Dieta mediterranea: un’idea troppo semplice?

26/10/2015 di Pasquale Cacciatore

Un gruppo di registi, guidato da un cardiologo inglese, sta studiando quel che rende il nostro stile alimentare così adatto ad una lunga vita. I risultati sono interessanti: oltre al fattore alimentare, è la totalità dello stile di vita mediterraneo a garantire la longevità degli abitanti del sud d'Europa

La dieta mediterranea, al netto delle importanti questioni organolettiche, è da decenni al centro dell’attenzione perché dimostratasi capace, secondo numerose evidenze scientifiche, di garantire uno stile di vita generalmente “più sano” ai suoi consumatori. La dieta dei popoli del Mediterraneo, basata sull’uso di olio d’oliva, legumi e verdura fresca, si è dimostrata capace di abbassare tassi di patologie, essenzialmente quelle di natura cardiovascolare.

Da qualche tempo, tuttavia, si è allargai il fronte degli scettici che considerano troppo enfatizzati gli effetti di tale dieta. Ultimamente, un gruppo di registi guidati da un cardiologo inglese ha realizzato un documentario in cui si sottolinea che le buone condizioni di salute delle popolazioni mediterranee, fino ad oggi associate alla dieta, sono in realtà determinate da fattori di vita, e che sulla dieta mediterranea vi sono ancora troppi dubbi o palesi errori di analisi.

Centro dell’analisi è stato il comune di Pioppi, provincia di Salerno; proprio in questa cittadina visse per più di trent’anni il fisiologo Keys, uno dei primi a scrivere in letteratura scientifica dell’influenza della dieta mediterranea sulla salute. Le sue ricerche epidemiologiche associarono i grassi saturi alle condizioni cardiovascolari, promuovendo l’adozione di diete a basso contenuto di grassi (oggi quasi globalmente abbandonate dalle autorità sanitarie). Proprio da qui cardiologi e registi son ripartiti, per sottolineare quando l’adozione di determinati stili di vita possa andare di pari passo con una dieta adeguata per garantire ai pazienti con determinati condizioni dei risultati che spesso essi stessi han difficoltà ad apprezzare.

Proprio a Pioppi il team ha notato che uno dei fattori associati alla longevità della popolazione locale (aspettativa di vita media di circa 90 anni) era proprio la dieta. Ma non solo: ogni pasto consumato rappresentava un’occasione per ritrovo sociale con amici e famiglie, le persone trascorrevano molto tempo all’aperto, si dedicavano ad attività fisiche personali come andare in bici o camminare e, soprattutto, sembravano meno inclini allo stress cronico.

Da queste (ennesime) considerazioni nell’ambito della dieta mediterranea, l’insolito gruppo di cardiologi e registi ha sottolineato la necessità di ridefinire questo tipo di dieta, da considerare molto più come uno stile di vita che come insieme di determinati cibi o metodi di cottura. Tanto più che i ricercatori hanno notato come alcuni aspetti della dieta tradizionale risultavano molto differenti nelle varie regioni: dall’utilizzo di carne di maiale al consumo di zuccheri, alla differente produzione di olio d’oliva o qualità dei cereali. Insomma, il messaggio finale della produzione cinematografica è che bisogna, ancora una volta, considerare i fattori che comportano migliori condizioni di salute nella loro globalità, senza appendersi a singoli elementi come vere e proprie terapie. Al momento il team è impegnato nel tentativo di auto-finanziare la produzione, avendo scelto di non rivolgersi a grandi aziende per non influenzare l’obiettività delle tematiche trattate con i conflitti d’interessi che spesso coinvolgono questo settore. Vedremo se la produzione riuscirà ad arrivare nelle sale. In ogni caso, si tratta dell’ennesima occasione per riconsiderare quanto le riflessioni mediche più recenti tendano a riconsiderare assunti  degli ultimi decenni, considerati estremamente semplicistici, alla luce di nuove evidenze e di una prospettiva che – in ogni ambito medico – diviene sempre più globale ed unitaria.

The following two tabs change content below.

Pasquale Cacciatore

Nato a Gallipoli nel 1991, entusiasmato da scienza e tecnologia sin dalla tenera età. Laureato in Medicina e Chirurgia ed ex-borsista presso il Collegio Universitario “Lamaro-Pozzani” della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, attualmente è Resident Doctor in Igiene e Medicina Preventiva presso l'Istituto di Sanità Pubblica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma). È un appassionato delle tematiche di salute globale, politica sanitaria ed health technology.
blog comments powered by Disqus