Degas e Cassatt: contaminazioni artistiche in mostra a Washington

18/08/2014 di Simone Di Dato

Alla National Gallery of art di Washington si incontrano due delle personalità artistiche più vicine ma al contempo più lontane dell'epoca moderna.

Che cosa lega una pittrice americana, libera e anticonformista, al genio più scontroso e misogino dell’Ottocento francese? Cosa unisce la talentuosa e colta Mary Cassatt, al solitario e tendenzialmente muto Edgar Degas? Quando nel 1875 la pittrice “di mamme e bambini” si imbattè in un gruppo di pastelli del maestro, nella vetrina di un negozio su boulevard Haussmann, non potè non ammirarne la bellezza. “Andavo spesso davanti al negozio e incollavo il naso al vetro per assorbire quanto più possibile dalla sua arte” disse in seguito. “Mi cambiò la vita”. La stessa innegabile affinità doveva provarla Degas, uomo difficile per cui la “malattia della vita” non era di certo una novità, ma che davanti ad un quadro di Mary sentì un coinvolgimento tale da esclamare:”C’è qualcuno che si sente esattamente come me”. Dunque fu un’intesa tempestiva, un’ammirazione condivisa che attirò l’attenzione del pittore sullo straordinario talento di Mary Cassatt, tanto da invitarla ad esporre alla prima mostra impressionista del 1879 e a lavorare con lui a Le Jour et la Nuit, la rivista perfetta per dar sfogo a esperimenti e contaminazioni artistiche che purtroppo non vide mai la luce.

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Mary Cassatt, At the Theater, 1878-1879

Laddove nulla resta del difficile percorso di ispirazione, senza una sola lettera del loro carteggio o  una precisa dimostrazione, è l’arte stessa a dare l’unica testimonianza. La mostra in corso alla National Gallery of art di Washington infatti, affianca già nel titolo come nel percorso, i nomi di queste due personalità sì vicine ma in egual misura lontane, dapprima in un’amicizia salda e inscindibile, poi sempre più laconica,  per ricostruire con sguardo lucido e quasi cinico il rapporto Degas/Cassatt  eludendo però la trappola di sentimentalismi e interpretazioni romanzate. In un’ottica di serrato ordine l’esposizione si divide in quattro sale tematiche, nelle quali si dispongono circa settanta dipinti, ma anche pastelli e incisioni conferendo al dialogo tra i due artisti una prospettiva inedita.

In controtendenza rispetto all’opinione comune, l’indagine nasce dal lavoro di Kimberly Jones e Ann Hoenigswald che grazie all’impiego di analisi chimiche, infrarossi e microscopio rivelano manipolazioni e tecniche diverse che rafforzarono l’intesa artistica di Degas e la sua anima eccentrica. Si tratta di pastelli lavorati con acqua, pigmenti metallici per catturare la luce, acquatinte liquide, cornici sfrontate dipinte di verde, tempera e cimurro, spesso nascoste intenzionalmente.  Ad aprire la mostra è il celebre quadro di Mary “Bimba su una poltrona blu” insieme con una lettera indirizzata ad Ambroise Vollard, mercante francese. Rifiutando la postura tradizionale, nella bambina ritratta rivive lo spirito anticonvenzionale della pittrice, mentre lo sfondo del quadro porterebbe la firma di Degas, come appunto riporta la lettera. Si continua con i ventagli di Degas, dove la fusione tra natura e palcoscenico trova di nuovo forma, ma anche monotipi colorati e l’involuzione della Cassatt, fino a quando cambiando strada, si dedicherà alle oleografie e ai bellissimi ritratti di madri e bambini. In una sequenza raffinata e dinamica, il percorso alterna i due artisti illustrandone similitudini e differenze. Entrambi poeti della vita quotidiana, innamorati della figura umana, così autentica e difficile negli atti più comuni, entrambi contro l’ideologia del plein air, eppure indipendenti, lontani per un cambio di rotta improvviso, troppo celato. Una dinamica sconosciuta destinata a rimanere un segreto tra pittori.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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