Elogio del sospetto

11/11/2015 di Francesca R. Cicetti

La gratuità, da qualche tempo, genera sospetto. Genera sospetto tendere la mano e accettare i volantini pubblicitari, genera sospetto raccogliere i giornali gratuiti nelle stazioni, genera sospetto rispondere al saluto di uno sconosciuto che ci ha salutati per primo. Abbiamo il dubbio che ci sia l’inganno, il timore di essere circuiti, rapinati, imbrogliati.

Sospetto

In ogni quartiere c’è una vicina anziana, dai capelli raccolti e il grembiule, che dopo aver accuratamente rassettato casa propria, scende verso la strada e, scopa in mano, si dedica alla pulizia del marciapiede. Un passettino alla volta, piano, raccoglie le cartacce e le foglie, desiderosa di lucidare l’asfalto quanto il pavimento del proprio salotto. Quella vecchina l’abbiamo guardata con sospetto. L’abbiamo evitata, camminando dal lato opposto. Abbiamo pensato che forse per vecchiaia, forse per stupidità, si dedicava a quell’occupazione senza senso. Pulire la strada con una scopa. Uscire dai confini della proprietà per un’attività che non le compete. Non è sua, quella strada che vuole pulire. Al contrario, abbiamo applaudito con gioia ai camion colorati delle imprese specializzate, intenti a disinfettare quello stesso tratto di strada che la vecchina voleva pulire a suo modo. Abbiamo approvato l’operato dell’uomo in tuta, specializzato, ma non quello di chi lo stesso gesto lo compie con gratuità.

Guardando i camion abbiamo pensato che era ora che qualcuno arrivasse. Qualcuno di incaricato, qualcuno con un contratto, qualcuno di pagato. Il camion sì, la donna no. Perché una signora che pulisce le strade senza avere nulla in cambio deve aver oltrepassato da anni l’età della ragione. La gratuità, da qualche tempo, genera sospetto. Genera sospetto tendere la mano e accettare i volantini pubblicitari, genera sospetto raccogliere i giornali gratuiti nelle stazioni, genera sospetto rispondere al saluto di uno sconosciuto che ci ha salutati per primo. Abbiamo il dubbio che ci sia l’inganno, il timore di essere circuiti, rapinati, imbrogliati. La preoccupazione di dover pagare, che il volantino preso ci costerà tempo e denaro, che il saluto sia un approccio equivoco. Abbiamo costantemente paura di essere abbindolati da un meccanismo sconosciuto e predatore.

Fioriscono su internet i luoghi dove passanti armati di fotocamera immortalano scene di furti, vandalismi o altre azioni illegali. Ritraggono i colpevoli presunti e diffondono le loro immagini, per mettere in guardia gli altri onesti cittadini. Questi, invece di denunciare l’azione che hanno colto in fragrante, diffondono l’identikit da vecchio e selvaggio west in un fiorire di insulti e crudeltà verbali. Sotto l’immagine di due ragazze in metropolitana si scrive che i rom devono bruciare, di aprire i forni, buttarcele dentro, ammazzarle di botte. Tutto ciò perché, secondo il parere dell’autore dello scatto, quelle due ragazze hanno appena finito di contare l’incasso dei furti della giornata. Nell’immagine non si vede nulla di simile, ma il sospetto basta a generare la giostra dell’ostilità.

In questi luoghi di scambio telematico si inneggia a una giustizia privata che non coinvolge i carabinieri né la polizia. Viene ripetuto costantemente che loro, le forze dell’ordine, non vogliono, non possono, non fanno nulla. Allora tanto vale vestirsi da supereroi dell’odio e armarsi da soli contro i mali di questo mondo. Scattando foto, mettendo alla gogna sommariamente dei presunti colpevoli che nessuno ha le prove per condannare, ma che verranno oramai condannati lo stesso. Sono taglie moderne per le città moderne.

Di fronte a questo compendio di violenze minacciate è difficile rimanere impassibili. Se solo una delle azioni descritte sotto le fotografie venisse veramente compiuta, basterebbe per farci rabbrividire e lasciarci disgustati, sconvolti, senza parole.  Siamo soliti elogiare il sospetto, come se fosse un sintomo di furbizia estrema. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Così vorrebbero insegnarci.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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