La lunga e convulsa mattinata del Senato (e del PDL che si spacca)

02/10/2013 di Federico Nascimben

Il discorso del Premier: "occorre cogliere l'attimo, l'Italia corre un rischio fatale". Letta ottiene la fiducia in una giornata politicamente molto travagliata, soprattutto per Berlusconi e il PDL ad un passo dalla definitiva rottura.

Una giornata di ordinaria follia al Senato. Alla fine Berlusconi, viste le difficoltà interne al partito, decide di mettere ai voti la possibilità di votare “sì” alla fiducia e, dopo un’iniziale ed inaspettato voto favorevole, il PDL decide di votare “no”, senza alcuna compattezza: secondo fonti ANSA sarebbero stati circa 25 i Senatori oppostisi, nel corso della riunione, alla sfiducia. Ma in Aula, durante il suo intervento, a sorpresa, il Cavaliere dichiara che sosterrà il Governo.

Una scelta travagliata in un partito diviso – In ogni caso, il fatto da sottolineare è che questa volta la mossa avviene in risposta alla linea governista, guidata da Alfano e dai Ministri di centrodestra. Per la prima avvolta il dissenso all’interno del Popolo delle Libertà è stato compatto e forte. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, stando alle parole di Formigoni, sarebbe stata una chiamata da parte di Ghedini che “dettava ad Alfano la lettera di dimissioni”. Ma proprio le dichiarazioni dell’ex Presidente della Regione Lombardia, il quale pubblicamente sosteneva che “anche se Berlusconi ci ripensa è tardi, ormai è scissione” – in base a quanto dichiarato da Matteoli – hanno portato il Cavaliere a tornare sui suoi passi, dopo l’iniziale cambio di rotta: la riunione dei Senatori del PDL era stata convocata proprio per cercare di mettere nuovamente tutti d’accordo. L’odissea del principale partito di centrodestra si conclude, inaspettatamente e con l’ennesimo cambio di linea nel corso della lunghissima mattinata, quando prende la parola in Aula Berlusconi che, spiazzando nuovamente tutti, dichiara che voterà la fiducia al Governo Letta.

Crisi del Governo Letta
Il nuovo Governo si profila, ancor di più, a guida Letta – Alfano.

Il discorso di Letta –L’Italia corre un rischio irrimediabile e fatale. Sventarlo dipende da noi e dalle scelte che assumeremo in aula, dipende da un si o da un no“. Il premier, sempre all’inizio del proprio discorso, cita Einaudi (“nella vita delle Nazioni l’errore di non saper cogliere l’attimo può essere irreparabile“) e ricorda che il voto di fiducia “non è contro qualcuno ma per l’Italia, per le italiane e per gli italiani“. “Gli italiani – ha proseguito Letta – ci urlano che non ne possono più di sangue e arena, di politici che si scannano e poi non cambia niente. Solo chi non ha le spalle larghe finisce ostaggio della paura del dialogo. Il mio governo è nato in Parlamento e se deve morire deve morire qui“. Il Presidente Letta tocca poi la questione giudiziaria di Berlusconi: “la nostra Repubblica democratica si fonda sullo stato di diritto. In uno stato democratico le sentenze si rispettano, si applicano, fermo restando il diritto intangibile della difesa“. Nel caso in cui non venisse votata la fiducia al Governo, ha continuato Letta, “se si tornasse al voto con il Porcellum ci troveremmo di nuovo con le larghe intese perché non si produrrebbe una chiara maggioranza“; quando invece “oggi in poco tempo possiamo riformare la politica: i provvedimenti sono all’esame del Parlamento, se rapidamente discussi faremo una svolta con la pubblica opinione. Il tempo di attesa è scaduto“. Il Comitato dei Saggi ha terminato il suo lavoro presentando un disegno di riforme istituzionali “equilibrate e ambiziose, senza golpe o stravolgimenti della carta costituzionale: ci sono le condizioni di chiudere in anticipo e completare percorso di riforma in 12 mesi da oggi“.

La legge di stabilità e la fiducia –Il nostro obiettivo dichiarato da tempo – prosegue Letta – è l’aumento di un punto di Pil nel 2014 e spero che la legge di stabilità sia l’occasione per dimostrare che il cambiamento in atto ma senza arretrare nel risanamento della finanza pubblica“.  Conclude Letta, dichiarando: “coraggio e fiducia è quello che vi chiedo. Mi appello al parlamento tutto, dateci la fiducia per realizzare gli obiettivi. L’Italia può arrivare forte e credibile al 2014, ma non c’è influenza senza credibilità, stabilità politica e obiettivi chiari“.

La replica di Letta al Senato – Dopo le dichiarazioni di voto dei Senatori è arrivata la replica di Letta in Aula: “questa notte non ho dormito, come molti di voi, perché ho avuto la sensazione che questa sarebbe stata una giornata dai risvolti storici. Il travaglio di molti Senatori è pesante e si è sentito nelle parole di tanti, soprattutto in chi fa scelte difficili“. E ha poi proseguito, rivolgendosi al Movimento 5 Stelle: “esprimo un ringraziamento e una vicinanza nei confronti della Sen. Paola De Pin. Non ne posso più di lezioni di morale da parte di chi minaccia perché uno ha cambiato idea“. Il Presidente Letta ha concluso la sua replica dichiarando: “davanti a noi abbiamo l’opportunità di vivere una giornata storica, ma soprattutto, da domani, di lavorare per il bene del Paese. Pongo la fiducia su risoluzione per vita governo. Alla mozione di maggioranza lego la vita e il futuro dell’esecutivo“.

L’intervento in Aula del Cavaliere che sorprende tutti – Infine arriva il momento che tutti aspettavano, quando Berlusconi prende la parola in Aula, e spiazza tutti dichiarando che voterà la fiducia al Governo Letta: “mettendo insieme le aspettative e il fatto che l’Italia ha bisogno di un governo che produca riforme istituzionali e strutturali abbiamo deciso, non senza interno travaglio, per il voto di fiducia“.

La fiducia al Senato – La lunga mattinata del Senato si conclude poco prima delle 15: il Governo Letta ottiene la fiducia a Palazzo Madama con 235 voti favorevoli e 70 contrari.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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