Expo 2015: la grande occasione per le imprese italiane?

14/04/2015 di Lucio Todisco

Continua la nostra tappa di avvicinamento ad Expo. Dopo la disamina la scorsa settimana sulle potenzialità e le opportunità per il turismo italiano, oggi è il turno di analizzare l’enorme occasione che hanno le imprese italiane - principalmente quelle del settore agroalimentare - da sempre fiore all’occhiello del nostro Made in Italy, per farsi conoscere nel mondo e di presentare modelli produttivi sostenibili.

L’export italiano, oggi –  Expo sarà l’opportunità del decennio per le imprese italiane, che avranno la grande occasione di incontrare già entro i confini nazionali gli immensi spazi del mercato internazionale. Ma quali sono i dati attuali in merito alla capacità di queste di muoversi sui mercati esteri?

È un quadro diversificato quello dell’export italiano, soprattutto in ottica extra europea: che poi è quella fetta di mercato che più interessa nell’ambito di Expo. Secondo le stime de il Sole 24 ore per il mese di febbraio 2015 gli Stati Uniti sono uno dei mercati più appetibili per il nostro paese. Le esportazioni sono aumentate al 49,3%, ed hanno portato nelle casse delle aziende italiane 3,2 miliardi di euro. Altre buone notizie vengono dalla Turchia che resta una delle principali destinazioni del Made in Italy con un +10,7%. Segue l’India con un +6,4% ed il Medio Oriente con un +6,3%. Resta stabile, rispetto alle precedenti rilevazioni, il mercato giapponese.

Sono dati che, ad una prima lettura, possono sembrare incoraggianti, ma non dimostrano una crescita del nostro export sotto il segno della continuità e della omogeneità geografica. A controbilanciare le crescite delle esportazioni c’è infatti il crollo del 28,5% verso la Russia – dovuto soprattutto alle sanzioni UE che, di fatto, hanno avuto delle ripercussioni anche sulle nostre aziende – seguita dal -17,6% verso l’America centro-meridionale, del -7,7% verso la Cina e del -7% verso l’Africa settentrionale. Cifre che, al contrario delle precedenti, devono far porre più di una domanda.

La grande occasione del settore vinicolo – Certamente, una grande occasione sarà per il settore vinicolo italiano, che ha retto all’urto della crisi russa e nel corso del 2014 ha mostrato una piccola crescita in valore e anche in volume. Nel corso dell’anno scorso è stato raggiunto il record delle quantità esportate, portando gli ettolitri a 20,4 milioni, per un +0,8%, e il valore a 5,11 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% sul 2013.

Come ci mostra l’infografica de Il Sole 24 ore i principali Paesi di destinazione del vino italiano sono gli Stati Uniti – allineati ai dati generali sul nostro export – dove sono stati acquistati volumi superiori in valore al miliardo di euro, con una crescita del 4,4% nel 2014 rispetto al 2013. Seguono, anche se sono diminuite, le importazioni tedesche. La Germania resta al secondo posto, mentre il Regno Unito ha visto una crescita di 6 punti percentuali. In controtendenza la Russia, che, a dispetto del quadro generale di diminuzione dell’export italiano verso il paese, mostra un aumento delle importazioni di vino italiano dell’1,4%, in controtendenza netta con il trend negativo causato dalla crisi.

Expo, viene da sé, rappresenta la grande occasione per consolidare il nostro settore vinicolo e mettere in mostra le nostre eccellenze. Basti pensare che sono 341 i vini con marchio Denominazione di origine controllata (Doc) in Italia, mentre sono invece 74 i prodotti ai quali è stata assegnata la certificazione Docg (Denominazione di origine controllata e garantita). Ai primi posti spiccano i vigneti del Piemonte e della Toscana, con un totale di certificazioni Doc e Docg di 58 per la prima e 52 per la seconda. Seguono il Veneto (42, di cui 14 Docg), laPuglia con 32 ed il Lazio con trenta.

Benessere e qualità – Espandersi, trovare nuove occasioni per muoversi nello scacchiere economico internazionale, promuovere nuovi modelli di sviluppo che possano essere modello per l’estero; ad esempio, far crescere i consumi nel settore Bio. Come descritto bene in un interessante libro di Andrea Martire e Davide Tentori: “Le Provocazioni di Expo: La Salute del Pianeta nelle mani del Consumatore”, Il Ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina ha dichiarato che tale settore vale ben 3 miliardi di euro per il nostro Paese. Il consumo di alimenti biologici è tema centrale nel padiglione Expo dell’Italia, perché contribuisce a salvaguardare il pianeta da uno sfruttamento eccessivo del suolo e di altre risorse naturali e, dal punto di vista economico, garantisce un giusto ritorno economico a chi decide di avviarsi verso questo tipo di produzione, in un contesto, come quello italiano, dove è forte la valorizzazione delle tradizioni locali, e dove l’agricoltura familiare riguarda circa 3 milioni di produttori.

Di certo, potremo vedere solo a medio-lungo periodo i risultati di Expo per il nostro settore agroalimentare, se ci saranno. Avremo la percezione di non aver perduto l’occasione di Expo se il nostro paese sarà riuscito, attraverso il suo settore agroalimentare, a far germogliare progetti che mettano al centro la qualità del cibo e la salute del consumatore. In questo modo potremo aver iniziato a creare anche condizioni favorevoli per una equa distribuzione del cibo, e le nostre imprese potranno porsi come modelli di eccellenza in ambito internazionale.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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