Diwali 2015: cos’è e come si celebra la festa delle luci

08/11/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Il prossimo 11 novembre, in India inizieranno i festeggiamenti per Diwali, la festa delle luci che per cinque giorni animerà le case e le città della popolazione induista per celebrare il trionfo del bene sul male.

Diwali

Milioni di candele e lumini accesi stanno per illuminare le case e le strade dell’India il prossimo 11 novembre. Come ogni anno, gli induisti festeggiano Diwali – o Deepvali,  da “deep” che significa “luce” e “avali” che significa “fila” – la festa delle luci per celebrare il ritorno del re Rama (considerato l’incarnazione del dio Vishnu) nella città di Ayodhya dopo 14 anni di esilio in una foresta.  La festività simboleggia anche la vittoria del bene sul male e per capire la sua importanza nella cultura indiana potremmo paragonarla al nostro Natale cristiano. Propria anche del buddismo, del giainismo e del sikhismo, la festa delle luci viene celebrata anche in Malesia, Nepal, Singapore e dalle grandi comunità indiane di Canada, Gran Bretagna e Nuova Zelanda.

Quest’anno Diwali cade il 13 novembre, ma i festeggiamenti iniziano due giorni prima e si protraggono fino ai due giorni successivi. Il primo giorno di festa viene chiamato Dhanatrayodashi o Dhanteras, il cui significato sta proprio nel nome: “dhan” significa “benessere” (si celebra la dea del benessere Lakshmi) e “teras” significa “tredicesimo” (cade nel tredicesimo giorno dalla luna piena). Nella vigilia di Diwali, Chhoti Diwali,  si ricorda il dio Hanuman, dall’aspetto di una scimmia, il quale annunciò al popolo l’imminente ritorno di Rama. In questo giorno vengono preparati dolci fritti a base di farina e miele che vengono offerti ai propri amici e parenti. Il giorno di Diwali inizia prima dell’alba con un bagno purificatore e ogni anno migliaia di fedeli si bagnano nelle acque del fiume Gange per poi cospargersi di oli profumati. La sera hanno inizio gli spettacoli pirotecnici, i canti popolari e le musiche tradizionali nelle piazze delle città, illuminate a giorno da lumi di ogni tipo.

Lumini, fuochi, lampade e candele donano energia a tutta la popolazione che celebra la festività, purificano gli animi e ricongiungono la comunità, riavvicinandola anche al divino. Recita Sri Vidya: “Il sole, la luna, le stelle, tutte le luci del mondo non potranno mai uguagliare la luce della Conoscenza. Emergiamo dall’oscurità e dall’ignoranza e realizziamo, attraverso la meditazione, la luce eterna dell’anima”. Non stupisce, dunque, che sempre molti più occidentali – non necessariamente vicini alle religioni che celebrano Diwali – vogliano festeggiarlo per accogliere la luce purificatrice nelle loro vite. Basta poco: occorre pulire la propria abitazione e liberarla dagli oggetti inutili prima del giorno di Dhanteras; ornare la porta di casa o l’ingresso con campane, tendaggi o ghirlande di fiori; accendere lumini o candele in tutta la casa quando fa buio; preparare pietanze vegetariane e dolci tradizionali ed offrirli ai propri cari ed, infine, gioire del benessere portato da questa festività.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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