Europa: un piano per l’assistenza sanitaria più sicura

20/05/2015 di Eugenio Frisetti Carpani

Ultimamente si sente poco parlare di sanità europea. Ieri però, tra i problemi del TTIP, dell'immigrazione, del mercato digitale e dell'integrazione energetica, il Parlamento Europeo è riuscito a dedicare la sua attenzione tanto importante quanto la sanità.

Europa

 

L’eurodeputato Piernicola Pedicini (M5S – EFDD) ha presentato alla seduta plenaria del Parlamento Europeo di maggio il rapporto su un’assistenza sanitaria più sicura in Europa: migliorare la sicurezza del paziente e combattere la resistenza antimicrobica. Verso le 13 di ieri (19/05) il PE ha deciso di approvare la risoluzione.

Per la prima volta, i cittadini europei hanno potuto collaborare alla stesura del testo del rapporto inviando e commentando i punti della risoluzione. I parlamentari europei suggeriscono, grazie all’aiuto dei cittadini, come migliorare l’assistenza sanitaria e in particolare come far fronte alla crescente resistenza agli antibiotici dell’uomo e degli animali, attraverso un utilizzo più responsabile dei trattamenti a disposizione e promuovendo l’innovazione.

La risoluzione concerne principalmente i seguenti punti:

  • Combattere la pratica dello spoils system già, purtroppo, diffusa e radicata nei sistemi sanitari di tutta l’Unione Europa
  • Sopprimere le misure economiche di austerità che continuano ad avare un impatto sulla sicurezza dei pazienti.
  • Sostenere la ricerca farmaceutica per combattere lo sviluppo di agenti antimicrobici.
  • Apertura alla ricerca di nuovi metodi naturali per combattere la farmacoresistenza.
  • Controllare e vietare la vendita online

Ma non finisce qua, Pedicini lancia l’invito agli stati membri di avviare “campagne di sensibilizzazione, corsi di educazione sanitaria nelle scuole sull’uso razionale degli antibiotici, sul rischio che comporta l’aumento della resistenza agli antibiotici e sull’importanza di sviluppare buone prassi a livello dell’igiene personale“. Esse dovrebbero rivolgersi a un pubblico di tutte le età, senza escludere nessuno mantenendo presente le possibilità che il sistema sanitario online offrono al riguardo.

Inoltre, nella proposta particolare attenzione è riservata alla prevenzione e al controllo delle regole sanitarie per garantire la sicurezza dei pazienti al fine di assicurare una formazione aggiornata e valida ai medici e agli operatori sanitari per permettergli di “restare al passo con le tecnologie più recenti e con le migliori pratiche d’igiene ospedaliera“. Si è quindi sottolineato come sia una necessità “incoraggiare la ricerca sui farmaci antimicrobici“, in particolare su antibiotici attivi contro batteri Gram-negativi multifarmacoresistenti. Tali attività di ricerca vanno accelerate e finanziate nell’immediato se si desidera vincere la battaglia contro le infezioni batteriche, “la cui incidenza aumenta in Europa”.

Nonostante ciò, il problema più serio, secondo l’eurdeputato, è che continua a esservi, in tutta Europa e soprattutto in Italia, l’intenzione politica di colpire i sistemi sanitari con misure di austerità e con tagli economici insostenibili in ambito sanitario. Tagliare la spesa pubblica è giusto ma tagliare la sanità è disonesto. Gli sforzi degli stati membri, ripete Pedicini, dovrebbero concentrarsi, invece, sullo “sviluppo di sistemi sanitari di elevata qualità e altamente performanti“. In più, e noi italiani lo abbiamo sentito tantissime volte, i conflitti d’interesse nel mondo sanitario continuano a scandalizzare l’opinione pubblica esaltando le difficoltà e le complicazioni di questo settore. Perciò è necessario maggior controllo da parte delle istituzioni comunitarie e, soprattutto, da parte degli stati membri.

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Eugenio Frisetti Carpani

Nasce a Roma nell’Ottobre del 1993. Si arruola nella marina militare italiana all’età di 16 anni frequentando il liceo classico alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. Si iscrive, poi, al corso di laurea triennale in Politics, Philosophy and Economics alla LUISS Gudo Carli. Da sempre interessato agli organismi sovranazionali, alle istituzioni comunitarie e, in particolare, ai rapporti di sicurezza fra NATO e Unione Europea.
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