Europa e sviluppo Regionale: una questione di Budget

26/04/2013 di Erica Pepe

In questi giorni, all’interno del Parlamento Europeo è in corso il dibattito sul futuro delle politiche di coesione per il periodo 2014-2020, in ritardo rispetto alle scadenze prefissate. Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione (FC), il Fondo europeo agricolo di sviluppo regionale (FEASR) e il futuro Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) rappresentano una delle principali fonti di finanziamento Europeo per la crescita degli stati membri.

Fondo europeo di sviluppo regionaleLa proposta – Il progetto presentato dalla Commissione prevede l’adozione di un Quadro strategico comune che dovrebbe rafforzare gli impegni presi nell’ambito della strategia Europa 2020 e favorire l’integrazione tra i diversi Fondi. Un’attenta analisi delle performance dell’agenda precedente ha mostrato come spesso si presentino delle distanze tra l’impegno delle risorse e le spese, tra i propositi tracciati e i risultati ottenuti. Inoltre, gli obbiettivi di Lisbona, tra i quali il raggiungimento di una maggiore coesione economica, sociale e territoriale non risultano essere stati realizzati in modo soddisfacente. Pertanto, la Commissione Europea ha proposto un regolamento, recante disposizioni comuni per l’insieme dei cinque Fondi, inteso alla semplificazione del meccanismo di investimento delle risorse. Gli elementi che costituiscono questo documento sono la riduzione dei settori di intervento, attraverso una semplificazione tematica, la possibilità di sviluppare programmi pluri-fondo e l’ancoraggio dell’utilizzo dei fondi agli obbiettivi della strategia Europa 2020, quali la promozione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Condizionalità – La Commissione ha ipotizzato di migliorare l’efficacia delle politiche di coesione introducendo delle condizionalità severe, al rispetto delle quali è subordinata l’erogazione dei fondi: la condizionalità macroeconomica, che in breve rappresenta il rispetto dei parametri del patto di stabilità, la condizionalità ex-ante, la condizionalità legata alle riforme strutturali e quella di performance. Questi elementi, seppure introducono possibili barriere qualitative all’utilizzo dei Fondi, rappresentano la volontà della Commissione di ottimizzare l’utilizzo dei fondi, all’insegna del principio di efficienza economica.

Accordi di partenariato – Nella fase di progettazione e implementazione appare necessario che le istituzioni europee tengano conto delle specificità e delle priorità d’investimento di ogni paese. A tal fine, per ogni stato membro, la Commissione ha predisposto un rapporto, contenente le possibili linee di sviluppo di accordi di partenariato tra l’Unione e gli stati, atto a definire la strategia di impiego dei fondi e che costituirà la base giuridica per il co-finanziamento dei programmi. La commissione ha inoltre evidenziato quali siano le maggiori difficoltà e le priorità di finanziamento di ogni paese le per la programmazione finanziaria 2014-2020.

Budget – I fondi di sviluppo regionale sono un importante strumento di promozione della competitività, della convergenza e della cooperazione tra gli stati membri ma costituiscono anche un’ingente spesa per gli stati. Complice la crisi economica e le misure di austerità, il tentativo dei paesi di ridurre il budget comunitario e risparmiare sul loro contributo al bilancio, si è trasformato in situazione di stallo interistituzionale che ha indotto il Parlamento Europeo a posticipare, lo scorso 24 aprile, l’inizio delle negoziazioni con il Consiglio e la Commissione sul prossimo quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Si potrebbe pensare che le richieste degli stati membri di promuovere la crescita in Europa parallelamente al tentativo di riduzione delle contribuzioni economiche possano risolversi nella previsione di un’unione fiscale, ma i tempi sembrano ancora troppo poco maturi.

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