La Disney gioca agli indiani contro i cowboy: “The Lone Ranger”

17/07/2013 di Jacopo Mercuro

Dopo le storie di corsari e bucanieri, si viaggia verso il selvaggio west

The Lone Ranger

The lone ranger, le origini – Era il lontano 1933 quando una radio di Detroit cominciò a raccontare, tramite la sua emittente, la storia di un cavaliere solitario – accompagnato dal fido compagno indiano – impegnato a portare giustizia nel vecchio West. Il grande successo riscontrato fece nascere una serie TV trasmessa dalla ABC, in onda tra il 1950 e il 1957. Negli anni seguenti provarono più volte a rilanciare la storia del Lone Ranger senza però riscontrare successi. Finalmente, oggi, dopo aver salpato i mari ed essersi immersa nelle avventure caraibiche del pirata Jack Sparrow, la Disney, fiutando il momento prolifico dei western, ha deciso di riportare in vita questo vecchio soggetto. Ultimamente è molto in voga cimentarsi in reboot di pellicole o serie del passato, così, anche in The Lone Ranger, la storia è stata rinnovata dando importanza differente ai personaggi e in questo caso, rendendo la spalla del cavaliere solitario (l’indiano Tonto) un vero e proprio protagonista. La scelta dell’interprete nativo Comanche non è stata difficile. Prendiamo la produzione Disney, il regista Gore Verbinski e la necessità di un personaggio che risultasse istrionico, stravagante e un po’ fuori di testa ed ecco uscire dal cilindro Johnny Depp.

Trama – San Franciso 1933, il guerriero nativo americano Tonto, ormai sul finire degli anni, posa in un piccolo museo. Qui incontra un bambino appassionato di cowboy al quale narrerà le sue avventure giovanili passate al fianco del Lone Ranger. La storia prende vita, si torna nelle terre incontaminate del selvaggio West. L’indiano Comanche, dopo aver assistito allo sterminio della sua tribù a causa dell’avida mano dell’uomo bianco, erra senza meta alla ricerca di vendetta. Sul suo cammino incontra l’avvocato John Reid (Armie Hammer) che tornato a Colby in Texas, sua terra d’origine, ritrova il fratello, nonché capo dei Ranger, con il quale partirà per catturare lo spietato criminale Butch Cavendish (William Fichtner). Al suo rientro a casa, il giovane non ritrova solo il fratello e la sua bellissima moglie – della quale è segretamente innamorato (Ruth Wilson)-, trova un posto totalmente cambiato, in mano a corruzione e criminalità, nella quale sguazza Latham Cole (Tom Wilkinson) intento a far costruire una ferrovia, ma non come opera civile bensì per interessi personali. Il treno, grazie al nuovo percorso, potrà raggiungere una miniera d’argento, anche se causerà la distruzione di molti villaggi popolati dai nativi. I due fratelli, dopo giorni di viaggio, si ritrovano nel mezzo di un’imboscata nella quale riesce a sopravvivere solo John. Tonto se ne prenderà cura e da questo momento in poi i due faranno coppia fissa per combattere il nemico comune. Assetato di vendetta John abbandona il suo convenzionale modo di vivere e indossata una maschera, darà vita al Lone Ranger.

The Lone Ranger, 2013Il film – Una produzione difficile, l’alto budget di 250 milioni di dollari e le riprese complicate (durate ben sei mesi) hanno fatto posticipare più volte l’uscita del film. All’uso del computer è stata preferita la realtà (sono stati costruiti interi villaggi e tre locomotive da 250 tonnellate l’una). Anche nelle scene più pericolose, accadeva spesso che si dovesse lavorare 16 ore al giorno per poi produrre solo 17 secondi di film (per la scena del treno in movimento ci sono volute tre settimane). Ma le difficoltà maggiori si stanno riscontrando ai box office, un lavoro ambizioso che non sta rispettando le aspettative tanto che nella prima settimana il pubblico americano gli ha preferito il film d’animazione Cattivissimo Me 2 targato Universal Pictures. La pellicola è frizzante e come un pendolo, oscilla tra alti e bassi, spostandosi repentinamente da scene d’azione vivaci a dialoghi troppo prolissi e spesso privi di rilevanza. La cornice mozzafiato della Monument Valley, del Canyon e della terra Navajo fa respirare agli spettatori la calda ed arida aria del West più selvaggio, permettendo una fotografia unica che riesce a tirar fuori il film dai momenti di noia causati dall’elevato minutaggio.

Poliedrico Depp – Capitolo a parte per la vera star del film: Tonto. Negli anni passati questa figura non è mai stata presentata nel giusto modo, si limitava ad essere semplicemente una spalla del Ranger solitario. La storia del cinema parla chiaro, per motivi di propaganda e per mettere nel dimenticatoi le insanguinate pagine sulla storia dei nativi, quest’ultimi non sono mai stati rappresentati nella maniera più veritiera. Con questo film finalmente c’è stata l’opportunità per rovesciare quei luoghi comuni e restituire rispetto ad un popolo pieno di dignità che è stato annientato. La storia di Tonto rispecchia esattamente quella dei nativi, sfruttati e schiacciati dall’uomo bianco per i propri interessi economici. Un divertente film per famiglie che si fa portavoce di un messaggio nobile. Non bisogna dimenticare il sangue versato da innocenti che chiedevano solo di vivere secondo natura nella terra di loro appartenenza e oggi prepotentemente degli Stati Uniti d’America.

 “Non sapevo che quel momento sarebbe stato la fine di tante cose. Quando guardo indietro ancora vedo le donne e i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone. E posso vedere che con loro morì un’altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno… il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l’albero sacro è morto.”   Alce Nero (Sciamano della tribù Lakota)

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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