Essere giovani in Italia ed in Europa, oggi

11/05/2015 di Federico Nascimben

L'edizione 2015 di Being young in Europe today conferma molte convinzioni sui giovani italiani. In chiave comparata vengono alla luce molte criticità che necessitano di un repentino cambio di rotta

Eurostat ha pubblicato l’edizione 2015 di Being young in Europe today: un libro-ricerca che presenta molte statistiche interessanti che riguardano i giovani europei. Qui ci concentreremo sulle principali cifre inerenti gli italiani, naturalmente in chiave comparata (sulla base di quanto fatto anche dall’infodata del Sole 24 Ore).

Percentuale di bambini (0-14 anni) e giovani (15-29 anni)  sul totale della popolazione. Fonte: Eurostat.
Percentuale di bambini (0-14 anni) e giovani (15-29 anni) sul totale della popolazione.
Fonte: Eurostat.

Come si può notare dal grafico sopra riportato, l’Italia è il Paese con la minor quota di bambini e giovani sul totale della popolazione, anche se per la prima categoria siamo superati dai tedeschi. La Germania (45,3 anni) è anche l’unico Stato a superarci per quanto riguarda l’età media, che da noi si colloca a 44,4 anni (41,9 il dato europeo).

Stima età media di quando i giovani lasciano casa dei genitori. Fonte: Eurostat.
Stima età media di quando i giovani lasciano casa dei genitori.
Fonte: Eurostat.

Per quanto riguarda l’età media in cui i giovani lasciano casa dei genitori, anche in questo caso gli italiani confermano un trend storico, classificandosi al quartultimo posto (dopo Croazia, Slovacchia e Malta): 29,9 anni contro la media Ue28 a 26,1 anni, ma lontanissimi dalle vette raggiunte dai Paesi nordici (addirittura 10 punti sopra gli svedesi).

Giovani dai 16 ai 29 anni sposati o in un'unione consensuale (con o senza basi legali) nel 2013, come % sulla stessa fascia d'età. Fonte: Eurostat.
Giovani dai 16 ai 29 anni sposati o in un’unione consensuale (con o senza basi legali) nel 2013, come % sulla stessa fascia d’età.
Fonte: Eurostat.

Interessante notare anche come, nella fascia d’età tra i 20 e i 29 anni, solo l’11,3% dei giovani risultano sposati o conviventi, contro una media europea del 22,9% (siamo secondi solo alla Grecia).

Relativamente alle statistiche riguardanti il settore tecnologico, i giovani italiani e ungheresi registrano la minor presenza sui social media (73% contro, ad esempio, l’87% del Regno Unito), mentre ci collochiamo leggermente sottomedia anche per quanto riguarda l’uso quotidiano di internet e computer.

Complessivamente, fattori economico-sociali e culturali di portata storica influenzano negativamente le statistiche registrate dai giovani italiani rispetto alla media europea, non collocandoci certamente tra i Paesi più virtuosi, a parte la nota eccezione riguardante speranza di vita e salute. Tutte queste caratteristiche demografiche (e non solo) saranno un tratto sempre più evidente e profondo negli anni a venire, acuendo ulteriormente criticità già in luce oggi, e che necessitano di importanti correzioni di rotta sfidando non solo le leggi del diritto e dell’economia, ma soprattutto provando a scalfire un’impostazione culturale sorpassata dal tempo e dalla realtà.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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