Essere nel tempo. Gillo Dorfles in mostra a Roma

30/11/2015 di Simone Di Dato

Con oltre 100 opere, alcune delle quali esposte per la prima volta, tra disegni, dipinti, opere grafiche, ma anche una selezione di ceramiche e gioelli, "Essere nel tempo" è la visione di una irripetibile esperienza che si snoda in due percorsi caratterizzati dalla metafora del tempo

Gillo Dorfles, MACRO

Oltre al grande merito di aver definito a livello internazionale il concetto di “kitsch”, introducendo nel 1968 per la prima volta un termine all’epoca sconosciuto in Italia, nel corso della sua lunghissima carriera Gillo Dorfles, artista, critico, estetologo, designer e ineguagliabile intellettuale dei nostri tempi, ci ha consegnato gli strumenti necessari per decifrare i problemi più complessi e le mille oscurità dell’arte contemporanea, dalle controversie tra artisti e pubbico, dalla teoria dell’informazione alla linguistica strutturale, fino alle trasformazioni percettive e stilistiche delle celebri “oscillazioni di gusto“.

Di recente in libreria con “Gli artisti che ho incontrato“, un copioso volume che raccoglie scritti critici sulle più rilevanti personalità artistiche conosciute dagli anni trenta ad oggi, Gillo Dorfles torna protagonista con una grande personale, la prima dedicata alla sua opera totale, incentrata sulla sua arte e sul suo pensiero. Ospitata dagli spazi del Macro di Roma, fino al 30 marzo 2016, la mostra indaga la duplice anima dell’intellettuale italiano sotto l’influenza del tempo, quella di artista e di critico. Da un lato la vivacità espressiva di fronte al susseguirsi di avanguardie e correnti artistiche e l’assoluta fedeltà alle proprie modalità figurative, dall’altro invece la personalissima interpretazione e la lettura critica delle evoluzioni estetiche e culturali delle epoche vissute, spaziando dall’arte al kitsch, dall’architettura al design, dal teatro alla moda, alla musica, al costume, sempre reclamando una certa apertura a ogni lunguaggio dell’arte.

Con oltre 100 opere, alcune delle quali esposte per la prima volta, tra disegni, dipinti, opere grafiche, ma anche una selezione di ceramiche e gioelli, “Essere nel tempo” è la visione di una irripetibile esperienza che si snoda in due percorsi caratterizzati dalla metafora del tempo: uno interiore, incentrato sulle creazioni dell’artista, fatte di “schemi formali sempre ricorrenti” che partono da un impulso dinamico e “si sviluppa da un ghirigoro o un segno elementare“, dall’altro lato un tempo esteriore, dedicato alla capacità del critico di cogliere i grandi mutamenti e le diverse oscillazioni di gusto nell’Italia del dopoguerra.

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Curato da Achille Bonito Oliva, con il coordinamento scientifico e progetto di allestimento di Fulvio Caldarelli e Maurizio Rossi,  il percorso espositivo parte dalle opere più recenti, in particolare da tre dipinti inediti realizzati nell’estate 2015 di chiara ispirazione surrealista, per poi procedere a ritroso nel tempo: gli anni ’90, ’80 e ’70, fino alla fondazione del Movimento per l’Arte Concreta, il Mac appunto, fondato nel 1948 insieme a Gianni Monnet, Bruno Munari e Atanasio Soldati. Sarà poi il turno degli anni giovanili, dell’esordio all’inizio degli anni ’30, segnato da forme astratte e figure surreali. La sezione “Istantanee” raccoglie non solo un corpo inedito di carteggi che testimoniano i rapporti di Dorfles con alcuni degli artisti più significativi del Novecento insieme con poesie scritte negli anni Quaranta e apprezzate da nomi illustri come Saba e Montale, ma anche un ricchissimo repertorio fotografico, dalle immagini personalissime tratte dall’album di famiglia ai ritratti d’autore. All’appello fotografie di Ada Ardessi, Graziano Arici, Giovanna Dal Magro, Fabrizio Garghetti, Ugo Mulas e Ferdinando Scianna.

Riuscire a capire le trasformazioni etiche, estetiche e filosofiche del tempo è la capacità che andrebbe più a lungo mantenuta” è la citazione che meglio rappresenta “Previsioni del tempo“, lo spazio che celebra lo sguardo lungimirante di Dorfles rispetto alle mutazioni e stratificazioni artistiche e culturali, in un viaggio attraverso gli innumerevoli saperi che hanno contribuito alla lettura e all’interpretazione delle diverse epoche. Chiude il cerchio, non senza aver presentato anche la prima delle sei tazzine della nuova illy Art Collection firmata da Dorfles in collaborazione con illy, il grande contributo dato da estratti di docufilm, video-interviste, filmati di repertorio provenienti dall’archivio Rai Teche, e interventi radiofonici a evocazione, mediante la voce stessa dell’artista, dell’intera opera di un “padre storico della cultura visiva italiana“.

 

“Solo un uso sapiente e controllato dei nuovi media permette di conservare quella privatezza del pensiero che altrimenti andrebbe smarrita. Perché l’elemento comunicativo, giustamente idolatrato ancora pochi decenni or sono, può trasformarsi in un fattore di disinformazione di negazione della vera conoscenza.”

Info:
Gillo Dorfles. Essere nel tempo
a cura di Achelle Bonito Oliva
MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma
Via Nizza, 138 – 00198 Roma
27 novembre 2015 – 30 marzo 2016
www.museomacro.org

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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