Elezioni dipartimentali Francia: il Sarkozy ritrovato. Le Pen, bene a metà.

23/03/2015 di Eugenio Frisetti Carpani

Ieri, in Francia il primo turno delle elezioni dipartimentali. Le Pen ottiene un ottimo risultato ma non sfonda, Sarkozy - insieme ai centristi – esulta: è la prima forza francese. Hollande e socialisti, oramai, forza marginale.

Francia, Elezioni Dipartimentali 2015

Alla vigilia delle elezioni dipartimentali in Francia, dopo i primi sondaggi elettorali, il Front National, già convinto di aver vinto la battaglia contro Hollande e soprattutto il duello diretto contro il rinato Sarkozy, si preparava a festeggiare. Marine Le Pen, schiarendosi la voce a sorsi di Dom Pérignon, provava il discorso con i suoi fedelissimi. Di Hollande, invece, nessuno sapeva più niente. Si pensava essere scappato in sella al suo motorino durante la notte di sabato sera, o almeno così correva voce. Sarkozy, disperato perché senza un quattrino, faceva richiesta all’AD di Yves Saint Laurent di finanziargli la prossima campagna elettorale del 2017. Ma è bastato attendere i primi exit polls perché già qualcosa iniziasse a cambiare.

L’Ump di Sarkozy – grazie alla coalizione con i democratici dell’Udi – ottiene circa il 29% ed è la prima forza francese. Il Front National di Le Pen, per la quale le elezioni dipartimentali erano l’occasione non solo di affermarsi come primo partito d’opposizione, ma anche di confermare i risultati ottenuti nel corso dell’ultimo anno e mezzo, resta nel mezzo. Raggiunge il miglior risultato in un’elezione dipartimentale, ma neanche si afferma come prima forza francese, fermandosi a circa il 25 per cento.

Marine Le PenMarine Le Pen va però proclamando un netto trionfo: sono infatti molti i dipartimenti in cui i risultati sono stati inconfutabili, come, ad esempio, nel Var (38,90%), nell’Aisne (38,76%), nel Vaucluse (37,40%), nel Gard (35,54%) o nel Haute-Marne (35,13%). Senza contare – sottolinea la leader dell’estrema destra francese – come il Front Nationale sia nei fatti il primo partito, perche quella di Sarkozy altro non è che una coalizione.

Hollande, invece, sempre scortato dal buon vecchio Valls, ottiene un mediocre 21%. Sia chiaro, per quanto tale percentuale rappresenti una netta sconfitta, si potrebbe addirittura affermare essere un risultato comunque migliore di quanto ci si potesse aspettare dati i trend dell’ultimo anno. Il Primo Ministro esulta per il non sfondamento del FN ma, forse, dovrebbe dedicarsi anche alla tragica situazione interna al suo partito.

Grazie alla riforma approvata circa un anno fa, i cantoni (suddivisioni dei dipartimenti) sono passati da 2054 a 4035, ma niente è parso cambiare. Come al solito, i nostri cugini hanno mostrato disaffezione per le dipartimentali, con un’affluenza di poco inferiore al 50%. Questo ha ovviamente dato il via alla rivendicazione dei voti mancanti e, già da stamane, i partiti hanno iniziato ad armarsi di strumenti propagandistici per accaparrarsi, al secondo turno, quel 50%.

Valls e Hollande sperano nella costituzione di un’alleanza repubblicana per contrastare l’estrema destra. Sarkozy, però, già la settimana scorsa, avvertiva che l’Ump non avrebbe partecipato al “Fronte”, ma la risposta definitiva sarà annunciata solo a breve. Occorre considerare infatti anche le intenzione dei centristi, grazie ai quali Sarkozy può oggi affermare di aver vinto, e che sarebbero invece favorevoli ad isolare la Le Pen.

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Eugenio Frisetti Carpani

Nasce a Roma nell’Ottobre del 1993. Si arruola nella marina militare italiana all’età di 16 anni frequentando il liceo classico alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. Si iscrive, poi, al corso di laurea triennale in Politics, Philosophy and Economics alla LUISS Gudo Carli. Da sempre interessato agli organismi sovranazionali, alle istituzioni comunitarie e, in particolare, ai rapporti di sicurezza fra NATO e Unione Europea.
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