Lanzilotta galeotta, voto palese per la decadenza di Berlusconi

30/10/2013 di Andrea Viscardi

La Giunta ha deciso: sarà votazione palese. Ma per Berlusconi resta un'ultima (vaga) speranza.

Voto Palese, decadenza Silvio Berlusconi

Alla fine la giunta per le autorizzazioni del Senato ha deciso. Il voto in Parlamento per la decadenza del Senatore Silvio Berlusconi sarà palese. Una decisione che farà discutere, e che aumenterà la tensione fra le forze di governo. 7 a 6, questo il risultato della votazione, decisiva Linda Lanzillotta, ex deputata del PD passata a Scelta Civica.

Furia Berlusconi – Come ovvio, le reazioni del PdL sono state unanimemente di sdegno, accompagnate come un riflesso dal giubilo del PD e del Movimento 5 Stelle. Il teatrino delle dichiarazioni ha preso subito piede, vedendo protagonisti i soliti noti. Così, tra una minaccia di ripercussioni e l’altra, si apre un nuovo periodo delicatissimo per l’esecutivo di Enrico Letta, che si ritrova un’altra volta nel bel mezzo di un fuoco incrociato, senza aver contribuito in alcun modo a premere il primo grilletto.

Giusto o sbagliato? – La correttezza della scelta, in realtà, sia ben chiaro, non è né totalmente dimostrabile né totalmente contestabile, ma è la conseguenza di un regolamento, quello del Senato, che in realtà appare sull’argomento largamente interpretabile. Il regolamento infatti, prevede l’obbligo di voto segreto obbligatorio solo per quelle questioni “comunque riguardanti persone e le elezioni mediante schede“. In questo caso, la giunta, ha interpretato il provvedimento come inerente lo status parlamentare, e quindi passibile di voto palese. Una forzatura, forse, perché effettivamente i precedenti richiamati dai sostenitori del voto palese sono quelli riferiti all’autorizzazione a procedere (incluso il caso di Andreotti), questione ben diversa rispetto alla decadenza. In tema, appunto, di permanenza dell’eletto nella carica, si è sempre seguita la prassi secondo la quale si sarebbe dovuto agire con voto segreto, ex. art. 113, comma 3 del regolamento del Senato. Con riferimento al caso della custodia cautelare di Lusi, da molti portato ad esempio per sostenere la tesi del voto palese, poi, il Sen. Buemi, capogruppo del Psi nella giunta per le elezioni, specifica come: “Lusi non trovò il numero minimo di parlamentari disposti a sottoscrivere la richiesta di votare segretamente sulla proposta di concessione della misura cautelare, avanzata dalla Giunta nel 2012; ecco perché, nel suo caso, si votò palesemente”.

Decadenza Silvio Berlusconi, Giunta autorizzazioni Senato
La decadenza di Silvio Berlusconi sarà decisa a voto palese

Tutti svantaggi per Berlusconi? – Vista la situazione interna al partito di Silvio Berlusconi, in realtà, la votazione palese potrebbe essere più utile che dannosa. L’ex  Premier ha subito dalla Corte di Appello di Milano una condanna di interdizione di due anni dai pubblici uffici, nei confronti della quale un successo alla Cassazione appare assai difficile – infatti la stessa aveva invitato la Corte d’Appello a ricalcolare al ribasso l’interdizione, invito messo in atto ad litteram. Partendo da questo presupposto, e cioè che – decadenza a parte – Berlusconi è destinato ad uscire dal Parlamento, il voto palese sarebbe un’opportunità d’oro per evitare colpi di coda dalle colombe, e un’eventuale crisi irreversibile del Partito. La politica, si sa, a volte gioca brutti scherzi. Sarebbe stato paradossale qualora si fosse venuti a scoprire che, a compensare qualche episodio di scillipotismo, ci avesse pensato proprio qualche colomba vogliosa di spedire Berlusconi fuori dal Senato il prima possibile. Perchè se qualche fonte interna sostiene le colombe siano oramai metà dei senatori, mentre fonti vicine a Berlusconi continuano a dire siano la minoranza, la possibilità che ci sia qualcuno pronto a fare lo sgambetto, coprendosi dietro la segretezza del voto, forse, non è neanche così remota.

Ma non è ancora tutto deciso – In ogni caso, al contrario di quanto si possa pensare, per quanto limitate, le possibilità di un voto segreto continuano ad esistere. Il regolamento del Senato prevede infatti la possibilità che venti senatori, in Assemblea, possano richiedere – previa motivazione solida – il voto segreto. Certo, a quel punto, dopo la pronuncia della Giunta, sarebbe difficile riuscire a trovare motivazioni tali da rendere accettabile tale mozione, dovendo, per ultimo, decidere il Presidente Grasso, previo un facoltativo rimando alla Giunta per il Regolamento.

 

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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