Ferrari si sdoppia e debutta anche alla Borsa di Milano

14/01/2016 di Alessandro Mauri

La quotazione di Ferrari a Milano rafforza il cavallino, mentre la famiglia Agnelli mantiene saldo il comando, così come in Fca

Oscurata dalla crisi dei mercati cinesi, negli scorsi giorni Ferrari è stata quotata, dopo l’esordio negli Usa del 21 ottobre, anche a Milano. Un’operazione che rafforza FCA e sottolinea il buon momento per il mercato automobilistico.

La quotazione – Lunedì 4 gennaio Ferrari si è quotata anche a Piazza Affari, dopo la separazione da FCA, e l’IPO a Wall Street dello scorso 21 ottobre. Alla chiusura delle contrattazioni, nonostante la pessima giornata dei mercati finanziari, il titoli Ferrari viaggiava comunque in positivo, guadagnando poco più di mezzo punto percentuale e capitalizzando 8,4 miliardi di euro, con quotazioni leggermente inferiori a quelle viste sul mercato USA. Considerando anche le operazioni di scambio di azioni per i possessori di azioni FCA, il debutto vero e proprio di Ferrari, è avvenuto lo scorso venerdì 8 gennaio, e si è concluso con un pesante calo.

Il controllo societario – Nonostante la separazione tra FCA e Ferrari, e la quotazione a Piazza Affari, il controllo societario resta saldamente nelle mani della famiglia Agnelli, mediante la holding Exor. Nonostante possegga poco più del 23,5% del capitale, grazie alla normativa olandese, Paese in cui è posta la sede legale sia di Fca che di Ferrari, gli Agnelli-Elkann potranno approfittare del meccanismo del voto multiplo per i soci stabili e controllare oltre il 33% dei voti in assemblea. Resta inoltre molto forte anche l’influenza di Piero Ferrari, che detiene il 15,4% dei diritti di voto ed è legato a patti parasociali proprio con le quote di controllo Exor.

Il valore di FCA – Gli analisti stanno cercando di comprendere, una volta assestatosi il mercato, quale possa essere il valore della casa automobilistica di Torino orfana di Ferrari, dal momento che questo potrebbe giocare un ruolo molto importante in future alleanze o, come si vocifera da tempo, nuove fusioni e acquisizioni. In teoria il valore di FCA dovrebbe scendere da circa 17 miliardi di euro a 10 miliardi di euro, una cifra comunque elevata, ma che porrebbe il gruppo in una posizione più difficile nella battaglia con gli altri colossi dell’automobile. Il mercato in questi giorni sta penalizzando il titolo anche se, in realtà, oltre a risentire del crollo dei mercati, pesano i dati sul mercato automobilistico del Brasile, su cui il gruppo aveva investito molto e che, invece, si sta rivelando in profonda crisi.

Le mosse di Exor – Nonostante le smentite di rito, sembra che la stessa Exor intenda aumentare il proprio peso in Ferrari, acquistando nuove azioni, ma mantenendosi al di sotto del 30%, soglia al di sopra della quale sarebbe obbligatorio il lancio di Opa. Va anche detto che in questo periodo la holding è impegnata in diverse operazioni finanziarie – tra cui l’acquisizione di una società riassicuratrice americana, la Partner Re – che hanno richiesto l’emissione di obbligazioni per un miliardo di euro, oltre a 500 milioni di euro di azioni proprie. Dunque eventuali acquisti di azioni Ferrari dovranno essere valutati attentamente sia in ottica di opportunità economica, sia di bilanciamento del portafoglio di partecipazioni detenute.

Sicuramente l’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, si aspetta molto da questa quotazione, che rientra nell’ambizioso piano del manager di rilancio di tutti i principali marchi controllati in maniera più o meno diretta da FCA e dagli Agnelli. Il suo interesse è doppio, dal momento che possiede una quota consistente del capitale di Ferrari, superiore all’1,5%. La quotazione è in ogni caso una buona notizia, considerando che il numero di imprese quotate sull’indice di Milano è molto inferiore a quello di molte borse europee, e che questa permetterà una maggiore visibilità e forza al cavallino.

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Alessandro Mauri

Nato a Como nel 1991, studente universitario. Laureato in Economia e Management presso l'università degli studi dell'Insubria di Varese, studia Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari presso la stessa università. Vincitore di diverse borse di studio della CCIAA di Varese. Nel 2013 ha partecipato al salone europeo della ricerca scientifica di Trieste per il progetto studenti.
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