Ebano, l’Africa di Ryszard Kapuscinski

14/03/2016 di Nicolò Di Girolamo

Ebano è un prodigioso ritratto di ciò che gli avidi occhi di conoscenza di Ryszard Kapuscinski hanno osservato nel corso di un decennio di vita africana: la semplice idea che abbia di questa parte di mondo chiunque non l’abbia conosciuta non è che un mero sigillo dell’ignoranza che aspetta solo di essere rotto e sostituito da una incredibile storia.

Ryszard Kapuscinski

Cos’è un buon giornalista se non una persona curiosa?  Un qualunque uomo che abbia voglia di vedere, provare e comprendere e che trovi i mezzi per soddisfare questo ardente desiderio, probabilmente avrà in sé tutto ciò che necessita per diventare un buon giornalista.

Qualcuno potrebbe obbiettare che sia necessario anche aver voglia di raccontare ad altri ciò che si scopre ma, probabilmente, questa precisazione è superflua, dovendo ancora nascere l’uomo che riempitosi gli occhi di meraviglia e stupore non abbia sentito, ad un certo punto della propria esistenza, un fortissimo impulso a raccontare ad altri ciò che ha reso la propria vita tanto emozionante, non foss’altro che per sentire questo racconto al di fuori della propria mente, dare un suono ai propri ricordi e rendere più difficile al tempo il confondere le proprie memorie con la fantasia.

Vi sono pochi dubbi che Ryszard Kapuscinski (1932-2007) sia stato uno dei grandi del giornalismo di ogni epoca. Nato a Pinsk, città allora polacca, sarebbe presto diventato reporter e corrispondente dall’estero. Grazie ad un acuto e non del tutto invidiabile istinto si trovò spesso al centro delle pagine più nere della storia: fu in Ruanda durante il tristemente celebre genocidio Tutsi e scrisse dall’India, dall’Iran, dall’Afghanistan e per una decina d’anni, tra gli anni ‘60 e ’70, visse stabilmente in Africa.

Proprio da questa esperienza nasce il lavoro che stringo tra le mani, Ebano, un prodigioso ritratto di quello che quegli occhi scrutatori e avidi hanno osservato e raccolto per più di un decennio. Il racconto che ci fa Kapuscinski di questo misterioso e complesso continente è incredibilmente affascinante e sorprendente.

Per scrivere quest’opera l’autore non segue nessuno schema, non ripercorre nessuna struttura preesistente ma decide di vivere un’esperienza in senso stretto, lasciandosi catturare e sommergere da un mondo misterioso e maliardo.  Tant’è che al riemergere da questa esperienza lo scrittore ci spiega che quello che conosciamo di questo continente in realtà non è altro che ciò che crediamo di sapere, in altre parole la semplice idea che abbia di questa parte di mondo chiunque non l’abbia conosciuta non è che un mero sigillo dell’ignoranza che aspetta solo di essere rotto e sostituito da una incredibile storia.

‘Questo libro non parla dell’Africa, ma di alcune persone che vi abitano e che vi ho incontrato, del tempo che abbiamo trascorso insieme. L’Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. È un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. È solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste.’

Per nostra fortuna abbiamo incrociato sulla nostra strada questo straordinario viaggiatore e sublime affabulatore che sarà in grado di aprire davanti ai nostri occhi uno splendido scorcio di ciò che si nasconde sotto il nome Africa. Chi meglio di chi è stato accolto da questo temibile continente come a casa propria?

‘Mi sono sentito in Africa come in Polonia quand’ero bambino: anche lì cibo scarseggiava e tutti giravano a piedi nudi’.

The following two tabs change content below.

Nicolò Di Girolamo

Nasce a Trieste nel 1993 e consegue la maturità classica alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. In seguito si iscrive al corso di lettere moderne all'università di Firenze. Lettore accanito fin dalla tenera età, divide le proprie passioni tra vela, cinema e, naturalmente, libri di vario genere.
blog comments powered by Disqus