Emilio Colombo, una vita per la politica

26/06/2013 di Luca Tritto

Muore a Roma l'ultimo padre costituente, aveva 93 anni

Morto Emilio Colombo

Era l’ultimo Padre Costituente ancora in vita, dopo la dipartita, su tutte, del Divo Giulio. È stato uno dei politici più longevi della storia repubblicana, dall’elezione alla Costituente nel 1946 alle dimissioni nel 1992, quando il mondo dentro e per il quale operò, si dissolveva dopo 50 anni di storia. Una vita al servizio di un Partito, la Democrazia Cristiana, e di una Patria, forse da molti già dimenticata.

Le origini – Nato nel 1920 a Potenza, Emilio Colombo inizia il suo cursus honorum come la maggior parte dei democristiani che si rispettino: oratorio, Azione Cattolica, Università, e vita di partito. Eletto nell’Assemblea Costituente a soli 26 anni, sembra già un membro di diritto di quella generazione dorata che, dagli anni 60, prenderà il sopravvento nella DC del dopo De Gasperi.

La carriera – Anche se oggi potrebbe essere meno ricordato dei compagni di partito quali Andreotti, Moro e Fanfani, Emilio Colombo rivestì numerosi incarichi istituzionali, dal Ministero dell’Agricoltura al Ministero dell’Industria, finendo con quello del Tesoro. In questo periodo inizia la sua diatriba con Antonio Giolitti, Ministro del Bilancio, fautore di una politica economica Keynesiana, contraria alle idee di Colombo e della Banca d’Italia. Uno dei picchi della sua carriera è raggiunto nel 1966, quando presiede il Consiglio dei Ministri delle Comunità Europee, nel quale la Francia rientra nel mercato unico, dopo i contrasti diplomatici rappresentati dalla politica della sedia vuota.

La guida del Governo – Nel 1970 viene nominato Presidente del Consiglio. Uno dei momenti più difficili del suo mandato fu la repressione dei Moti di Reggio Calabria, quando la città insorse, guidata dal Movimento Sociale Italiano di Ciccio Franco, per l’assegnazione del capoluogo di Regione a Catanzaro. Dopo 10 mesi di guerriglia urbana, si giunse al compromesso rappresentato dal “Pacchetto Colombo”: la Giunta sarebbe andata a Catanzaro, mentre il Consiglio Regionale a Reggio Calabria. Inoltre, venivano stanziati i finanziamenti per la costruzione del quinto centro siderurgico a Gioia Tauro ed un nuovo impianto a Saline Ioniche. Purtroppo per la Calabria, gli intenti fecero il bene soprattutto della ‘Ndrangheta, la quale si inserì pesantemente nella gestione degli appalti e delle costruzioni, favorendo un’evoluzione criminale che portò all’autofinanziamento con i sequestri di persona, al traffico di droga, e alla guerra con chi questo cambiamento non lo voleva, come Don Mico Tripodo di Reggio e il boss dei due mondi, Don Antonio Macrì di Siderno. Ma questa, è un’altra storia.

L’Europa e la fine della DC – Colombo fu anche Ministro degli Esteri, mantenendo una linea filo-americana, ma cercando di preservare un margine di autonomia per il nostro Paese. Presidente del Parlamento Europeo dal 1977 al 1979, ricevette il Premio Carlo Magno, per la sua profonda conoscenza dell’integrazione europea. Inoltre, per i suoi meriti in tale ambito, fu insignito della medaglia d’oro della Fondazione Jean Monnet. Andando oltre gli onori, la parabola politica Partito Popolare italiano di Martinazzoli, dal quale uscì per divergenze di vedute politiche. Nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, si profuse nella fiducia al governo Prodi II.

Con Lui se ne va un pezzo di storia politica italiana. Una classe dirigente fatta di persone nate e vissute in una logica di partito, la quale veniva prima delle ambizioni personali. Fu Doroteo, andreottiano e tante altre cose, ma non venne mai a mancare in lui quel senso dello Stato e della dignità che una figura politica dovrebbe possedere. I premi, gli incarichi, i riconoscimenti, sono la dimostrazione di una personalità di alto livello, quasi a rimarcare come una figura con il suo curriculum manchi nel panorama politico odierno. Rispetto a tale carriera, lo scandalo derivato dall’Operazione Cleopatra sembra ben poca cosa. Nell’inchiesta su droga e vip capitolini, l’ex Presidente dichiarò di essere assuntore di cocaina da poco e che la droga fosse utilizzata per fini terapeutici. Ci provarono in tanti, durante 50 anni di carriera, a fargli svelare qualche peccatuccio. Rimasero tutti a bocca asciutta fino al 2003. E lui, da buon democristiano, tra successi, peccati e trionfi, ha vissuto così a lungo da riuscire a soddisfare le sue grandi, seppur nascoste, ambizioni.

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Luca Tritto

Calabrese di Paola (CS), è nato il 7/11/1988. Dopo il liceo linguistico, si laurea nel 2011 in Studi internazionali alla “Cesare Alfieri” di Firenze, con una tesi sull’UE e la criminalità organizzata. Sin dai tempi della scuola si interessa di analisi politica e si appassiona allo studio di realtà criminali. Amante di storia e attualità della Chiesa Cattolica, si è laureato con 110/110 e lode in studi in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli, con una tesi sulle normative antimafia di Italia e U.S.A. Collabora con "Redazione UniCal" , rivista del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell'Università della Calabria ed è responsabile dell'area Giustizia e Antimafia del think tank Cultura Democratica.
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