Finisce l’avventura spagnola in Telecom Italia, parte quella francese

18/06/2015 di Enrico Casadei

Il cda di Telco ha decretato ieri la scissione della holding che deteneva il 22,3% del capitale di Telecom con la partecipazione di Telefonica. Si prepara ora una nuova avventura transalpina per il gruppo italiano delle Tlc (?)

Ieri si è formalizzata la scissione di Telco, scatola finanziaria che deteneva il 22,3% del capitale di Telecom Italia e che era partecipata da Telefonica, Generali Assicurazioni, Intesa Sanpaolo e Mediobanca. Lo scioglimento della holding è avvenuto, come da programma, dopo che le autorizzazioni dalle autorità antitrust argentine. L’ultimo Consiglio di Amministrazione di Telco è stato ospitato, come di consueto, dalla merchant bank (cioè dalla banca d’affari) di piazzetta Cuccia e all’ordine del giorno della riunione c’era appunto la presa d’atto dell’azzeramento delle condizioni sospensive previste per procedere alla liquidazione della società. L’atto di scissione pro quota tra i soci del veicolo è stato poi formalizzato senza indugio al cospetto del notaio Marchetti presente nella sede della banca. Prossimo passaggio è l’iscrizione dell’atto di scissione al Registro delle Imprese; registrazione che darà il via libera ai soci italiani e alla tlc spagnola alla disposizione delle rispettive quote.

Mediobanca e Intesa Sanpaolo sembrano decise a vendere non appena possibile la partecipazione, pari per entrambe all’1,6%. In particolare Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, aveva sottolineato che la quota sarebbe stata dismessa non appena arrivato il semaforo verde da Buenos Aires mentre la Ca’ de Sass ha incluso nel Piano strategico disegnato dal group Ceo, Carlo Messina, la quota  come asset for sale – pronta per la vendita – per focalizzarsi invece sui dossier core.  Inoltre, il top management dei due istituti ha ribadito la volontà di uscire dalla partita delle tlc velocemente. Attualmente la quota in mano alle banche dovrebbe attestarsi a circa 340 milioni di euro.

Per quanto riguarda la quota in capo a Generali, il Cfo del gruppo, Alberto Minali, durante una conference call di un mese fa, ha dichiarato che il Leone farà tutte le valutazioni del caso quando tornerà in possesso delle azioni. La partecipazione rimane “finanziaria e non strategica, quando torneremo in possesso del nostro 4,32% prenderemo una decisione. Faremo valutazioni specifiche sia sull’asset sia sul settore delle tlc nel suo complesso; valuteremo condizioni di mercato, andamento del titolo e la nostra asset allocation”. Perciò non si può ancora dire se la compagnia triestina resterà o meno nell’azionariato dell’incumbent di tlc italiano.

Infine, per quanto riguarda Telefonica, la questione si intreccia con l’ingresso della Vivendi di Vincent Bolloré quale socio di riferimento in Telecom Italia. L’8,3% di Telecom è stato infatti ceduto al colosso francese come parziale saldo dell’operazione che ha portato gli spagnoli a rilevare da quest’ultima la controllata brasiliana Gvt, destinata alle nozze con Vivo. La quota, secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, potrebbe aumentare tra il 10 e il 15%. L’ipotesi sarebbe tuttavia ancora in discussione dai vertici delle società.

The following two tabs change content below.

Enrico Casadei

Nasce a Bologna nell’aprile del 1988, tuttavia ha vissuto sempre a Cesena, in piena Romagna. Consegue la laurea in Giurisprudenza nel 2013 e in Consulenza Aziendale l’anno successivo presso la Luiss Guido Carli di Roma, e sempre con lode. Per un semestre ha esercitato la pratica forense, dopodiché ha deciso di cambiare strada.
blog comments powered by Disqus