Il breve addio ad Equitalia

03/01/2017 di Alessandro Mauri

La tanto attesa chiusura di Equitalia procede spedita verso la data obiettivo del 1° luglio, quando ci sarà il definitivo passaggio di consegne al nuovo soggetti incaricato della riscossione delle somme non pagate. Nel frattempo la “rottamazione” delle cartelle è già un successo.

100.000 richieste – Solamente nei primi due mesi dal lancio della possibilità di aderire alla rottamazione delle cartelle di Equitalia, a partire cioè dal 4 novembre scorso, sono state circa 100.000 le richieste inoltrate. Tutto lascia dunque presagire che da qui al 31 marzo, ultima data disponibile per la rottamazione, il numero di cartelle rottamate sarà decisamente consistente. La rottamazione presenta vantaggi sia per chi vi aderisce che per lo Stato. Per chi decide di rottamare le cartelle, sarà possibile evitare il pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora sulle somme dovute ad Equitalia per il periodo che va dal 2000 al 2016, con possibilità di pagare tali somme in un’unica soluzione o in un massimo di 5 rate. Per lo Stato vi è il vantaggio di evitare numerosi contenziosi, risparmiando sulle spese legali e liberando tribunali da una notevole mole di lavoro, e di incassare rapidamente quanto dovuto.

I prossimi passi – Come detto la data ultima per approfittare della rottamazione delle cartelle sarà il 31 marzo, mentre entro il 28 febbraio Equitalia comunicherà la possibilità di aderirvi anche a coloro i quali la cartella non sia stata ancora consegnata, in quanto relativa a cifre dovute nell’anno 2016. A questo punto, entro il 31 maggio, sarà di nuovo Equitalia a comunicare l’importo effettivo da pagare che, come detto, potrà essere corrisposto anche con soluzione rateale. Nel frattempo procederà l’iter organizzativo che porterà il 1° luglio alla chiusura di Equitalia e alla creazione del nuovo ente che avrà il compito di recuperare le imposte non pagate, ovvero “Agenzia delle Entrate- Riscossione”.

Il passaggio di consegne presenta non poche difficoltà, e in un primo momento ci si concentrerà principalmente sugli aspetti organizzativi, come il passaggio dei dipendenti da un ente all’altro e la determinazione del comitato di gestione del nuovo ente. Quest’ultimo avrà anche il compito di razionalizzare la struttura dei costi, e dunque non è da escludere anche una riduzione del personale. La piena fusione con Agenzia delle Entrate dovrebbe avvenire in 3 anni, dando quindi il tempo per assimilare al meglio la nuova funzione all’interno dell’ente di riscossione. Per quanto riguarda invece cambiamenti nelle modalità di riscossione delle imposte non pagate, si dovrà attendere un secondo momento.

Se tutto questo riguarda la riscossione delle imposte a livello nazionale, resta aperto il nodo della riscossione locale, con la riforma del 2011 mai attuata, e che ha visto quest’anno l’ottava proroga. La nuova discussione è fissata al prossimo 30 giugno, ma ci sono ben poche speranze che si attui la riforma, mentre è molto probabile l’ennesimo rinvio, anche in attesa della conclusione della riforma nazionale.

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Alessandro Mauri

Nato a Como nel 1991, studente universitario. Laureato in Economia e Management presso l'università degli studi dell'Insubria di Varese, studia Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari presso la stessa università. Vincitore di diverse borse di studio della CCIAA di Varese. Nel 2013 ha partecipato al salone europeo della ricerca scientifica di Trieste per il progetto studenti.
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