Dopo le polemiche, i numeri sulla disoccupazione giovanile

04/11/2013 di Federico Nascimben

Analizziamo lo stato delle cose dopo il bonus giovani del Governo Letta e le polemiche di questi giorni

La lotta alla disoccupazione giovanile era al centro del dl occupazione approvato dal Governo Letta a fine giugno (qui il link). Un articolo di Enrico Marro sul Corriere della Sera sul bonus giovani ha dato l’avvio ad un botta e risposta tra Grillo e il Presidente del Consiglio. Quest’ultimo, dal suo account Facebook ha scritto: “l’obiettivo finale dell’intero progetto, triennale, è di 100 mila giovani occupati. E il fatto che al primo mese si sia arrivati già al 14 per cento del totale è evidentemente un buon segnale. Al contrario di quanto si legge oggi sul Corriere della Sera che, pur riportando correttamente le cifre da cui si evidenzia che le cose vanno secondo programma, bolla come un mezzo flop  l’operazione, con un approccio pregiudizialmente negativo e non fondato su dati di fatto, che infatti rende felice Grillo che se ne appropria“.

Dl occupazione e bonus giovani, in sintesi – Nell’articolo sopracitato, in merito al dl, scrivemmo: “la ricaduta del dl occupazione viene stimata in 200 mila nuove assunzioni nei prossimi 18 mesi (per la maggior parte al centro-sud) e una diminuzione di due punti percentuali della disoccupazione giovanile nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 29 anni (attualmente al 25%). Il Governo, soprattutto grazie alla riprogrammazione dei fondi strutturali 2007-2013, ha stanziato 794 milioni di euro nel quadriennio 2013-2016 (di cui 500 per le regioni del mezzogiorno)“. La decontribuzione per il datore di lavoro “non potrà superare i 650 euro per lavoratore e si estenderà per un periodo di 18 mesi; […] per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato il periodo è limitato a 12 mesi e solo se alla trasformazione corrisponderà un’ulteriore assunzione di lavoratore“. Per poter beneficiare degli incentivi i soggetti devono inoltre godere di una di queste tre condizioni: “a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;  b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; c) siano lavoratori che vivono da soli con una o più persone a carico”.

Il Ministro del lavoro, Enrico Giovannini
Il Ministro del lavoro, Enrico Giovannini

Piano Garanzia Giovani – Nel disegno del Governo, in realtà, il dl occupazione si inserisce in un quadro più complesso di riforme, visto che “un secondo gruppo di misure verrà definito non appena le istituzioni europee avranno approvato le regole per l’utilizzo dei fondi strutturali relativi al periodo 2014-2020 e di quelli per la Garanzia giovani”. Pochi giorni fa, il Ministero del Lavoro ha rilasciato un documento preparatorio contenente le linee guida del nostro Paese per l’istituzione, a livello europeo, di una “Garanzia per i Giovani”: l’obiettivo è quello di non avere più under 25 al di fuori di percorsi di studio, formazione o lavoro per oltre 4 mesi. Entro fine anno, viene spiegato nel testo, “sulla base del presente documento verrà definito il Piano nazionale, da approvare in Conferenza Stato-Regioni e da presentare in sede europea“. Il documento traccia un quadro della situazione occupazionale in Italia dal 2007 al 2012. In tale periodo, i disoccupati sono aumentati del 4,6% (+1,2 milioni di persone, per un totale di 2, 744 milioni), gli occupati sono calati del 2%, ma nella fascia d’età tra i 55-64 anni, al contrario, si è registrato un aumento del 6% grazie alla riforma delle pensioni. Il numero di disoccupati da oltre 12 mesi è passato dal 46,8% del 2007 al 52,5 del 2012. Particolarmente grave è la situazione nel Mezzogiorno, in cui il “tasso di disoccupazione giovanile rasenta il 45% e quello di occupazione è bloccato al 13,2% (a fronte del 18,6% nazionale e del 32,8% della media europea)“; mentre i c.d. neet, cioè i giovani che non studiano, non lavorano e non si formano, sono pari al 30% dei giovani tra i 15-24 anni (a livello nazionale, invece, sono in media il 21% per un totale di 1,27 milioni di persone).

Disoccupazione, un problema mondiale- L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha diffuso i numeri della disoccupazione a livello mondiale. Nel 2013, su 202 milioni di disoccupati, ben 73 sono giovani (12,8%); negli ultimi 5 anni il numero di disoccupati è aumentato di 32 milioni di persone. Dal 2014 al 2018 la disoccupazione continuerà ad aumentare, in media, di 2,5 milioni di unità ogni anno. Le conseguenze di tutto questo si riflettono sul numero di persone povere, pari a 870 milioni di individui.

Disoccupazione in Italia, diamo i numeri – A fine settembre, secondo i dati diffusi dall’ISTAT, il numero di disoccupati in Italia è pari a 3,2 milioni circa (12,5%), mentre quello degli occupati a 22,35 milioni (55,4%). I giovani tra i 15-24 anni senza un lavoro sono pari al 40,4%, mentre, sempre nella stessa fascia d’età, gli inattivi sono pari a 4,37 milioni; sono, invece, il 36,4%  gli inattivi sul totale della popolazione tra i 15 e i 64 anni.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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