Energie rinnovabili: la svolta “green” dell’Italia?

31/05/2016 di Lucio Todisco

Ci troviamo di fronte ad una svolta “green” del nostro paese? Non è ancora chiaro se sia possibile poterlo affermare positivamente, ma di sicuro, come percepibile dai dati Eurostat, l’Italia sembra fare notevoli passi in avanti.

Ci troviamo di fronte ad una svolta “green” del nostro paese? Non è ancora chiaro se sia possibile poterlo affermare positivamente, ma di sicuro, l’Italia sembra fare notevoli passi in avanti. Il nostro paese, infatti, è primo in Europa per percentuale di fabbisogno soddisfatto con il solare e il geotermico. Sono questi i risultati ai quali è giunto Il Sole 24 Ore sulla base dei dati raccolti da Eurostat nel rapporto sull’energia pubblicato a maggio.

I dati, sicuramente di grande interesse, mostrano come, confrontando le strutture produttive, rispetto alla Germania facciamo un uso maggiore di rinnovabili. Sulla base delle percentuali di uso delle rinnovabili in Italia siamo al 2,1% nel geotermico, al 5,4% per l’eolico e al 9,1% per il solare (in Germania il solare, ad esempio contribuisce per il 6,2%.)

Investire nelle rinnovabili – L’energia “green” è un mercato in costante crescita che offre ampie possibilità di crescita alle nuove imprese. A livello globale, nel 2015 le fonti verdi hanno registrato dati record, con oltre 290 miliardi di euro investiti nel mondo (con un +21% rispetto al 2014), oltre il doppio dei 130 miliardi investiti nelle fonti fossili. Nel nostro paese, il mercato ha segnato un incremento per oltre 2 miliardi di investimenti contro l’1,5 miliardi dell’anno precedente, sebbene nel corso di questi ultimi anni la crescita ha rallentato, confrontato con gli oltre 10 miliardi investiti nel 2010 o i 24 miliardi del 2011. Tuttavia, le rinnovabili sono ormai consolidate nel nostro paese, sostenendo il fabbisogno elettrico nazionale per il 35%.

Tante sono le startup italiane, 1 su 10, che operano in ambito energetico. Questo è il dato fornito dallo studio di Bernoni Grant Thornton, condotto in occasione del Good Energy Award, il premio dedicato alle imprese che maggiormente sono attente alla tematica della sostenibilità. Su 5623 startup presenti in Italia, secondo lo studio, 598 sono quelle che vengono classificate come “impresa ad alto valore tecnologico in ambito energetico”, ovvero il 10,6% del totale. Sempre da questi dati, sulla base d’indagini svolte sul registro delle imprese, le tre regioni in cui sono più presenti maggiormente tali tipologie di startup sono la Lombardia con 107 start up green su 1225 (8,7%), l’Emilia Romagna con 82 su 656 (12,5%) e il Veneto con 44 su 413 (10,6%).

L’intervento dello Stato –Nel corso del mese di Aprile, La Commissione Europea con una nota ha dato il proprio parere sulla valutazione del regime di interventi messo a punto dall’Italia nel quadro della disciplina in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia per il 2014-2020. Tali norme prevedono che gli Stati membri possano erogare aiuti di Stato per le energie rinnovabili a determinate condizioni, per far sì che l’Europa possa conseguire i propri obiettivi in materia di clima e di energia al minor costo possibile per i contribuenti, attraverso questo regime di sostegno che sarà attivo fino alle fine del 2016. Tutte le tecnologie di energia rinnovabile possono beneficiare del regime di aiuto, tranne quella dell’energia solare, che secondo il report dell’Italia è già competitiva sul mercato e non necessita di un sostegno diretto all’energia elettrica prodotta.

Il tipo di sostegno che i progetti sulle energie rinnovabili possono ricevere nell’ambito del regime dipende dalla loro dimensione, ovvero: i grandi progetti con più di 5 MW di potenza installata parteciperanno a gare d’appalto specifiche per ciascuna tecnologia; i progetti di media entità con potenza installata tra 0,5 MW e 5 MW saranno inseriti in un elenco specifico per ogni tecnologia e saranno sostenuti in base a priorità stabilite secondo determinati criteri; i progetti di dimensioni inferiori a 0,5 MW avranno accesso diretto agli aiuti su richiesta. Tale percorso di sostegno per chi investe nelle energie rinnovabili è stato accolto con favore dalla Commissione Europea. In questo modo il nostro paese potrà ridare una nuova spinta agli investimenti in un settore che ha mostrato di generare ricchezza, sviluppo e opportunità di miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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