Effetto Renzi: il panico di Alfano e lo smarrimento del Ncd

16/12/2013 di Andrea Viscardi

Dopo poco più di un mese la strategia del Nuovo centrodestra sembra già condannata alla crisi

La crisi del Nuovo Centrodestra

Le paure di Alfano. Brutta settimana per Angelino Alfano. L’ex delfino di Silvio Berlusconi, che ha creato insieme ad un gruppo di dissidenti il Nuovo centrodestra, sembra già in seria difficoltà. Ad una settimana dall’elezione di Renzi alla Segreteria del Partito Democratico, gli effetti sulla coalizione di governo sono stati dirompenti, e il ruolo del vicepresidente del Consiglio e dei suoi ridotto, quasi, a semplice rappresentanza.

Effetto Renzi. Il primo segnale che qualcosa stava cambiando nei rapporti tra il PD e il Governo arrivava solo pochi giorni fa, quando un’inedita maggioranza, formata da SEL, M5S e PD decideva di spostare la riforma della legge elettorale dal Senato alla Camera. Scatenando subito l’ira (e la preoccupazione) del Ncd. Quagliariello levava subito gli scudi, minacciando che, se la riforma che nascerà – non oltre la seconda settimana di gennaio – non sarà una risultante di un accordo interno alla maggioranza di governo, allora il nuovo partito toglierà la fiducia. Tra le risate generali di chi, a Forza Italia, aveva previsto una situazione simile all’indomani dalla scissione.

Alfano, Ncd, Letta e RenziNcd all’angolo. Domenica, poi, la stoccata finale. Nel suo discorso al partito Renzi parla di diritti delle coppie gay, di ius soli e il suo discorso sembra, senza mai accennare apertamente alla questione, un avvertimento per Alfano e i suoi: da oggi, il governo, dovrà rendere conto prima di tutto a me e, tutti voi dovrete occupare un ruolo di secondo piano. Un discorso di sinistra, per il vicepremier, che si affretta a precisare che lui parlerà solo con Letta. Certo, ma si dimentica, forse, come anche Letta, oramai, sia nelle mani di Renzi. L’ultima carta, quella di tenere la questione della riforma della legge elettorale in Senato per allungare i tempi e quindi la vita di un governo che difficilmente cadrà senza averla approvata, non è stata giocata.  Ed ora alla Camera il PD ha i numeri per approvare un testo anche senza l’appoggio del Ncd. Pace all’anima di Letta, se Renzi deciderà così (questione tutt’altro che scontata), difficile pensare che i deputati non voteranno il testo.

Provocazione Renzi? Un discorso di sinistra, appunto, quello di Renzi. Molto più di sinistra rispetto al Sindaco di Firenze che ricordavamo anche solo un anno fa. Il pericolo, però, è che possa creare fin troppe tensioni all’interno del governo, e spingere Alfano, addirittura, a togliere la fiducia prima che venga approvata la legge elettorale. Inserire questioni delicate come quelle dello ius soli o delle coppie gay all’interno di un governo formato, sopra a tutti, da personaggi di scuola democristiano-cattolica è un rischio a cui Renzi non può non aver pensato. Anzi, è per certi aspetti una provocazione bella e buona nei confronti del Ncd.

Rischio figuraccia. E così, dopo poco più di un mese, Alfano rischia di vedere il suo progetto politico morire, e con lui, probabilmente, anche il suo futuro. Certo, qualche volto – anche se la sua strategia si dovesse dimostrare, come probabile, figlia di errori di calcolo – il Ncd lo prenderà, ma il partito sarebbe potuto essere qualcosa di più qualora la collaborazione con il governo Letta avesse portato a risultati evidente e duraturi. Così, l’ex delfino di Berlusconi rischia di fare una figura piuttosto misera. Staccarsi dal PdL/Forza Italia per sostenere un governo e, dopo solo un mese, ritrovarsi ai margini dello stesso, con un Premier che dipenderà anche e soprattutto dal nuovo Segretario. La figuraccia, strategicamente parlando, è pesante. Soprattutto se sarà proprio il Ncd a togliere la fiducia al governo in Senato. A quel punto, sarà un’ammissione della ragione di Silvio Berlusconi, quando sosteneva che in una situazione del genere, Alfano sarebbe stato una sorta di stampella usa e getta sino all’arrivo di Renzi.

Asse con Scelta Civica? Tra i dubbi di Letta e le preoccupazioni di Alfano, quindi, il pericolo di un naufragio per il Ncd è concreto. Probabilmente, però, il vicepremier cercherà di essere il più attendista possibile prima di rischiare il tutto per tutto giocando la carta fiducia, magari tentando di costruire un’asse con Scelta Civica – un altro soggetto molto critico verso i fatti degli ultimi giorni – e di portare un po’ di pressione su Letta.

Per Renzi, comunque, una vittoria. Al Segretario del PD, forse, poco importa. Anzi. Se Alfano deciderà di abbassare la testa, Renzi potrà portare avanti il suo programma. In caso contrario, se dovesse essere il Ncd a togliere la fiducia al Governo, il Sindaco di Firenze sarà il principale candidato a sostituire Letta, mentre il partito di Alfano sarà crocifisso davanti all’opinione pubblica. In ogni caso, una vittoria per il Segretario del PD.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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