Divorzio, quarant’anni dal referendum

14/05/2014 di Iris De Stefano

Tre sono le date iconiche che segnano il cambio di passo per la questione femminile in Italia: il 10 marzo 1946 data delle prime elezioni amministrative a suffragio universale (a cui seguiranno le ben più famose del 2 giugno 1946), il 17 maggio 1981, data del referendum sull’aborto ed infine il 12 maggio 1974, data all’abrogazione della legge sul divorzio. Sono tre momenti da cui non si può e non si deve prescindere nell’analisi della storia democratica del nostro Paese.

Il referendum – Il 12 e il 13 maggio 2014 cade dunque il quarantesimo anniversario del referendum abrogativo, voluto dalla Democrazia Cristiana di Fanfani per eliminare la legge Fortuna-Baslini del 1970. Quello del 1974 resta il referendum abrogativo con la più alta partecipazione della storia repubblicana italiana: si presentò alle urne l’87,7% degli aventi diritto (33.023.179 persone) e di questi il 59,3% si espresse contrario all’abolizione della legge.

Referendum DivorzioDemocrazia cristiana, Movimento sociale italiano, Südtiroler Volkspartei e Partito democratico italiano di Unità monarchica erano a favore dell’abolizione mentre socialisti, comunisti, repubblicani, liberali e radicali erano contrari. In particolar modo importantissima fu l’attività del Partito Radicale che con forza spinse a favore della creazione della Lega Italiana per il Divorzio (LID) nel 1969. Entrambe le organizzazioni ebbero quindi un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la cui enorme risposta e partecipazione al referendum rappresenta certamente una delle più importanti vittorie politiche del Partito Radicale.

Nel 2007 è stata creata la Lega per il Divorzio Breve in cui il ruolo del Partito Radicale è certamente importante e il cui obiettivo principale è quello di ridurre da tre ad un anno il tempo decorrente tra la separazione legale ed il divorzio. Inizialmente era necessario aspettare cinque anni, ma nel 1987, con una modifica alla legge, fu portato all’attuale periodo.

I dati – Quella dei divorzi è una realtà importante in un paese, come l’Italia, tradizionalmente fondato su un concetto di famiglia di stampo cattolico. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, nel 2011 le separazioni sono state 88.797 e i divorzi 53.806, stabili rispetto al 2010 (+0,7% per le separazioni e -0,7% per i divorzi). L’aumento di separazioni e divorzi segue un trend costante che li ha visti aumentare regolarmente con il passare degli anni. Nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi mentre nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi con una media di durata del matrimonio di 15 anni per le separazioni e a 18 anni per i divorzi.

Sono consensuali in Italia l’85,6% delle separazioni e il 72,1% dei divorzi. Le separazioni che si concludono con l’assegno di mantenimento al coniuge (di solito, il marito alla moglie) sono 1 su 5 (21,1% dei casi nel 2009). L’incidenza dei numeri di separazioni nelle regioni meridionali è più alta (19,9%) e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione (21,5%).

In Europa – Le procedure in effetti dovrebbero muoversi verso la direzione segnata dall’Europa, poiché il nostro resta il paese –ancora una volta- con le tempistiche più lunghe: i nostri cugini oltrealpi per ottenere il divorzio ci impiegano dai tre ai sei mesi. In Germania, accertato il decorrere di un anno dalla separazione il divorzio è automatico mentre nel Regno Unito non esiste proprio il primo passaggio di separazione, ma è ordinato solo il divorzio. In Spagna come in Svezia ci si sta muovendo verso procedure che non coinvolgano i tribunali: in Spagna in due mesi attraverso un notaio, in Svezia attraverso una comunicazione al Comune.

Pare dunque che stia crescendo il numero di persone che decidono di affidarsi a studi legali che si occupino di curare cause di divorzio tra coniugi italiani in altri paesi europei, per evitare le trafile italiane, senza incontrare alcun impedimento legale. Tutto ciò però, sarebbe evitabile con un auspicabile intervento del legislatore italiano.

 

 

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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