A cinque mesi dalle elezioni europee in Italia

09/01/2014 di Nicola Censini

Prospettive e possibili scenari

Elezioni europee 2014

Domenica 25 maggio, come abbiamo visto nell’articolo precedente, si terranno in Italia le elezioni europee e circa 50 milioni di cittadini aventi diritto al voto saranno chiamati ad eleggere i 73 deputati italiani (uno in più rispetto al 2009). Prima di provare ad ipotizzare gli equilibri e stimolare una riflessione sulla prossima legislatura, è necessario ricordare lo scenario uscente.

Così oggi. I principali partiti che si imposero alle ultime elezioni europee del 2009 furono il Popolo delle Libertà con il 35,3% (29 seggi + 1 SVP), il Partito Democratico con il 26,1% (21 seggi), la Lega Nord con il 10,2% (9 seggi), l’Italia dei Valori con l’8% (7 seggi) e l’UDC con il 6,5% (5 seggi). Per completezza, ottennero buoni risultati anche Rifondazione Comunista (3,4%), SEL (3,1%), Lista Bonino (2,4%), La Destra-MPA (2,2%) che però, non riuscendo a superare lo soglia di sbarramento del 4%, non ottennero seggi per entrare in Parlamento. Dei 72 deputati italiani eletti, 35 aderirono al PPE, 21 a S&D, 7 all’ALDE e 9 a EFD. A quattro anni di distanza, considerando il seggio aggiuntivo attributo all’Italia con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, 34 (-1) sono rimasti con il PPE, 22 (+1) hanno aderito ad S&D, 5 (-2) all’ALDE, 8 (-1) a EFD, 2 sono confluiti nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) e 2, infine, con i Non Iscritti (NA).

Elezioni Europee 2014Se guardiamo alle prossime elezioni europee, è difficile ipotizzare il futuro assetto della delegazione italiana al Parlamento europeo, tuttavia, pur tenendo ferme tante variabili (come ad esempio la composizione delle liste dei candidati e, soprattutto, i complessi fattori di politica interna italiana), inizia ad emergere un quadro che già può offrire qualche spunto di riflessione. Innanzi tutto, un dato sul quale riflettere, forse il più significativo, potrebbe essere quello relativo all’affluenza che, presumibilmente, considerando il dato poco incoraggiante emerso dalle ultime elezioni politiche in Italia nel febbraio 2013, potrebbe subire un ulteriore calo rispetto al  2009.

Quali prospettive? Se proviamo a fotografare l’attuale scenario, considerando la media dei sondaggi attualmente a disposizione (medie mensili Gennaio 2014) e tenendo a mente la vigente legge elettorale che sarà su base proporzionale e con la soglia di sbarramento al 4%, è logico pensare che ad ottenere dei seggi potrebbero essere il Partito Democratico (dato tra il 31-33%), il Movimento Cinque Stelle (al 19-21%), Forza Italia (al 19-20%), il Nuovo Centro Destra (5-7%) e, probabilmente, anche SEL e la Lega Nord (entrambi stimati tra il 2 e il 4%). Nei prossimi mesi è plausibile tuttavia che l’attuale panorama politico possa subire dei cambiamenti.

A sinistra. Il Partito Democratico guidato dal neosegretario Matteo Renzi, si presenta, ovviamente, come il principale soggetto politico nel centro-sinistra. Insieme ai Democratici, che dovrebbero aderire alla famiglia del PSE (non senza qualche malumore interno da parte di alcuni ex popolari, più propensi al PDE di Bayrou), c’è da considerare Sinistra Ecologia e Libertà, tradizionalmente più vicina alla famiglia della Gauche Unitaire Européenne – GUE/NGL che tuttavia avrebbe qualche difficoltà a raggiungere il 4%. Sarà interessante seguire il dibattito nelle prossime settimane, ovvero se si strutturerà o meno un’area a sinistra del PD e come si potrebbero quindi organizzare gli altri partiti di centrosinistra come il PSI di Nencini, i Verdi, Rifondazione Comunista ecc.

Centrodestra e centro. Se guardiamo al centro e al centrodestra, oltre a Forza Italia, che rappresenta ad oggi il principale partito (vicino sia al PPE che ai Conservatori e Riformisti Europei – ECR), bisognerà comprendere come si relazionerà il Nuovo Centro Destra di Alfano con i Popolari per l’Italia, ovvero la nuova formazione di centro formata dall’UDC di Casini e dall’area cattolica proveniente da Scelta Civica (stimata complessivamente intorno al 3%). Se riuscissero – cosa molto probabile – ad elaborare una comune offerta politica ancorata ai valori del PPE, riuscirebbero presumibilmente ad attirare parte dell’elettorato moderato e ad ottenere potenzialmente un buon risultato.

Destra. Sarà interessante seguire le scelte di  Fratelli d’Italia (stimato tra il 2 e il 3%) e della Nuova Alleanza Nazionale di Storace (tra 1 e 2%). Anche se a livello nazionale rimangono delle divergenze, sul piano europeo entrambi potrebbero condividere la piattaforma politica del Front National di Marie Le Pen (vicino al Gruppo Europe of Freedom and Democracy – EFD) e pertanto non è escluso che possano presentarsi insieme. Ad aderire alla stessa proposta sarà probabilmente anche la Lega Nord (stimata intorno al 3%) che dovrebbe comunque presentarsi con proprie liste.

E Scelta Civica? Per completare il quadro, occorre fare poi una breve riflessione su quei soggetti che potrebbero aderire al gruppo dei Liberal Democratici. In quest’ultima legislatura i 7 (passati poi a 5) deputati italiani dell’ALDE sono stati eletti nelle fila dell’IDV, partito che, oggi, non raggiungerebbe la soglia di sbarramento. In queste settimane è in corso un dibattito molto interessante che, con molta probabilità, potrebbe portare alla creazione di un rassemblement politico di ispirazione liberaldemocratica anche in Italia (in grado di ottenere almeno il 4%) e costituito principalmente da Scelta Civica di Monti, dal Centro Democratico di Tabacci, dai Radicali Italiani e dalla nuova Alleanza liberaldemocratica (ALI) di Oscar Giannino.

M5S. Fuori dai “tradizionali” schieramenti, un risultato considerevole sarà sicuramente ottenuto dal Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, stimato tra il 19 e 21%, cioè tra tra i 13 e i 15 seggi. Resta però da capire la futura collocazione politica e se, insieme ad altri partiti anti-EU, riuscirà a strutturarsi o meno in un gruppo politico compatto.

In prospettiva europea, l’attuale panorama politico italiano risulta essere quindi in piena evoluzione e, ad oggi, è prematuro fare ipotesi compiute. Le elezioni europee di Maggio saranno comunque un appuntamento cruciale ed è necessario che il dibattito politico si sprovincializzi ed inizi ad assumere un contorno più ampio. È importante quindi rilanciare il percorso dell’integrazione europea e ripartire dalla consapevolezza che, seppur criticabile e migliorabile, l’Europa rimane pur sempre il nostro unico orizzonte politico.

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Nicola Censini

Nicola Censini nasce a Chiusi (SI) nel 1980, si è laureato con lode in Scienze Internazionali all’Università di Siena e ha conseguito il Master in LAWS presso la LUISS Guido Carli di Roma. Esperto di politiche europee e di relazioni con i paesi del Mediterraneo e Medio Oriente, attualmente è dottorando di ricerca in Geopolitica all’Università di Pisa.
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