Elezioni Brasile, la sorpresa Neves fa tremare Dilma Rousseff

06/10/2014 di Lorenzo

Il candidato PSDB ribalta i pronostici e supera Marina Silva con il 27% delle preferenze. La candidata del PSB annuncia fronte comune contro la Roussef, che ora vede le sue sicurezze meno solide

Elezioni Brasile 2014

E ballottaggio fu. Un copione per certi versi già annunciato, ma con un colpo di scena: l’avversario del presidente uscente Dilma Rousseff. Ieri, infatti, a meno di ventiquattro ore dall’appuntamento con le urne, attraverso l’ultima analisi di dichiarazione di voto dei cittadini brasiliani condotta dalla Folha de São Paulo, il fino ad allora anello debole e terzo incomodo – di un già annunciato ballottaggio in rosa tra Dilma e Marina SilvaAécio Neves, è salito alla ribalta con circa il 27% delle preferenze, relegando Marina Silva (22%) nel punto più in basso del podio.

Un colpo di scena che ha lasciato tutti, o quasi, di stucco, poiché a ridosso dell’incidente che portò alla morte del candidato Eduardo Campos, Marina fece schizzare il PSB dall’8% al 29-30% in pochi giorni, dando una forte spallata sia a Dilma che soprattutto ad Aécio, il quale, sempre secondo i dati dei rilevamenti di agosto prelevati dalla ReteGlobo, precipitò in terza posizione. L’ascensione di Marina si é rilevato ben presto un fuoco di paglia a causa delle sue fragili promesse e la incapacità di stilare un programma completo e credibile. Tale erosione incominciò già a partire dalle sue prime dichiarazioni di metà agosto, in cui cercava di apparentare, sotto la bandiera del PSB, gli insoddisfatti di Dilma e del centro-destra, rappresentati da Aécio.

Dilma Roussef
Dilma Roussef

Ed é partendo da qui che possiamo ricavare i semi del veloce collasso di Marina Silva, incapace, anche a causa dei sue discorsi fumosi e senza un obiettivo preciso, di tenere a bada il calderone ereditato dopo la morte di Eduardo Campos. Incapace di contenere tutto l’appoggio ottenuto e con il passare del tempo, Marina si é vista rosicchiare a poco a poco quasi la totalità delle preferenze degli elettori liberal-conservatori indecisi che, anche grazie alla nuova azione di Aécio, si sono “RI-spostati” sotto l’alveo del nipote di Tancredo. Marina Silva ha perso molto appeal soprattutto durante le sue uscite televisive e nei dibattiti televisivi con gli altri candidati. Qui ha messo a nudo tutte le sue incoerenze e ambivalenze sostenendo, per esempio, di volere aprire un nuovo ciclo politico nel paese, salvo poi promettere concessioni per gruppi religiosi e ambientalisti di cui lei si é fatta portavoce. Queste uscite hanno scalfito pesantemente la sua figura. Altro punto a suo sfavore é stato quello di inimicarsi l’establishment del PSB che molto spesso l’ha additata come “estranea agli obiettivi del partito” situazione che certamente non ha giocato a suo favore.Ha poi definitivamente distrutto la sua credibilitá di fronte a molti dei suoi elettori, la camapgna mediatica messa in piedi dalla macchina di governo di Dilma e del PT che  ha inaugurato feroci attacchi, additandola di accuse vere e non vere, condannandola definitivamente ad un ruolo meno rilevante di quello assunto nel mese successivo al fatale incidente del 13 agosto.

Nell’ultimo dibattito televisivo di venerdì sera, tra i vari pretendenti alla poltrona di Presidente della Repubblica, si è quindi erta la persona di Aécio Neves che ha definitivamente mostrato quanto raccontato sino ad ora. Per molti specialisti di anatomia del linguaggio corporale, durante tutto il dibattito Aécio è stato l’unico candidato a parlare con convinzione e caparbietà dalla prima all’ultima parola, esplicando con molta chiarezza e voce incisiva tutti i punti facenti parte del suo programma elettorale, senza vacillare in nessun momento. Contrariamente, sia la Dilma che Marina Silva hanno avuto problemi seri a portare avanti un discorso complici – per quanto riguarda la presidente uscente – il recente scandalo sulla situazione della azienda nazionale petrolifera della Petrobras e della dilagante rete di corruzione presente nel suo partito. Per Marina hanno pesato la sua insicurezza, stanchezza ed incapacità di difendere/stilare un programma preciso senza ambivalenza alcuna. Con il 99,99% dei voti scrutinati, é oramai matematico il rimando della decisione al secondo turno, che si terrà domenica 26 ottobre. Dilma ha ottenuto il 41,59% dei suffragi contro il 33,55 del suo sfidante Aécio.

Si attendono dunque altre tre settimane di bollente campagna elettorale contro la fazione del PT (Partidos dos Trabalhadores), capeggiata da Dilma e quello che i sostenitori –e gran parte dell´opposizione- giudicano come il nuovo, incarnato dalla punta di diamante del PSDB (Partido Social Democratico Brasileiro)  rappresentata da “o Tucano”, Aécio Neves. La partita si giocherá tutta sul vuoto lasciato da quella buona fetta dell´elettorato (il 21,32%) che al primo turno ha deciso di affidarsi alla candidata  del PSB. Per ora, stando alle ultime del “dia seguinte”, lasciate a caldo dalla prima sconfitta di questo primo turno di elezioni, Marina Silva ha dichiarato “la libertá di voto e il non appoggio formale a nessuno dei due candidati, ma con uno sguardo al nuovo e al cambiamento (uno degli slogan del suo programma elettorale)”.

Aécio Neves
Aécio Neves

L´intento é chiaro: un fronte comune contro Dilma e il quindicinnale governo del PT. Tecnicamente parlando ció é molto probabile, il fronte anti-PT – ma soprattutto anti-Dilma – é molto forte nel paese, ma politicamente la somma dei voti non è garantita. Infatti, gran parte dei consensi e dell’attuale  vantaggio di Dilma é da ricercarsi dal serbatoi di voti naturale del Nordest del paese, dove, grazie all´azione dei programmi sociali di riduzione di povertá  del primo governo PT di Lula da Silva (2002-2006), la maggioranza PT é ben salda. Al contrario, nelle zone del centrosud del paese – con l’eccezione dello stato del Minais Gerais- come la metropoli e lo stato di San Paolo il candidato del PSDB ha doppiato tranquillamente la presidente uscente Dilma.

Non ci resta, quindi, che attendere il secondo turno e vedere come si metteranno le cose, la sfida sembra oramai svincolarsi dai sondaggi precedenti alla votazione. Due settimane prima di questa, la maggior parte delle testate brasiliane, giá dava per scontata la vittoria della candidata PT al secondo turno (contro Marina Silva). L´ascesa soprendente di Aécio e il suo inaspettato successo hanno peró rotto ogni schema e obbligano ad un’attenta riflessione sui quelli che saranno i punti caldi della prossima campagna elettorale, nei quali Aécio ha giá messo alle strette Dilma nell’ultimo confronto televisivo di giovedí scorso. Lo scandalo mazzette che coinvolge il colosso statale –controllato dal governo- della Petrobras e il sospetto che una buona parte dei proventi sia stato devoluto a sostegno della candidata PT sono gli argomenti cardine contro il partito di governo. Se a ció si aggiunge la crescente inflazione – e la dichiarazione della sua inesistenza da parte del governo – lo scivolamento del Real fino a 2,50 sul Dollaro americano e, non ultimo, la sfiducia degli investitori stranieri verso il governo della Rousseff; tali argomenti possono andare a scalfire la corazzata del PT, oramai ancorato ad un ciclo economico e sociale esaurito quasi del tutto che in passato aveva aiutato molto l´altro uomo chiave del partito, Lula da Silva.

Perció, la principale incognita delle prossime settimane, che incuriosice molti, sará il comportamento che il partito della Rousseff terrá per riguadagnare quei voti persi al primo turno in favore di Marina Silva. Non facendo mancare nulla ad una elezione che, fino a pochi mesi fa, non lasciava sperare nulla di nuovo e giá preannunciava altri cinque anni di governo PT. La sfida invece non ha risparmiato e sembra non risparmiare colpi di scena.

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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