lavoro, facendolo diventare la vera priorità della legislatura.

Gli illustri assenti – Molte polemiche ha provocato l’assenza di esponenti del Partito Democratico nelle fila della manifestazione; in un passaggio del suo discorso lo stesso Landini ha apostrofato con parole dure il primo partito del paese spiegando di non capire “come si può essere al governo con Berlusconi e avere paura di essere qui”. In realtà alcuni esponenti come Fabrizio Barca, Matteo Orfini e Sergio Cofferati erano presenti ma mancava ogni segno di identificazione della presenza del partito, a differenza di quanto successo con Sel, M5S e Rivoluzione Civile. Anche Nicky Vendola, alleato del PD alle scorse elezioni, si è espresso con perplessità riguardo all’assenza della classe dirigente ad una manifestazione tanto importante: “Io non dò consigli ad Epifani, dico solo che sono di sinistra e se non vengo al corteo della Fiom non so dove altro potrei andare” – sono state le sue parole. Il neo segretario del partito ( ed ex Segretario Generale della Cgil ) ha però subito risposto alle critiche da un comizio ad Avellino. Dopo alcuni attacchi riferiti a Beppe Grillo e alle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi è tornato sulla sua assenza alla manifestazione di ieri, sottolineando che “Ieri mi è pesato non stare in piazza, vengo da quella storia, sono cinquant’anni che sto in piazza e lo ero anche ieri con Ignazio Marino ma on mi piaceva – ha aggiunto – che durante il governo Prodi c’erano ministri che andavano in piazza e sfilavano contro il governo. Pretendo serietà e diamo serietà.”

Epifani e Vendola – Garantendo massima libertà di azione per tutti gli iscritti al partito, parlamentari o meno e spiegando che alle manifestazioni “si va in piazza ci si sta, ma quando hai responsabilità di governo il tuo problema non è tanto stare nelle piazze, quanto quello di risolvere i problemi che la piazza ti propone”. Paiono evidenti i riferimenti alla figura del leader di Sel, il cui divorzio sembra insanabile soprattutto dopo le frecciate che i due esponenti del centro sinistra si sono lanciati nella giornata di oggi. Se il Segretario Epifani ha attaccato Vendola dicendo che il matrimonio con Sel si era rotto probabilmente perché non troppo solido, il leader di Sinistra e libertà ha risposto alle insinuazioni di irresponsabilità mossegli contro dall’ex segretario della Cigl accusando il PD di aver stretto alleanza con “chi ha reso ridicolo il nostro Paese all’estero, e ha massacrato e umiliato il Paese”. Queste conversazioni sembrano però poco adatte al clima di estrema urgenza in cui versa il nostro Paese e potrebbero alimentare il clima di tensione sociale i cui risvolti possiamo solo immaginare.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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