Emergency, Gino Strada e il 19esimo compleanno.

02/05/2013 di Iris De Stefano

Emergency – Credo che a nessun paese, nessun popolo – no? – piaccia essere occupato militarmente. Se domani mattina ci svegliassimo con mille militari qui nel centro di Milano, che arrestano, bombardano, sparano, torturano, deportano, uccidono chi vogliono, penso che non saremmo felici. E trovo sempre più strano che invece crediamo che quando lo facciamo noi andare in altri paesi quelli devono accettarlo, anzi debbono dirci «Grazie!». E questa è una logica – come dire – profondamente colonialista – credo – che abbia la politica internazionale.” Le parole di Gino Strada riassumono alla perfezione la missione di Emergency, attuali sia nel 1994, quando fu fondata, che oggi, a pochi giorni dal suo diciannovesimo “compleanno”.

Gino Strada, fondatore di Emergency
Emergency fu fondata da Gino Strada nel 1994

La storia – Emergency è un Organizzazione Non Governativa, nata nel maggio 1994 creata da Gino Strada, la moglie Teresa Sarti e Carlo Garbagnati con lo scopo di “offrire cure gratuite e di qualità alle vittime di  guerra e povertà”. Favorire una cultura di pace diventa così un ulteriore obiettivo, strettamente collegato al primo. Nel giro di diciotto anni si è calcolato che abbiano offerto cure a circa 5 milioni e 200 mila persone. Gli interventi seguono pochi principi, strettissimi: sono basati sui bisogni, gratuiti ( in paesi in cui le cure mediche sono privilegi di pochi ), neutrali e di elevata qualità.

Come agiscono –  La modalità di operazione è differente da qualunque altra Ong che opera nel campo sanitario: Emergency infatti opera solo in pochi luoghi e generalmente per un periodo di tempo lungo, spesso una decina di anni. Il comitato esecutivo ( composto da appena sei persone, tra cui lo stesso Gino Strada e la figlia Cecilia, Presidente dell’Organizzazione dal 2009 e succeduta alla madre Teresa Sarti deceduta quell’anno ) decide attraverso l’aiuto dell’Ufficio Umanitario una meta e inizia così la campagna di finanziamento, i contatti con le autorità locali e subito dopo, il bando d’appalto per la costruzione dell’ospedale. I medici che lavorano con Emergency, tutti stipendiati dall’Organizzazione e nella quasi totalità specialisti, si occupano anche di fare formazione alla popolazione locale, perché l’obiettivo ultimo è quello di, dopo essersi assicurati che l’ospedale funzioni come e meglio di una qualsiasi struttura d’eccellenza occidentale, lasciarlo in mano alla popolazione locale. I contatti con le autorità locali diventano quindi fondamentali; sia perché parte dei finanziamenti per i progetti provengono proprio dagli stati di competenza, sia perché, in territori critici, è necessario avere quel minimo di sicurezza che solo l’autorità del loco, qualsiasi essa sia, può dare.

Dove sono – In questo momento cinque sono i progetti attivi di cui si occupa Emergency, in cinque differenti stati. In Afghanistan Emergency è presente già dal 1999, ben prima quindi dell’11 settembre e di tutto quello che ne è seguito. Sono stati costruiti lì un Centro chirurgico e un Centro di maternità ad Anabah, nella valle del Panshir ( a nord del paese ), un Centro chirurgico a Kabul, un ospedale a Lashkar-gah ( nel sud ) e una rete di Posti di primo soccorso e Centri sanitari. Chi lavora lì ci ha detto che il più difficile tra tutti da creare è stato il Centro di maternità, poiché non solo si è dovuto convincere l’autorità legale a far aprire una struttura destinata esclusivamente alle cure per le donne e i neonati, ma è stata una vera e propria battaglia far capire alla popolazione che era importante assicurare alle madri cure mediche specialistiche. Il problema principale dell’Iraq ( dove l’Organizzazione è presente dal 1995 ) invece, è stato quello legato alle mine anti-uomo ed infatti lì Emergency gestisce un centro di riabilitazione e reintegrazione sociale, a Sulaimaniya, nel Kurdiastan; si cerca infatti non solo di fornire protesi adeguate a coloro colpiti dalle mine, ma anche di insegnar loro mestieri facilmente svolgibili nonostante la disabilità. Si è venuto a creare quindi un vero e proprio indotto, attorno al centro, composto da piccole imprese che assumono poi i pazienti. Nella Repubblica Centroafricana Emergency è presente dal 2009, attraverso un Centro pediatrico, a Bangui ( la capitale ). In realtà è un piccolo centro, spesso base per il trasferimento o negli ospedali locali ( che hanno iniziato dopo l’arrivo dell’Organizzazione ad offrire cure gratuite ai bambini e alle donne in attesa ) o nel Centro forse più famoso tra quelli costruiti da Strada: il centro Salam di cardiochirurgia, in Sudan, aperto nel maggio 2007. Vengono assicurati infatti trasporti gratuiti per i pazienti, che vengono da moltissimi paesi differenti (Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Kenya, Ruanda, Sierra Leone, Tanzania, Uganda,  Zambia, Nigeria, Iraq, Ciad, Giordania, Somalia, Burundi, Gibuti, Zimbabwe, Senegal, Burkina Faso e Italia ).

In Italia – Può sembrare strano che Emergency si occupi anche dell’Italia, poiché il nostro, a differenza degli altri paesi è dotato di un sistema sanitario pubblico. In realtà poi se si parla con i volontari dei due centri polifunzionali aperti, uno a Palermo e l’altro a Marghera, ci si rende conto che se già dal 2007 erano stati aperti per assicurare cure sanitarie agli immigrati, sempre più frequentemente si rivolgono ai centri anche cittadini italiani che non possono pagare il ticket o cure specialistiche come i dentisti o gli oculisti. Durante l’estate, inoltre, due Polibus, autobus da cui sono stati ricavati piccoli ambulatori, girano Basilicata, Puglia e Calabria, per prestare primo soccorso agli immigrati durante la stagione della raccolta, durante la quale vengono trattati alla strenua di bestie. Insomma, si cerca di fare qualcosa perché non accada quello che, partecipando ad una trasmissione, Gino Strada disse: “Se la guerra non viene buttata fuori dalla storia dagli uomini, sarà la guerra a buttare fuori gli uomini dalla storia.”

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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