L’Engadina, tra natura, arte e cultura

06/02/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Oggi parliamo dell'Engadina, la valle di montagna nel canton Grigioni, in Svizzera, scenario dei paesaggi del grande pittore Giovanni Segantini e luogo d’ispirazione per Nietzsche, Wagner, Hesse, Mann, Strauss, Proust e tanti altri nomi capaci di creare il mito e l’incanto di questa valle.

Engadina

Milleottocento metri di altitudine. A Sud delle Alpi svizzere. Così in alto da poter essere chiamata il «tetto d’Europa». L’Engadina è la valle di montagna nel canton Grigioni, in Svizzera. Rinominata per le sorgenti minerali e il clima piacevole. Ricca di bellezza naturale e culturale. Scenario dei paesaggi del grande pittore Giovanni Segantini e luogo d’ispirazione per Nietzsche, Wagner, Hesse, Mann, Strauss, Proust e tanti altri nomi che hanno contribuito a creare il mito e l’incanto di questa valle.

Sils-Maria, dove Nietzsche incontrò Zarathustra – Estate 1879. Quell’anno Nietzsche abbandonò l’università di Basilea dove insegnava e giunse per la prima volta in Engadina. Aveva sentito che la regione godeva di un clima secco e soleggiato, entrambe condizioni ideali per curare la sua malattia. Soffriva di forti emicranie, probabilmente di carattere psicosomatico. Dopo aver viaggiato in lungo e in largo per la Svizzera alla ricerca del clima ideale, si fermò a Sils-Maria. E disse: « Qui mi trovo nel posto di gran lunga più confortevole della Terra e provo un’interrotta tranquillità e nessuna pressione ». Boschi di abeti, pittoreschi villaggi grigionesi, pendii panoramici rubarono il suo cuore immediatamente. Elementi meridionali ed elementi alpini si univano in un contrasto naturalistico di bellezza ispiratrice. Tanto da permettere al filosofo di incontrare la proiezione del suo inconscio, Zarathustra, sulle rive del lago di Silvaplana. Un luogo « a 6000 piedi sul livello del mare e molto più in alto al di sopra delle umane cose ».

St. MorrizSt. Moritz, dove ammirare Segantini – St. Moritz non ha bisogno di presentazioni: chic, esclusiva, elegante e cosmopolita, è situata al centro del lacustre paesaggio dell’Alta Engadina. Famosa per il leggendario “clima champagne”, secco e frizzante, è luogo di incontro di tre culture: italiana, tedesca e svizzera. Originariamente frequentata per le sue sorgenti termali conosciute da oltre 3000 anni, ora natura, cultura, sport, attività e tranquillità l’hanno resa la meta turistica per eccellenza. St. Moritz è anche il luogo dove è possibile ammirare le opere di Giovanni Segantini. Simbolo della cultura “di confine”, Segantini fu uno dei più grandi pittori europei dell’Ottocento. Dopo aver vissuto a Savognin si trasferì in Engadina, dove dipinse opere dedicate alla poetica della natura e della montagna. Lungo il “Sentiero Segantini” si possono seguire le tracce dell’artista italiano. Il sentiero procede al di sopra del Museo Segantini, che raccoglie alcune delle sue opere più belle dipinte in Svizzera, dedicate alla poetica della natura e della montagna.

Val Fex
Val Fex

Val Fex, dove riposa Abbado – «Qui le cime sono così vicine, ti entrano in camera dalla finestra. Qui i pensieri si allargano come lo sguardo sul paesaggio. Il tempo si dilata. Tutto è così semplice e maestoso in montagna. Gli alberi svettano più alti, la loro chioma si fa più scura, le loro voci più sommesse e misteriose». Così Claudio Abbado, direttore d’orchestra scomparso lo scorso anno, descrive il luogo dove qualcuno lo ricorda passeggiare in solitudine. Lì nel 2003 portò le partiture di Wagner e Debussy, le musiche d’esordio con l’Orchestra di Lucerna. Lì viveva la sua idea di semplicità svizzera, familiare. E lì, ora, egli riposa. Le sue ceneri sono custodite in un muretto della Val Fex, una delle due grandi vallate che dal massiccio del Bernina sboccano in Alta Engadina partendo dalla cresta di confine con l’Italia. Il profilo a U della valle, opera dell’azione erosiva dei ghiacciai del Quaternario, la rende quasi delicata. Qui si scopre una Svizzera rurale non ancora invasa dai turisti, da assaporare durante una passeggiata in carrozza. Per godere di qualche attimo romantico e vedere come lì « il tempo si dilata ».

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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