Ecco l’Italia: risparmio in calo, in aumento la forbice tra ricchi e poveri, sempre più vulnerabili i giovani

06/03/2013 di Andrea Viscardi

Il titolo è, in sostanza, quanto emerge dalla studio pubblicato dalla Banca d’Italia (“il Risparmio e la ricchezza delle famiglie italiane durante la crisi”). La crisi, in Italia, è andata a colpire soprattutto le fasce più giovani della popolazione e quelle più povere. Qui di seguito una sintesi di alcuni passaggi fondamentali del testo, capaci di evidenziare quanto, molto probabilmente, nel nostro sistema – ma il resto d’Europa non è poi molto diverso – vi sia qualcosa di profondamente sbagliato. La concentrazione di ricchezza aumenta per chi ha un reddito elevato e diminuisce drasticamente per la fascia opposta, le giovani famiglie sono sempre più povere, la loro vulnerabilità – insieme a quella delle categorie degli affittuari – è in continuo aumento. Il trionfo della sprerequazione, almeno così sembrerebbe.

Risparmio – La propensione al risparmio è stata caratteristica italiana sino all’inizio della crisi. Basta prendere in considerazione la media, in percentuale, di risparmio. Le famiglie italiane, rispetto alla media europea, agli USA, all’UK o alla Germania, sono state, nel 1997, quelle che risparmiavano di più (circa il 23% contro il 17%). Tale tendenza al risparmio è andata diminuendo sino al 2000 (15%) per poi riprendersi leggermente ma calare a picco nel 2005, con l’inizio della crisi.  Un accentuazione, dunque, di un trend cominciato ben prima dello scoppio della crisi. I dati 2011 descrivono un’Italia ben sotto alla media europea (15%) e distaccata sia dalla Francia che dalla Germania. Inoltre, interessante, notare come rispetto all’inizio della crisi, in queste due nazioni la tendenza a risparmiare sia andata aumentando o, comunque, non abbia avuto flessioni così significative come in Italia.

Propensione al risparmio
La propensione al risparmio

Ricchezza – Alto punto molto interessante affrontato nello studio pubblicato da Bankitalia riguarda la concentrazione della ricchezza finanziaria e reale.  La ricchezza netta (attività finanziarie e reali al netto della passività) concentrata nella fascia più ricca della popolazione è aumentata, tra il 2008 e il 2010, del 2,1%, assestandosi al 46,1%. Se si considerano, poi, la concentrazione di ricchezza nei soggetti percepenti un reddito elevato, si registra addirittura un aumento dal 54,9% al 58,3%. Lo scarto, considerando le due classi di ricchezza opposte (quella più alta e il 50% più povero sul totale) è di 37 punti percentuali, circa il 2% in più rispetto agli anni ’90. In realtà, questo dato, diviene ancora più grave e preoccupante se si considerano i dati di concentrazione, invece che prendendo in considerazione le classi di ricchezza, quelle di reddito. Nel 1991 tra il 10% dei cittadini italiani con il reddito più elevato e il 50% dei cittadini con il reddito più basso la differenza era minima, di circa 4 punti percentuali. Oggi, invece, si è giunti ad una forbice di circa 15 punti percentuali.

La concentrazione della ricchezza netta
La concentrazione della ricchezza netta

Vulnerabilità – Le famiglie più colpite dalla crisi sono state quelle con i capofamiglia più giovani e la categoria, più generale, degli affittuari, aggravando una già preoccupante distanza tra la loro condizione economica e quella del resto della popolazione. Basti pensare che negli anni ’90 le famiglie giovani povere, in base alla ricchezza, erano di poco superiori rispetto al campione nazionale. Nel 2010, invece, erano circa il doppio. Dal 2008 al 2010 la percentuale di famiglie povere (sia a livello di reddito che di ricchezza) tra i giovani è aumentata di 4,3 punti, passando dal 9,2 al 13,5 per cento. Considerando, poi, che la tendenza è sicuramente andata acuendosi negli ultimi due anni, lo scenario sembra ancora peggiore.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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