Euro/Dollaro: consolidamento prima di un ulteriore rally?

30/10/2014 di Luca Cazzaniga

Dopo la rottura di 1.35 il ribasso non ha trovato ostacoli, raggiungendo con gran facilità la zona di supporto tra 1.275 e 1.28 per poi lateralizzare per tre settimane.

L’apprezzamento del dollaro contro la moneta unica, inaugurato già a inizio maggio, ha ricevuto una notevole accelerazione dopo la scelta della BCE di diminuire ulteriormente i tassi. Dopo mesi di ribasso inarrestabile, il cambio sembra aver trovato una base per consolidare, così da restare parcheggiato in laterale per qualche settimana, o forse più. Tuttavia, uno scenario in cui l’euro tiri il fiato prima di schiantarsi a 1.20 nel prossimo anno non sembra tanto improbabile.

Guardando la situazione sul breve periodo, viene a mente un principio cardine dell’analisi tecnica: i supporti e le resistenze tendono a scambiarsi i ruoli (nb: molto in breve, si intende per supporto un livello di prezzo sotto il quale una quotazione ha difficoltà a scendere; viceversa, la resistenza è il livello di prezzo sopra cui una quotazione ha difficoltà a salire). Ciò significa che quando un supporto, per esempio, viene perforato al ribasso e successivamente i prezzi rintracciano, il mercato probabilmente riconoscerà il vecchio supporto come una nuova resistenza. Questo avviene perché i supporti e le resistenze sono punti di equilibrio che hanno frenato precedenti ribassi o rialzi,  e sono zone di prezzo in cui venditori e compratori si sono già scambiati in precedenza il comando del mercato. Questo è un principio che viene molto spesso rispettato: si guardi per esempio lo stesso cambio tra aprile e luglio.

Scambio di ruoli tra supporto e resistenza sul cambio EUR/USD. Fonte: ProRealTim.com
Scambio di ruoli tra supporto e resistenza sul cambio EUR/USD.
Fonte: ProRealTim.com

Guidati da questo principio e guardando il cambio, risulta interessante osservare come la zona di supporto tra 1.275 e 1.28 sia stata rotta e sia divenuta una nuova resistenza, testata in queste due settimane appena trascorse. La rottura di un supporto o di una resistenza con successivo retest, il c.d. return move o anche pullback, è un copione abbastanza diffuso, caratterizzato sicuramente da buone opportunità di acquisto/vendita a basso rischio ma anche dalla possibilità di imbattersi in una bull/bear trap. La c.d. trappola è quando una rottura viene successivamente negata causando un violento ritorno dei prezzi. Questo è causato da veloci ricoperture di coloro che avevano comprato/venduto sul break e che causano brusche oscillazioni di prezzo nel senso opposto.

Testing del supporto divenuto resistenza. Fonte: ProRealTime.com
Testing del supporto divenuto resistenza.
Fonte: ProRealTime.com

 

Il consolidamento laterale sembra quindi esser figlio di un testing del supporto sopra citato. Ciò non toglie che il cambio possa correggere ben oltre a tale livello, fino a raggiungere 1.29 (il massimo di due settimane fa), oppure si ritagli lo spazio per una correzione molto più profonda fino a 1.30. Anche qualora ciò avvenga, non si modifica l’impostazione ribassista di più lungo periodo. Il solo fatto che la resistenza venga negata, non modifica un quadro ribassista molto marcato.

Basti pensare che le correzioni più comuni si fermano a circa la metà del movimento precedente, il che vorrebbe dire quota 1.32, oppure si spingono fino ai 2/3 del movimento precedente, in tal caso si potrebbe vedere il cambio ritornare a 1.34 prima di proseguire la sua marcia verso nuovi minimi.

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Luca Cazzaniga

Nato a Varese nel 1991, laureato in Economia e Management presso l’università degli studi dell’Insubria di Varese, dove è attualmente specializzando in Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari. Vincitore per tre anni consecutivi della borse di studio per studenti meritevoli stanziata dalla CCIAA di Varese. Socio aggregato presso la Società Italiana Analisi Tecnica. Ha superato il primo livello per il conseguimento del titolo CFTe, riconosciuto dalla International Federation of Technical Analysts.
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