La difficile candidatura di Jean-Claude Juncker a Presidente della Commissione

13/06/2014 di Iris De Stefano

Commissione Europea

Uno degli argomenti che sta suscitando più discussioni a Bruxelles come nelle cancellerie di tutti i principali stati europei riguarda il prossimo Presidente della Commissione e nello specifico, la figura di Jean-Claude Juncker.

La Commissione Europea – Il mandato dell’attuale Presidente della Commissione José Manuel Barroso, ex Primo Ministro portoghese ed in carica dal 2004, scadrà il 31 ottobre di questo anno e su chi sarà il suo successore si discute a Bruxelles da almeno sei mesi.
Il ruolo del Presidente, esteso con i Trattati di Amsterdam e Nizza, è molto rilevante e comprende funzioni come assicurare la guida politica della Commissione, convocare e presiedere le riunioni del collegio dei Commissari, guidare i lavori della Commissione per l’attuazione delle politiche dell’Unione, prendere parte alle riunioni del G8 come rappresentante degli interessi dell’Unione al tavolo dei grandi della Terra ed infine contribuire ai più importanti dibattiti sia in sede di Parlamento europeo che di Consiglio dell’Unione europea.

La procedura di nomina è rimasta immutata dopo il Trattato di Lisbona del 2009: è il Consiglio a scegliere e votare a maggioranza qualificata (quindi senza possibilità di veto) un candidato che dovrà poi essere approvato dal Parlamento Europeo. La novità inserita a Lisbona è però il legame tra il risultato delle elezioni europee e la nomina del Presidente. Secondo quest’ultimo infatti il Consiglio durante la sua scelta deve “tenere conto” del risultato delle elezioni.

Le elezioni europee – Il 43,09% degli aventi diritto europei ha scelto tra il 23 e il 25 maggio scorso la composizione del nuovo Parlamento, rendendo il PPE  (Partito Popolare Europeo) il primo gruppo con 221 parlamentari e il 29,43% dei voti, immediatamente seguito da S&D (Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo). Il partito conservatore può già vantare, ai posti più importanti delle istituzioni europee, suoi esponenti come lo stesso Presidente Barroso e Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio dal 2009.

Barroso, Presidente uscente della Commissione europea.
José Manuel Barroso, Presidente uscente della Commissione europea.

Jean-Claude Juncker – Il 6-7 marzo di questo anno si è tenuto a Dublino il Congresso del Partito Popolare Europeo e Jean Claude Juncker è stato eletto dal partito come candidato alla presidenza della Commissione. È però proprio il suo nome a star creando delle grossi discussioni. Primo Ministro del Lussemburgo fino al luglio 2013, Juncker è inviso principalmente a David Cameron, il quale sta tentando di creare un fronte per evitare che la candidatura ex Presidente dell’Eurogruppo possa arrivare in Parlamento, dove avrebbe agilmente la maggioranza dei voti.

Il problema principale è il dualismo ideologico tra la classe politica di Bruxelles e l’opinione pubblica europea. Secondo David Cameron infatti Juncker, esponente conservatore, sarebbe troppo “euro entusiasta” e poco propenso ad assecondare la concezione inglese di un’ Europa meno politica e federalista, assecondando anche la grande parte di popolazione che ha votato per partiti euroscettici.

Il Presidente della Commissione – Il tipo di concezione del Primo Ministro inglese pone però due ordini di problemi: anche volendo escludere i candidati Presidenti di Commissione (tutti federalisti) è difficile trovare a Bruxelles ed in particolare tra chi lavora a stretto contatto con gli uffici dell’Unione Europea euroscettici. Sebbene vi sia chi ritiene che il posto a cui mirerebbe Juncker sarebbe quello di Presidente del Consiglio e che avrebbe accettato la candidatura solo convinto di una vittoria socialista, Martin Schultz, Presidente del Parlamento e candidato per la coalizione S&D, ha idee ancor più definite sul futuro dell’Europa.

Il secondo ordine di problema riguarda invece Angela Merkel, la quale, nonostante non avesse appoggiato la candidatura di Juncker in modo incisivo, ora si trova a gestire il veto (comunque non possibile) inglese. Tutti i parlamentari inglesi (sia laburisti che conservatori) hanno infatti annunciato che, nel caso tale candidatura arrivasse in Parlamento, voterebbero in maniera contraria. La Cancelliera tedesca però, nonostante l’appoggio dato all’esponente del suo stesso partito, è divisa tra un’opinione pubblica che aveva accettato la quasi consequenzialità della candidatura a Presidente da parte del partito e l’accettazione del Consiglio, e la necessità di non inimicarsi il governo inglese. Il governo tedesco ritiene necessario quello di Londra come contrappeso a Parigi ma anche agli stati dell’Europa del Sud, che vorrebbero politiche economiche meno austere.

La questione della nomina a Presidente della Commissione si risolverà con la riunione del Consiglio del 23-24 giugno, ma appare sempre più lontana la possibilità che la candidatura di Juncker venga presentata. Intanto, ad esempio, si fa sempre più consistente quella di Enrico Letta.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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